GIUSTIZIA SPORTIVA: CERCASI CHIARA DISPERATAMENTE (seconda parte)

Siamo alle solite “Gabri”, le cose in Federcalcio continuano ad essere ferme, immote, in attesa delle mosse elettorali, degli accordi disattesi con Sibilia, della Lega Pro del vecchietto di Gubbio, pronta ad offrire il suo patrimonio di fuffa e soprattutto del 17% da regalare al nostro attuale presidente.
Poi strani movimenti anche nelle altre componenti. l’Associazione Italiana Calciatori che, dimessosi finalmente Tommasi, chiede al candidato unico Calcagno di essere uniti….

Una cosa che puzza di inciucio. Il tentativo di accordo pre elettorale con il mitico Tardelli.

Anche di riforme non si parla più. Niente revisione dei format. Nulla sui pesi elettorali. Con la Lega di Serie c (minuscolo) che vale come la serie A e la Serie B messe insieme. Ridicolo.
Ma si, tanto ora si gioca, parliamo di campionati. Di partite. Di VAR e di arbitri obiettivamente scarsi.

Di far funzionare la macchina federale? Ma chissenefrega, alla Gabri maniera.

Tema scottante la Giustizia Sportiva, che è comunque un caposaldo di ogni federazione.

I malfunzionamenti sono tali da farci rimpiangere addirittura lei. La piacente risk manager avvocato Chiara Faggi (nella foto sotto), defenestrata per motivi non noti (?) che aveva anche il ruolo dei rapporti fra Federazione e organi di giustizia.La cosa era da me stata più volte criticata in quanto uno dei principi cardine di ogni ordinamento è la separazione fra Federcalcio e Giustizia sportiva. Che deve essere ovviamente indipendente.
Ma almeno la piacente Chiara (non avendo molto da fare in realtà) era solita presenziare le stanze di Via Campania e farsi vedere, almeno sollecitava a lavorare.

Forse è il caso di darsi una mossa in modo che  i componenti degli Organi di Giustizia nazionali della Federcalcio possano dedicarsi ad approfondire le tematiche di diritto sportivo. Soprattutto, i termini previsti dal Codice di Giustizia Sportiva varato appena un anno fa.

Non c’è dubbio, infatti, che nonostante gli sforzi fatti per rinnovare i vertici, o forse proprio per questo, le cose continuano ad andare male, sia pure nell’apparente silenzio generale.

Forse il neo Coordinatore avvocato Giancarlo Viglione, che nel ruolo ha sostituito la citata fanciulla, non segue con la dovuta attenzione il funzionamento degli Organi di Giustizia Sportiva.

Forse si fida troppo di quanto gli viene riferito.

Forse non conosce i termini previsti dal Codice di Giustizia Sportiva che lui stesso ha contribuito a far approvare, sta di fatto che siamo di fronte a situazioni a dir poco imbarazzanti.
Quanto al mancato rispetto dei termini per il deposito delle motivazioni, ancora una volta la Corte Sportivo di Appello sembra fare scuola.
Dal 21 febbraio scorso, infatti, alla pubblicazione di ben quattro dispositivi, non è più seguita la motivazione.

Si tratta, così che l’avvocato Viglione possa prendere appunti, del Reclamo n. 220 relativo all’ACD Bastia 1924, del Reclamo n. 221 sempre relativo al Bastia, del Reclamo n. 217 relativo alla ASD New Taranto di Calcio a 5 e del Reclamo n.224 proposto dalla ASD Atletico Terme Fiuggi.

Niente da dire al Presidente di quel Collegio ed ai Relatori chiamati a scrivere le motivazioni ?

Certo, si potrebbe obiettare, c’è stata la pandemia e il lockdown, ma proprio per questo, confinati in casa, tra una cena ed un caffè, una chiacchiera ed un telegiornale da seguire, possibile che non ci sia stato il tempo di redigere e rendere note le motivazioni relative a questi quattro Reclami ?
E le Società interessate, visto che la stagione sportiva è ormai terminata, potranno almeno conoscere il perché delle decisioni adottate nei loro confronti ?

Ci sarebbero gli estremi, questo è sicuro, per l’intervento della Commissione Federale di Garanzia ed una sanzione per i colpevoli di tale situazione, ma forse il Presidente Piero Sandulli – per carità, del tutto estraneo alla vicenda – pecca di buonismo nei confronti dei Presidenti dei Collegi della Corte Sportiva affidata alle sue cure.

Ma, a proposito dei termini, se la Corte Sportiva di Appello piange….la Corte Federale di Appello, presieduta dal Dottor Mario Luigi Torsello, certamente non può ridere.
E non solo a proposito di termini e calcolo degli stessi.

La vicenda che riguarda il Reclamo n.101 della ASD Capaci City ha infatti dell’inverosimile.
La Società propone Reclamo il 4 Febbraio 2020 e la Corte Federale di Appello, addirittura a Sezioni Unite e presieduta dallo stesso Dottor Torsello, decide con dispositivo depositato il 23 Giugno 2020. Ossia, detratti i giorni di “sospensione” dei termini a causa della pandemia, dopo 71 giorni, a termini abbondantemente scaduti e con l’obbligo di dichiarare l’estinzione del procedimento.
Possibile che nessuno sappia fare di conto alla Corte Federale di Appello ?
Che nessuno, a partire dal Dottor Torsello per finire al Segretario dello stesso Organo di Giustizia, Fabio Pesce, sappia usare una calcolatrice per determinare con esattezza i termini previsti dal Codice di Giustizia Sportiva ?
Eppure l’estinzione di un procedimento, secondo la previsione dell’articolo 110 del Codice di Giustizia Sportiva, deve essere dichiarata di ufficio.

Ma il pasticcio più grande, proprio di recente, la Corte Federale di Appello, sempre presieduta dal Dottor Torsello e sempre a Sezioni Unite, lo ha combinato in relazione all’ex Presidente dell’Avellino, l’Avvocato Claudio Mauriello.

Come se non bastasse la mancata rituale convocazione per l’udienza di discussione, alla quale, com’è noto, il Mauriello aveva diritto a prendere parte (convocazione che, a detta del legale che proporrà Ricorso al Collegio di Garanzia del CONI, la Segreteria della Corte Federale ha inviato presso uno Studio legale dove il Mauriello non ha mai eletto domicilio né chiesto di ricevere le comunicazioni) il Collegio, pur di confermare la sanzione precedentemente inflitta, si è irritualmente composto.

Il tutto in violazione dell’articolo 95 dello stesso Codice di Giustizia Sportiva.

Facendo partecipare, quale componente, il Dottor Raffaele Tuccillo che, secondo quanto risulta da tutti i dispositivi sino ad oggi pubblicati sul sito della Federcalcio, è assegnato alla Quarta Sezione, non competente, quindi, a giudicare la posizione dell’ex Presidente dell’Avellino.

Anche questa circostanza, secondo quanto ci è stato riferito, sarà portata all’attenzione del Collegio di Garanzia del CONI.
Il quale Collegio, se dovesse accogliere il Ricorso del Mauriello, metterebbe in seria difficoltà il Presidente della Corte Federale di Appello Torsello, evidentemente ignaro di come si costituisce un Collegio a Sezioni Unite dell’Organo da egli stesso presieduto.

Dunque, nonostante Gabri continui a vantare, in pubblico e in privato, le mirabilie che i nuovi vertici della Giustizia Sportiva dovrebbero assicurare (grazie anche all’entrata in vigore del Codice di Giustizia Sportiva da lui fortemente voluto) l’unico commento che realisticamente viene da fare è quello che soleva ripetere il buon Gino Bartali “l’è tutto da rifare”.

E allora ancora una volta la Federazione di Gabri deve occuparsi di funzionare, di mettere le mani alle riforme, non a pensare solo alle elezioni e alle poltrone.

Perché altrimenti dobbiamo rimpiangere la Faggi disperatamente.

E’ giunto il tempo che tutte le componenti si diano una mossa. Che finalmente arrivi un vento nuovo a Via Allegri.

Un vento fatto di riforme e non di fuffa e di inefficienza.
Non depositi le motivazioni nei termini? A casa.