Girone H, Taranto: Favetta tutta la vita. Il riscatto del Brindisi, le difficoltà del Cerignola

Ciro Favetta tutta la vita. Il campo emette sempre le giuste sentenze. Entra nel secondo tempo e spacca la partita. Il Taranto che sopratutto nella prima parte della gara non convince con il gioco, vince con le individualità. Genchi (croce e delizia) protagonista iniziale. Nel bene (scaltro quel calcio d’angolo) e nel male (ingenuo quel tocco di mano in area). D’Agostino in ombra non era la partita per lui (e si sapeva).

Il Taranto vince (meritatamente), ma non convince. Ho detto. E’ la verità incontrovertibile. Quantomeno sino all’ingresso in campo di Ciro Favetta. La sontuosa azione del ragazzo, in occasione del terzo gol del Taranto, mette in ghiaccio il risultato. Uno slalom perfetto, impreziosito da una stoccata d’autore, che taglia le gambe agli avversari. I rossoblu mettono in campo grandi individualità, ma non esprimono ancora un gioco degno di tale nome.
Favetta tutta la vita, ho scritto. Ha grinta, fisicità, determinazione. Ha “fame”. Non si arrende mai. Vuole arrivare. Ragno deve sciogliere quel nodo sulla scelta che impone l’utilizzo di D’Agostino. L’integralismo tattico del 3 – 5 – 2 non risulta idoneo al giocatore. Lo si sapeva da tempo. Ragno deve anche dare un gioco alla squadra. Perché è inutile iniziare dal basso se poi, con i lanci dei difensori, si salta costantemente il centrocampo. Cuccurullo, Galdean e Matute, scavalcati dai rinvii della difesa, partecipano solo quando riconquistano palla. Mi sembra quindi del tutto inutile impostare l’inizio dal basso. D’Agostino si è visto poco perché è stato trascurato. Il Val D’Agri ha sovente messo in difficoltà i rossoblu, evidenziando, sino al contestato gol del due a uno, una migliore organizzazione tattica.
La doppietta messa a segno da Ciro Favetta ha invece imposto il silenzio alle rimostranze dei padroni di casa sul secondo gol di Genchi. Il Taranto del finale di partita ha meritato la vittoria. Onore alla società che è stata capace di allestire una rosa competitiva e ben assortita. La squadra ha qualità nettamente superiori, almeno nel presente, rispetto a tutte le avversarie.


Ha faticato in casa il Foggia, costretto alla rimonta, per racimolare un misero punticino. Ninni Corda non ha, lo sapevamo, la bacchetta magica. Il Cerignola, un cantiere ancora in allestimento, esce sconfitto dal confronto con il Brindisi. I ritardi causati dalla vicenda ripescaggio penalizzano non poco i dauni in questo avvio di stagione. La squadra esprime un buon gioco, si vede il valido lavoro svolto da Potenza, ma la rosa va completata in alcuni ruoli determinanti. Lo sanno alla famiglia Grieco, ma la loro volontà di intervenire immediatamente è purtroppo contrastata dalle notevoli criticità attuali del “mercato”. E’ sensazione comune che sino alla riapertura della campagna trasferimento si dovrà fare di necessità virtù.

Taurino in difficoltà a Bitonto? Patierno a bocca asciutta, Lattanzio inizialmente relegato in panchina. Due brutte scoppole in sette giorni. Si piange per i risultati negativi, i neroverdi sono relegati nell’anonimato del centro classifica. Vacilla la posizione del giovane tecnico.
Sprofonda il Casarano sconfitto anche ad Andria. Tutti puntano il dito su Pasquale De Candia accusato di non saper sfruttare a dovere il materiale umano a disposizione. Come di avere poca esperienza (nessuna in verità) in categoria. Ci sarebbero scricchiolii anche sulla sedia di Marcello Pitino. Gli verrebbero rimproverate le ingenti spese sostenute per allestire la squadra. Più di un pezzo da novanta sta infatti tradendo le aspettative. Capita sempre così quando mancano i risultati. Nel calderone della contestazione ci finiscono tutti.

Una giornata favorevole al Taranto, pertanto, che approfitta dei passi falsi delle avversarie per sedersi in vetta. Gli fanno momentaneamente compagnia Brindisi e Fasano. Attenzione ai biancoazzurri, da tutti considerati semplici outsider, hanno già sconfitto proprio i rossoblu ed il Cerignola ed hanno subito gol soltanto nella infausta giornata di Casarano. Che il Fasano perdesse a Sorrento era nelle corde, quel risultato non modifica nulla del buon campionato dei ragazzi allenati da Laterza.

Attenzione alla Gelbison, una difesa di ferro che anche nell’ultimo turno non ha subito gol (ricordare quel detto: gli attaccanti vincono le partite, le difese i campionati). E’ l’unica, nel girone, ad essere ancora imbattuta.

Mercoledì si torma già in campo. Il Cerignola recupera a Andria. Alessandro Potenza si gioca la possibilità di appaiare le prime della classe. Potremo saperne di più sulle reali condizioni dei dauni (non è detto che non sia in arrivo qualche nuova pedina importante). E’ il prologo al match clou di domenica prossima quando al Montersi scenderà in campo il Foggia. Scopriremo, martedì, anche quanto la squadra allenata da Favarin (Andria) sia veramente in crescita.

Tutte le compagini maggiormente accreditate (almeno sulla carta) stanno arrivando al quel crocevia (pericoloso) al quale ho accennato la scorsa settimana. Si perchè il Foggia, fra quindici giorni, ospiterà il Taranto ed il Brindisi si recherà ad Andria. In un turno che vedrà favorito il Cerignola avversario del modesto Nardò. Bitonto domenica va a Nocera e poi ospita, in casa, l’ostico Gravina.
Insomma, il campionato che entra, finalmente, nel vivo.
Buon divertimento e cari “graffi” a tutti.

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