Girone H. Giove si libera dei dopolavoristi, rallenta Foggia, Bitonto fa la lepre

Il bus dell’infermiere (Sgrona) e del bancario (Ragno) è giunto al capolinea. Il duo deve lasciare spazio. Taranto non è piazza dove si può fare calcio con i dopolavoristi.
Impalpabile il segno lasciato dal primo. Negativa la prestazione del secondo. Il direttore sportivo e l’allenatore del Taranto debbono vivere la città. Non possono essere dei pendolari. Oltre i tanti errori tecnici e tattici commessi da Ragno emerge anche un’offesa alla tradizione. Lo scambio di panchina allo Iacovone.


Lo spogliatoio dei rossoblu non era più sereno. Un compromesso tra chi è ritenuto figlio e chi figliastro. Tra chi era indesiderato e quello che era il prediletto. Scrivo al passato perché Massimo Giove è già andato oltre nella decisione di scaricare il “Guru”(?) della Puglia.
Un esempio della sua malagestio tecnica Ragno l’ha offerto anche a Bitonto. Alla prima sostituzione. Galdean al posto di Croce. In campo è rimasto Genchi (ma guarda un po’) che, al momento, è l’ombra del buon giocatore conosciuto.
Sul contenuto della partita meglio soprassedere. Il Taranto è stato asfaltato. Il tre a zero finale risulta addirittura benevolo. Ragno sarà ricordato come uno dei peggiori allenatori passati dallo Iacovone.


Questo per quanto riguarda il passato.
In prospettiva va rivisitato il progetto. Le ambizioni debbono rimanere inalterate. Nulla è compromesso, che c’è ancora tanto da giocare. Qualche intervento sulla rosa dei calciatori va però effettuato. Una “limatina” a qualche costo. Una sforbiciata sugli esuberi. D’agostino e Favetta meritano la giusta attenzione.

Valutata la platea delle avversarie potrebbe risultare superfluo insistere negli investimenti. Con una migliore distribuzione delle energie e della qualità il Taranto può ancora centrare il “bersaglio”. Deve rimanere in rossoblu soltanto chi “garantisce” un rendimento da leader. Senza, per questo, che qualcuno debba sentirsi offeso o sottovalutato. Capita spesso che, da una piazza all’altra, il rendimento di un calciatore risulti al di sotto delle aspettative. Per un mero fatto di ambientamento.

Massimo Giove si trova nell’ingrato compito di scaricare sulle spalle del tecnico prescelto un “fardello” ingombrante. Ci saranno da “ricucire” rapporti e restituire serenità all’ambiente. Chi arriva si trova nell’obbligo di dotare la squadra di una identità tattica. Di darle una parvenza di gioco. Perché non è vero che, alla lunga, si vince anche giocando male.
Nel merito ho espresso il mio parere. Mi auguro di essere ascoltato.


Alla luce dei risultati, L’ottava di campionato, nonostante la “scoppola” di Bitonto, per il Taranto si è rivelata meno tragica del paventato.
Andria sconfitto in casa dal modesto Grumentum. Foggia bloccato sul pareggio da un redivivo Casarano. Nardò che ferma sul due a due il Brindisi. Gladiator (prossimo avversario del Taranto) che sconfigge il Fasano e lo appaia in classifica. Il Sorrento di Enzo Maiuri che ribalta il risultato sul Cerignola. Gelbison che pareggia in casa, ma sempre a reti bianche.

Diversi risultati a sorpresa che confermano la mancanza di una compagine leader in assoluto. Ogni settimana si assiste ad un “rimpasto” della classifica di vertice.
La lepre di giornata è il Bitonto
Ma la classifica è cortissima. Dieci squadre in quattro punti. Unica delle favorite, in notevole ritardo, il Cerignola. Ferma, in zona play out, a soli otto punti. Una media di uno a partita. Dispiacerebbe “scoprire” che Alessandro Potenza non gode più della fiducia della famiglia Grieco. Ma si sa che il calcio va anche così.
Nel prossimo turno ancora una serie di scontri diretti. Scopriremo se il Nardò riuscirà a fermare anche Il Foggia. Bitonto cercherà a Brindisi la conferma delle sue ambizioni. Andria dovrà riscattarsi a Fasano. L’anemico attacco del Cerignola si scontrerà con la blindata difesa di Gelbison.


Infine il Taranto. Affronta un avversario scorbutico nel momento meno opportuno. Gladiator, attualmente terzo in classifica ed in rimonta. Potrebbe essere la partita che segna il ritorno sulla panchina rossoblu di Gigi Panarelli.

Nella foto di copertina un sorridente Stefano D’Agostino