GRAVINA COME NAPOLEONE. E’ IL 5 MAGGIO. “EI FU”

1) E’ il 5 Maggio. Ei fu….

E così siamo arrivati al 5 Maggio, cari lettori, “malati”di calcio come me.
Domenica ci sarà la terzultima di campionato. La Juve ospita la Sampdoria ancora in lotta per la salvezza, la Lazio va a Verona e si augura che non sia fatal e l’Inter è chiamata a Genova, con i rossoblù ancora alle prese con l’ennesima stagione a rischio retrocessione.
Poi il 27 finale di Europa League a Danzica e gran finale sabato 30 a Istanbul, con la Champions.
Ehi Vittorio, sveglia, il mondo si è fermato. Ma dove vivi?
Qui siamo alle prese con la pandemia, con la crisi, con tragedie vere altro che il calcio.
Il mondo si è dovuto fermare e solo da poco siamo usciti da casa.
Scusate, era per alleggerire il discorso e poi in Federcalcio pare che tutto proceda nel migliore dei modi.

2) Oggi le comiche

La “preferita” avvocatessa Faggi non c’è più e il nostro “Gabri”, chiaramente non all’altezza, prende schiaffi un po’ dalla Uefa e un po’ da questo particolare ministro dello Sport. Un personaggio trovatosi a gestire la terza industria d’Italia. In cuor suo pensa sia un circo di ricconi da dover punire invece che da aiutare. In barba ai dipendenti. Ai soldi che girano, alle televisioni. All’indotto che genera il calcio.
Ma al di là della mancata laurea e alla esperienza con i Verdi di Pecoraro-Scanio il “nostro” Spadafora, amico di Di Maio, dei 5 stelle, si trova eletto a Casoria e con obbligo di poltrona.
Va bè facciamogli fare il ministro dello sport. Non conta più di tanto.
Oggi questo ragazzo, senza esperienza di nessun tipo. Né manageriale, né tantomeno sportiva, si trova a dover gestire una situazione drammatica.
Ma quel che è più grave, se possibile, è che il capo degli addetti ai lavori, “Gabri”, anche lui non sa che pesci prendere. Certamente non è stato in grado di imporsi, con la sua scarsa personalità (eufemismo). Tanto che è stato costretto a rinviare il Consiglio Federale in programma venerdì prossimo. Proprio come oggi le comiche!
Il povero “Gabri” dice che vuole ricominciare. Che i campionati non si possono fermare. Dice anche, vedrete ce la faremo.
Sarà, a me sembra che il protocollo sia inattuabile. Che tenere 100 persone chiuse a Milanello, compresi medici, massaggiatori, cuochi, giardinieri, sia impossibile. Poi si mette la squadra sul pullman, anzi su due, per rispettare il coronavirus e le distanze. Si va a giocare in campo neutro e senza pubblico. Poi si torna tutti alla base. Ah, dimenticavo, il tutto con l’obbligo di tamponi 48 ore prima della partita….

Ma se si deve giocare mercoledì e domenica, stiamo sempre a fare tamponi, con la speranza che l’esito arrivi prima del prossimo incontro?

E poi, se anche uno solo dei rinchiusi a Milanello risultasse positivo, con il pericolo che abbia contagiato tutti. Si esclude il Milan e si continua lo stesso?
Pare proprio di si.
Basta leggersi l’ultima bozza del sistema licenze nazionali che gira fra gli addetti ai lavori e che pubblichiamo in esclusiva per i lettori dei Graffi (clicca qui a fianco): MEMO sistema licenze nazionali (1)

3) Come se il Corona virus fosse già passato, tutto come l’anno scorso

Qui pare che non sia successo niente. Che il Coronavirus sia passato. Che tutto possa filare liscio come l’anno scorso.
La crisi economica? Le televisioni che non hanno pagato la rata in scadenza, quella che tutte le squadre si sono già scontate in banca?
I mancati incassi dello stadio?
Non ce ne è traccia nelle disposizioni che sarebbero dovute andare in approvazione al Consiglio Federale che era stato programmato per l’otto maggio prossimo.

Per iscriverti al campionato devi aver mantenuto gli impegni di pagamento che scadevano al 30 Aprile. Solo i contributi e il fondo di fin carriera scadono al 31 Maggio.
Ma i campionati erano fermi. Tanto che sono fioccati gli accordi con i calciatori e taglio integrale degli stipendi.
Le grandi società poi questi soldi li spalmano sulla stagione prossima, figuriamoci.
Ma se non sono riuscito a mettermi d’accordo?
E …, va bè, se c’è il contenzioso pendente vale.
Bella maniera di (non) risolvere il problema.
Un invito a rivolgersi ai collegi arbitrali e poi ai Tribunali del Lavoro.

Criteri infrastrutturali e sportivi? Tutto uguale alla stagione scorsa. La pandemia è passata. Svanita per incanto.
Voglio vedere se Sky e Dazn non pagano la rata di Maggio che fine fa anche la Serie A.
Emh. Vittorio sei distratto, la rata è già scaduta il 2 Maggio e i soldi sono come quelli promessi dal premier Conte.
Parliamo di 233 milioni di euro. Non di bruscolini.
E poi avrete visto che Sky ha consentito a tutti gli abbonati-calcio di ridurre il canone mensile del 50% (se non lo sapevate fatelo subito).. D’altra parte è giusto. Partite non se ne vedono a parte l’Italia mondiale del 2006…
Quindi, bene che va, arriveranno metà dei diritti televisivi.
Ma io me li sono già scontati in banca da mesi. Come faccio? Mistero.

4) Le carenze di questa Federazione, l’indifferenza di Spadafora

Certamente questa Federazione di Gabri non è stata in grado di farsi sentire. Di ottenere almeno una defiscalizzazione. Conte li ha proprio snobbati. Li ha lasciati nelle sapienti mani del Professor Spadafora….
Nella bozza che vi ho fornito in esclusiva si parla dell’articolo 2447 c.c. E’ la norma che obbliga le società a ricostituire il capitale sociale in caso di perdite.
Tale obbligo non sussiste più per la prossima stagione.
Ah allora tutto risolto. Emh … Magari.
Peccato che alla riga dopo si parla del “disclaimer”. Della società di revisione.
Tradotto in parole povere: se la società di revisione dice no, non puoi iscriverti al campionato.
E senza diritti televisivi. Senza incassi. Senza campagna trasferimenti, ma chi si azzarda a dire che tutto va bene?
Nessuno.
Bene, mille grazie Gabri.

Le società più indebitate (Genoa, Sampdoria) sono avvertite.
In realtà anche la Juve è fortemente indebitata. Le plusvalenze generate dalla rinuncia integrale agli emolumenti dei giocatori sono state una bella manna. Parliamo di 90 milioni di euro.
Insomma prepariamoci a vederne delle belle. Senza diritti televisivi il calcio italiano, anche della plurimilionaria serie A, vacilla.
Non consideriamo poi le società che hanno alle spalle i cinesi o i fondi americani tipo Elliott che sono in grado di immettere soldini freschi, ma altre società che sono sostenute da imprenditori “normali” che hanno le fabbriche chiuse, le vendite bloccate e gli operai in cassa integrazione. Queste come possono pensare di investire risorse nel calcio?
Ma di queste considerazioni, di buon senso, non si parla.

Per la serie B la situazione è egualmente gravosa.

Il suo Presidente Balata, che parla poco, ma tutela il proprio movimento, (e quindi non va d’accordo con Ghirelli, la cui filosofia è esattamente l’opposto) ha chiesto che per questa stagione venisse abolito il parametro PA (Patrimonio Attivo circolante).
Le società poi hanno deliberato un taglio degli stipendi del 30%.
Insomma, un esempio di compattezza e di lungimiranza. Doti sconosciute a Gabri.
Al massimo ti abbasso il parametro da 0,15 a 0,10.

Non ci hai capito niente, così non serve.

E poi nel marasma generale (e nell’ignoranza, aggiungo io, sul punto mi sono permesso di sentire i legali) si consentirebbe (norma previsto anche per la defunta serie C) di ripianare la carenza patrimoniale utilizzando i crediti derivanti dalla mutualità generale “di cui all’articolo 22 Dlgs n.9/2008”.
Pare che l’idea sia venuta al genio della Serie C, il vecchietto di Gubbio, che pur di salvare la poltrona (guarda Francesco che comunque non c’è più) cerca di andare contro la legge (abitudine pericolosa per lui, alla faccia dell’etica). Si è inventata questa mossa per ripianare le perdite.
“Peccato” che non si possa fare. Perché l’articolo 22 della Legge Melandri aveva intelligentemente concepito una quota parte della mutualità, derivante dai diritti televisivi, in favore dell’organizzatore del campionato (cioè le Leghe). Con uno scopo ben preciso e cioè sviluppo dei settori giovanili, sostegno degli investimenti per la sicurezza e per progetti finalizzati a sostenere discipline diverse dal calcio.

5) Capito? Non si possono utilizzare per ripianare i “buffi”.

Non puoi cambiare una legge dello Stato mutandone le finalità. E’ reato.

Sulla serie B sono comunque ottimista. In primis perché non è gestita da dilettanti e poi per come prevedo il riassetto del calcio professionistico.

Della Serie c (minuscolo) Ho parlato tante volte in tempi non sospetti. Oggi sparare sulla Croce Rossa non mi ispira più di tanto.
Anche qui Gabri (non la Figc che ci si augura sia un’altra cosa) propone l’abbassamento del parametro PA da 0,15 a 0,10 (inutile per società (stra)indebitate e con imprenditori che non hanno più l’impresa) e il ripianamento con la Melandri che, per quello che ho spiegato, non è possibile.
E per le fideiussioni?
Ben consapevoli che nessuna banca o Compagnia assicuratrice seria possa rilasciare fideiussioni a società premorte, ci si è inventati che sarà la Lega Pro a costituirsi fideiussore (della Banca) previa costituzione della provvista.
Non so che avvocati utilizzi Gabri (la Faggi non c’è più), ma forse bisogna avvertirlo che l’attività di emettere garanzia, previa raccolta di fondi, è riservata a soggetti certificati e autorizzati dalla Banca d’Italia (devono avere un patrimonio di almeno 5 milioni di euro).
Altrimenti si incorre in un reato (aridanghete) che è definito dalla legge “esercizio abusivo di attività finanziaria” di cui al Dlgs 385/1993 (da sei mesi a quattro anni).

6) Gabri un dilettante non all’altezza del compito

Non so se si tratta di una abile mossa di Gabri (nella foto a fianco) per liberarsi finalmente del vecchietto di Gubbio (quello che ha proposto il sorteggio alla riffa per promuovere una società nella serie superiore). Comunque non si può fare.
Senza pensare poi alle implicazioni, sempre penali, in caso di fallimento. La Lega che ha garantito per una sua società sarebbe implicata in concorso in bancarotta.
Anche qui, Gabri, dimostra di essere quello che vado dicendo da sempre.
Un dilettante, non all’altezza del compito.
I Graffi sono stati i primi, mesi fa, a caldeggiare una riforma serie dei campionati.
Basterebbe prendere i miei modesti articoli.
Ora sembra che si sia giunti al capolinea.
Nel suo programma elettorale Gravina parlava di semiprofessionismo.
Anche Ghirelli (miracolo!) in un raro momento di lucidità, fra uno sperpero e un altro, aveva chiesto agli (ex) amici del Pd di varare una norma per la defiscalizzazione. Con tanto di sciopero del campionato (a Palazzo Chigi ancora ridono).
E’ quindi necessario. Improcrastinabile. Ineludibile, che la Serie B si rafforzi a 40 squadre. Utilizzando anche i diritti televisivi destinati alla terza serie. Quest’ultima diventi dilettantistica, con i regimi fiscali applicabili alle società o alle associazioni sportive (sarebbe una bella manna).
Senza oneri fiscali enormi. Con minimi salariali. Costi per criteri infrastrutturali insostenibili.
Altro non c’è da fare.
Sibilia e Balata lo hanno capito da un pezzo e anche il sindacato calciatori dovrebbe privilegiare un sistema che funziona piuttosto che i soliti “cadaveri”. Con ripescaggi improbabili.
“Gabri” con le norme che vuoi varare diventi davvero il becchino del calcio italiano.
Metti mano seriamente alla riforma. Non galleggiare nel nulla. Altrimenti così lo schianto del calcio italiano sarà fragoroso.

Il rinvio del consiglio federale (Gravina non avrebbe infatti avuto nulla di serio da riferire alle altre componenti). Si impone la necessità di concedersi alcune considerazioni. Proprio sulle ipotetiche riforme che avrebbe in animo il presidente federale..

7) Gabri ha in animo di combinarne un’altra delle sue.

Boicotta l’idea circolata nelle ultime ore (quella sopra accennata) di una serie B a due gironi da 20 ed una terza serie a tre giorni (sempre da 20) dilettantistica. Una soluzione, snella, che renderebbe concreta la volontà di salvare il sistema nella sua parte vitale. L’unico progetto rivolto peraltro alla tutela economica dei presidenti. Oppone (il bel Gabri) un suo progetto che già a prima vista ha dell’assurdo. La creazione di una serie C Elìte, professionistica, a 20 squadre e in girone unico. A seguire una serie C semiprofessionistica in due gironi da 20 squadre. Ancora più sotto una serie D elìte a 54 squadre in tre gironi. Una ulteriore serie D  in sei gironi per ulteriori 106 squadre.

Una indecenza infinita! Gravina vuol far retrocedere 40 squadre di Lega Pro. Con un solo colpo.

Un progetto che non potrà mai essere avallato. Indipendentemente da chi dovrebbe poi gestire quella ipotetica e mai realizzabile serie semiprofessionistica. Per salire dalla serie D alle B ci sarebbero da scalare le montagne russe (addirittura tre campionati). Evito di esprimermi sulla qualità del prodotto. Dico soltanto che è tutto un grande casino!

Mi auguro che i presidenti di Lega Pro, nel loro interesse, si rendano conto della situazione.  A meno che per volontà diversa non abbiano già deciso, in un clima estremo di eutanasia, di avviarsi incontro alla rovina. Indipendentemente poi da qualsiasi decisione si abbia deciso di assumere, Ghirelli (nella foto a fianco) deve essere sfiduciato. Vogliamo scommettere che, a digiuno di argomenti com’è, rinvierà anche l’assemblea delle società di Lega Pro prevista per il 7 maggio prossimo?

Scusate, dimenticavo. Oggi, caro Gabri, è il 5 Maggio.
Ei fu.