GLI SPIETATI – Tanto andate a casa lo stesso

Per la gioia (mi sa tanto di no) della governance del nostro calcio “I Graffi” son tornati. La situazione è ovviamente immutata. Immobile. Impassibile di fronte ai veri problemi e caratterizzata dal solito modo di fare.
Chiacchiere e autocelebrazioni di quanto siamo bravi.
Nell’evidente imbarazzo del nulla che avanza e nel sostanziale disinteresse dei media, il duo delle meraviglie (sì sempre loro, Gabri il bello e il settantenne girovago) ha pensato bene di farsi intervistare in ben due puntate singole dal povero Marzullo (buon amico di Ghirelli). Costretto a propinare la coppia, nella sua trasmissione, per sentirsi raccontare di come e quanto le cose, sotto le loro mani sapienti, vadano bene nel nostro calcio.

Avrebbe fatto meglio il neo sposo Marzullo a dedicarsi alla moglie, con la quale è recentemente convolato a nozze, ma che vuoi fare, alla Rai le marchette sono di prassi e poi, francamente, lo share di una intervista che va in onda alle due di notte deve essere stato altissimo (eufemismo).
Comunque, ve lo garantisco, non vi siete persi nulla.
Sono mesi che questo blog ha segnalato i vari capolavori di Gabri e Ghirelli. Ho/abbiamo motivo di credere che qualcuno se ne stia occupando.
Anche se notoriamente la giustizia in Italia non è che sia un fulmine di guerra pensiamo che almeno gli organi preposti alla vigilanza diano un segno di vita. Anche, sopratutto, per evitare responsabilità personali.
Ho sfidato più volte il duo a rispondermi. Ad invitarmi ad un confronto, non davanti al solito giornalista compiacente.
Ovviamente nessuna risposta. Limitarsi a scacciare la zanzara con la mano non risolve il problema. Ricordatevelo.
Non voglio entrare ancora una volta nella parte politica. Delle riforme annunciate e mai fatte. Dei tavoli di lavoro dei quali non vi è più traccia. Delle ristrutturazioni interne che a dir poco latitano (per un singolo ufficio mesi e mesi per uno spostamento). Nei conti della Federcalcio l’acqua scarseggia e la papera non galleggia.
Un budget previsionale di meno 9.1 milioni di euro non ci farebbe dormire la notte. Altro che andare da Marzullo.
E in questo panorama fallimentare il Gabri che fa?
Continua ad assumere dirigenti, a firmare contratti e a spendere soldi che non ci sono.
Mi sembra di (ri)vedere i nostri governanti che, fra un debito pubblico pauroso e un aumento Iva impellente, si mettono a litigare per il potere.
Spietati.
Si cari Gabri e Ghirelli anche Clint Eastwood vi definirebbe spietati. Non più e non solo bugiardi e incoscienti come noi dei Graffi abbiamo già fatto in passato.
Ma come li pagate i vari Giovanni Valentini, Salaria Village, Chiara Faggi?
Ma perché non smentisci, Gabri, l’arrivo di Fabio Santoro, altro dirigente da mettere nel marketing?
Con tutte queste persone a cercare sponsor (che non arrivano) ci auguriamo almeno che servano a ripianare i conti. Ma, concedetemelo, dubito.
Ci siamo già passati con il Gabri! Quando era all’opposizione, in Lega Pro, contro Macalli e rimproverava il grande vecchio di non trovare sponsor per la Serie C.
Millantava, Gravina, di avere contatti primari con la Wind. In quanto Maximo Ibarra era il fratello della nuova compagna Francisca e amministratore delegato della compagnia.
Ebbene, prima diceva che non poteva favorire Macalli, poi, una volta diventato presidente della Lega Pro, sapete quanto ha versato la Wind come sponsor della Lega?
Zero, naturalmente.

Del resto un manager come quello, di origine sulmonese (dove vive Gravina) che oggi è destinato a diventare il nuovo Ceo di Sky Italia, è una amicizia certamente preziosa, ma non è fesso.
Chissà quanti milioni di euro pioveranno ora sulla Federcalcio grazie a Gravina e a Sky Italia.
Oh! staremo a vedere.
Non vorrei che Ibarra, che lo conosce bene, si vorrà tenere alla larga.
D’altra parte c’è da fare una considerazione. Con quel budget e nella scarsa trasparenza dei conti e dei comportamenti, con i continui sperperi, è difficile, veramente difficile chiedere soldi. Vero Gabri?
Spietati ho detto poco sopra.
Si, perché in questo “panorama”, del niente e dell’apparire, i “nostri” ci stanno prendendo gusto.
“Gabri” infatti, miracolato in quanto messo alla presidenza federale non certo per meriti e capacità, ma solo per tappare il buco commissariale, va imprudentemente a dire ai quattro venti che lui si ricandida. Che non esiste nessun accordo per lasciare il posto. Insomma “la poltrona mi piace e mo’ ci resto”, non mi importa nulla dei patti, della buona amministrazione, di avere portato la Figc a scontrarsi con il Coni.
Sono bello. Sono abbronzato. Sono Gabri e piaccio, il resto non conta….
Spietati.
Ovviamente del torneo irregolare di serie A, alla faccia della trasparenza tanto sbandierata, non si parla proprio.
Si, mi riferisco alla posizione del Lecce. Purtroppo. Neopromossa che è stata sanzionata per oltre 600.000 euro dal fisco per fatturazioni false volte ad evitare il pagamento dell’IVA.
Si parla della gestione Tesoro, per carità. Ma purtroppo, dal punto di vista federale, si configura il “reato” dell’articolo 31 numero 2 del nuovo Codice di Giustizia. Vale a dire l’illecito amministrativo utilizzato per iscriversi al campionato.
Automatica la penalizzazione, visti i precedenti. Da tre a 15 punti.
Gabri se ne occupa?
Ma no, naturalmente.
Piuttosto si occupa di litigare con Pecoraro perché non se ne va, anche se non scaduto, non altro.
Ma sapete perché?
Ma per mettere una figura prestigiosa a nuovo procuratore federale. Quel Giovanni Legnini, già vice presidente del Csm (meglio stendere un velo pietoso sulla istituzione di autogoverno dei magistrati). Figura prestigiosa e…..di Sulmona, ovviamente.
Candidato a presidente della Regione Abruzzo, ovviamente è stato trombato nonostante l’aiuto della compagna di Gabri, anch’ella candidata, ma Gravina evidentemente gli ha promesso il posto.
Il livello è questo, cosa ci si può aspettare miei cari lettori….
Il migliore consiglio è quello di fargli staccare la spina prima possibile, per il bene della Federazione.
Se non lo fa chi ne ha forza e potere ci penserà qualcun altro. Con questi conti e con questa gestione non si va certamente lontano. Risultati non se ne ottengono.

Anche l’altro compagno di merende, Ghirelli, va dicendo che lui deve rientrare in Federcalcio. Magari come Vice presidente vicario. Saremmo a posto!
Ghirelli, se possibile, è ancora più spietato e meno trasparente di Gabri.
Quanto è bella la Serie C si sa. Anche qui campagne autoreferenziali sulle città e sui campanili e sui comuni.
Però di cose concrete, nulla. In assoluto.
Si parla tanto di etica e di morale (ci si sciacqua la bocca), ma oltre che piazzare amici al Comitato Etico, per evitare guai, non si fa.
Della povera Capotondi, gettata in una mischia non sua, già si è parlato a lungo su tutti i media.
Gli sberleffi, purtroppo per lei, si sono sprecati.
Anche qui, alla Gabri maniera, si è piazzato come segretario un sedicente avvocato figlio di amici, chiaramente inadeguato.
E delle cose che si sono dette e non fatte?
Una tonnellata. Una vagonata!
Ma vi ricordate lo sciopero?
Ad un certo punto Ghirelli la spara grossa. E non sui giornali, ma attraverso un Comunicato Ufficiale.
“Abbiamo lavorato in silenzio” si legge nel farneticante editto del 13 Giugno (non un anno fa). Ma se il Governo non emette un provvedimento di defiscalizzazione per i comuni, la Lega Pro non fa partire i Campionati.
Bum.
Il Governo in realtà emette provvedimenti a favore dei lavoratori che rientrano dall’estero, ma di Ghirelli (il PD oramai conta poco) se ne frega altamente.
Accidenti quindi niente campionato?
Ma che dite! domani il nostro giramondo (forse lo pagano a kilometro) sarà a Monopoli per Monopoli-Vibonese e non mancherà di dire/ribadire “quanto sono bravo”.
La scelta è caduta su Monopoli perché il nostro sta con la nuova moglie in vacanza a Bari, quindi è comoda la trasferta….
Nel frattempo, delle risorse della Serie C ovviamente nulla, altro che defiscalizzazione.
Di come si impiegano i 4 milioni di euro presi alle società in sede di iscrizione.
Del compenso percepito dalla Lega Pro, nonostante sia un pensionato della stessa Lega Pro (oltre che della Regione). Argomenti validi dei quali non si parla, né si sa nulla.                                         Alla faccia delle tanto sbandierate trasparenza ed etica.
Del contenzioso con la curatela fallimentare di Napoli che è formalmente proprietaria della sede di Via Jacopo da Diacceto? Ne dobbiamo parlare?
Dei soldi da recuperare a Macalli dopo la sentenza penale del Tribunale di Firenze che ha stabilito che si tratta di somme delle quali si è appropriato l’ex presidente e che sono di spettanza della Lega?
Mistero.
Il sistema è quello, oramai è collaudato.
Facciamo come ci pare.
Sarete pure spietati.
Ma non dura, statene certi.

Che tanto, andate a casa lo stesso!

Nella foto: una significativa stretta di mani tra Gravina e Ghirelli