Gravina: “Più promozioni in B, altrimenti mi rivolgerò alla giustizia sportiva”

Un calcio ad un pallone per allontanare sentenze e veleni. Non è ancora passata la burrasca abbattutasi in particolare sulla Lega Pro, praticamente costretta a partire in ritardo. Anzi, considerando gli ultimi sviluppi forniti dalla giustizia ordinaria, con tanto di gare rinviate per i club coinvolti nell’infinita telenovela ripescaggi, in questo weekend si parte con tante incognite. Con il presidente Gabriele Gravina abbiamo toccato alcune tematiche, tra quelle più strettamente legate alla partenza del campionato.

C’è una squadra che non è coinvolta nel discorso ripescaggi, ma che minaccia lo stesso di non scendere in campo: “Il presidente Camilli è una persona per bene, gli sono legato, ma la sua protesta non è fondata. Purtroppo non sta a discrezionalità di un presidente o di un consiglio direttivo, decidere chi va da una parte o dall’altra. Esiste un criterio geografico, la Viterbese deve andare nel girone C – rimarca Gravina –  Se ritirerà la squadra? Mi sembrerebbe esagerato. Non credo che dopo i sacrifici di questi anni, con una squadra altamente competitiva, Camilli voglia veder sfumare un obiettivo importante che meritano sia lui che la città”.

L’avvio ritardato del torneo ha di fatto costretto le società, specie quelle che avevano iniziato il ritiro a metà luglio, a corrispondere spese senza poter ottenere gli incassi relativi a botteghino e sponsor, sapendo che per la scadenza federale di metà ottobre non attingeranno nemmeno dal minutaggio: “Per ora non ci sono club che hanno manifestato difficoltà, ma credo ce ne saranno. Ho chiesto scusa a tutti per questo disagio, ma non l’abbiamo generato noi. Siamo distanti anni luce sotto il profilo culturale, circa le modalità applicative della riforma sui campionati”.

Si parte, dunque, con l’incognita più grossa di tutte. Non si conosce, infatti, a quanto ammonterà il numero di promozioni: “Cinque minuti dopo la decisione del Collegio di Garanzia, ho scritto al Commissario per chiedere il ripristino del format – avverte il presidente Gravina –  Se ciò non dovesse avvenire, andremo di fronte alla giustizia sportiva”.