Graffi sul girone H. Corda scopre le carte. Taranto, troppi 130 (!) accrediti stampa…

Il girone Ha della serie D. Avvincente come quest’anno non potrà esserlo mai più. Lo avevo anticipato nei giorni scorsi. Non potevano mancare, sin dall’apertura della prima pagina, spunti di grande interesse.

Nel girone H, bello e impossibile, si vive di pane e calcio. Piazze calde che regalano sensazioni uniche. Indipendentemente dalla categoria di appartenenza. Un’attrazione fatale per chi, del calcio, ne ha fatto una professione.

A distanza di qualche anno Taranto e Foggia si ritrovano, da avversarie, nello stesso girone. Relegate tra i dilettanti per alternanti vicende di pessime gestioni. Entrambe puntano decisamente al salto immediato di categoria. Entrambe hanno speso cifre importanti nella composizione della squadra. Sia a Taranto che a Foggia non esiste equilibrio nel gestire le emozioni. Tutti pretendono. Tutto e subito. Questo è il “guaio” peggiore. Quello che, inevitabilmente, allontana i risultati.

Sulla pagina di apertura di quel libro che si chiama campionato sono già state scritte alcune  note, peraltro stonate, che riguardano entrambi i club.

Erano in calendario quelle che riguardano il Foggia. Si debbono evitare quelle che si riferiscono al Taranto.

Roberto Felleca è a Foggia “portato” da Ninni Corda. Non viceversa. L’intermediario dell’operazione, del quale Ninni Corda si è servito, è Riccardo Di Bari. Il bravo Riccardo si è adoperato, con le sue conoscenze di calcio in città, affinché l’operazione avesse uno sbocco positivo. Ci è riuscito. Si è guadagnato un ruolo nell’organigramma societario. Ninni Corda è il “fiduciario” calcistico del nuovo patron foggiano che nutre, verso di lui, una stima illimitata. Era così anche a Como.

Nel Foggia attuale non si muove foglia che Ninni Corda non voglia. L’allenatore lo ha fatto sempre lui, seppure sotto mentite spoglie. Ha svolto lui quelle mansioni. Altrettanto per il ruolo di direttore sportivo. Ninni Corda necessita di “coperture” nei ruoli non di protagonisti. Come dire. Quelle cose che nel calcio non si sa quello che non si fa. I rapporti con lo spogliatoio? Li gestisce Ninni Corda. La conferenza stampa del martedì la fa sempre lo stesso Corda. Ci riusciva, con un’escamotage, anche nel periodo in cui era squalificato, immaginiamoci ora.

Amatino Mancini era una copertura, lo sapevano tutti, ritengo che qualcuno glielo abbia anche spiegato. In qualche modo preventivamente. Quelli erano certamente i patti. Diversamente bastava conoscere il passato comense della gestione Felleca – Corda.

La partita a Fasano sostanzialmente l’ha quindi persa Corda. La formazione l’aveva dettata lui. Lo schieramento tattico altrettanto. Così come il dirigere gli allenamenti. Dal campo o fuori. Mancini ha sbagliato tutto. Un uomo con alle spalle una carriera come la sua non avrebbe mai dovuto accettare quell’incarico. Aveva indossato l’abito del si signore? Per rimanere al suo posto non avrebbe mai dovuto contrastare le decisioni assunte, autonomamente, da Corda. Inclusa quella convocazione per l’allenamento di lunedì scorso. Alle sei di mattina.

Sbagliato l’esperimento, sbagliata la soluzione.  Ora si apre un nuovo capitolo. Non ci saranno altri presta nome. Ninni Corda ha assunto ufficialmente l’incarico di allenatore. Rimane l’interrogativo. Non dovessero arrivare i risultati, perché non sempre nel calcio le ciambelle riescono con il buco, come andrà a finire? Perché, bene che lo sappiano Felleca e Ninni Corda, Foggia non è Como!

Il Taranto. Sorrido pensando alle liste di proscrizione, per gli accrediti stampa, poste in essere da Massimo Giove. Ma dai Massimo. Non ci posso credere. Non ci voglio credere. Massimo proprio tu che cerchi il coinvolgimento totale del territorio. Falli dire, falli scrivere a questi ragazzi. Sono tutti, come te e come me, tifosi di quei colori. Falli partecipi delle vicende societarie. Non li escludere dalla vita quotidiana del club. Non restringere il cerchio a pochi “intimi” che alla lunga potrebbero risultare poco fidati. Richiama all’ordine il tuo addetto stampa al quale troppo facilmente saltano i nervi in pubblico. Fai fare una corretta comunicazione a tutti. Indistintamente. Ne trarrai beneficio tu e tutto l’ambiente societario.

Per un verso sono anche io dalla tua parte. Condivido in toto. Hai ragione da vendere. La richiesta di circa 130 accrediti stampa, in questa categoria, è eccessiva. Si rende indispensabile una rivisitazione globale del concetto. Poni un giusto limite. Responsabilizza, al proposito, i vertici della stampa sportiva locale. Bene la comunicazione via cavo. Queste pagine del web fanno parte della “modernità” evoluta, ma a tutto bisogna saper porre un limite.

Poni quel limite anche a quelli che si definiscono fedeli però. Mi risulta che in alcuni casi i cordoni della borsa siano estremamente allargati. Otto/ nove accrediti ai “lecchini” (perdonami se li definisco lecchini) sono troppi anche quelli. Tu non hai bisogno di quelle persone. Tanto lo sai anche tu, meglio di me, chi vince è un bravo ragazzo e chi perde… (con quello che segue). Alla lunga l’ugola, poco credibile, dei si signore, stecca maledettamente.

Il “confino” imposto a Canale85. Non prendiamoci in giro. La verità sta sempre nel mezzo. Aggiustate entrambi la “mira”. Tu non usare metodi da regime, che non ti appartengono. Perché sei perspicace (le esclusive, nell’era della globalizzazione, non andranno più di moda) tanto da comprendere che quelle posizioni, assolutistiche, non conducono a nulla di buono. Le “guerre” lasciano sempre vittime in terra. Tu e il Taranto, in questo campionato, non ne avete certamente bisogno.

Accetta il dialogo. Porta anche chi contesta dalla tua parte. Una capacità che hai nel tuo dna. Senza fare quelle telefonate delle quali, sono sicuro, sei il primo a pentirtene. Ascolta i miei consigli. Non fare che l’ultimo che ti accompagna a casa ti convince che sono tutti tuoi nemici. Parchè non è assolutamente vero.

Come vedi non ho scritto di calcio. Seppure l’utilizzo in contemporanea di qualcuno e la posizione in campo di qualcun altro lo chiederebbe.

Dimenticavo: il Taranto è, rimane una “corazzata”. Non è la sconfitta di domenica scorsa che può far cambiare opinione. Esiste invece una verità incontrovertibile. Anche le “corazzate”, è bene tenerlo a mente, i campionati li vincono a primavera. Sempre. Un inciso che vale per tutti!

 

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