GIRONE H, BITONTO VOLA, FASANO CORRE, FOGGIA DI “RAPINA”, BENE PANARELLI

Girone H. Quelli che corrono per la vetta vincono tutti ad esclusione di Brindisi e Andria.

Più di un addetto vede il Brindisi in evoluzione negativa. Addirittura una squadra da zone basse della classifica. Il primo campanello d’allarme è già suonato. La brutta scoppola ricevuta dal Bitonto potrebbe lasciare il segno. Certo è che, in tempo brevissimo, la vetta si è allontanata di ben cinque punti.

Non gli è da meno l’Andria. Favarin e soci hanno depauperato in due settimane quanto di buono avevano fatto vedere in precedenza. Per i federiciani il distacco dalla prima in classifica è addirittura di sette punti. Si dirà che c’è ancora tanto da giocare, ma gli alti e bassi, accusati nei risultati e nel rendimento, non lasciano spazio a proiezioni positive. Evidentemente il pedegree del passato (di Favarin) ha tratto in inganno anche il sottoscritto.

Bitonto macchina da gol. Patierno, a segno con una doppietta, il suo profeta. Si conferma nel risultato  delle vittorie il buon momento  dei neroverdi che si confermano lepri del campionato. Sembrerebbe una “macchina” perfetta. Alla faccia di una panchina corta che non offrirebbe certezze nei ricambi.

Meraviglia, in positivo, la marcia del Fasano. Gli adriatici, inizialmente sotto di due reti, ribaltano il risultato quando l’arbitro stava per decretare la fine della partita. Una vittoria di cuore ed entusiasmo. Questa la sintesi estrema del 3 a 2 rifilato all’Andria. Un risultato voluto dalla squadra e dal pubblico uniti in una simbiosi straordinaria. 18 punti in nove partite ne fanno ben più di una “primizia” di stagione.

Foggia “rubacchia” i tre punti a Nardò. I rossoneri escono dal Giovanni Paolo Secondo al grido di “ladri – ladri”  dedicato loro dai tifosi neretini. I satanelli vanno in vantaggio su autogol sulla cui regolarità protestano i padroni di casa. Gli avanti amaranto gettano alle ortiche le occasioni più facili per raddrizzare il risultato. Una pessima partita che le cronache definiscono di anticalcio. Situazione di gioco alle quali Ninni Corda ci ha abituato da tempo.

In sordina si accomoda in zona play off anche il Sorrento. Vittoria esterna di misura per la truppa di Enzo Maiuri contro un avversario non trascendentale. Punti comunque pesanti per il conseguimento di quella salvezza, tranquilla, che è nelle ambizioni del club e del suo allenatore. Poi si sa. l’appetito vien…mangiando.

Torna alla vittoria Cerignola contro il temuto Gelbison. A segno di nuovo Rodriguez e gol del definitivo vantaggio ad opera di Loiodice. Che sia un risveglio? I gialloblu tentano, certamente, la difficile risalita. I rossoblù campani non sono più gli imbattibili delle prime giornate. Gli attaccanti segnano poco (o nulla) la difesa non è più impenetrabile. Gelbison scivola nell’anonimato, a sei punti dalla vetta. Cerignola è addirittura un gradino al di sotto (in classifica), ma con segnali di risveglio importanti. Attenzione tutti, da oggi, alla squadra allenata da Alessandro Potenza.

Il Taranto. Uno sciopero del tifo (di 45 minuti) che si poteva/doveva evitare. I problemi, se ci sono, si risolvono con il dialogo non con la contestazione. Il mio vuole essere un invito, non una critica. Parlo per esperienza. Ai miei tempi per una assurda presa di posizione della curva (maledetta Massese) perdemmo la serie B. Da quel momento le cose, a Taranto, sono sempre peggiorate. Dal mago delle auto a kilometro zero allo splendido duo del ripescaggio. Dico soltanto che ne avrebbero dovuto fare tesoro i “padroni” della curva. La dimostrazione di una appartenenza che deve avere sempre e soltanto una faccia.

Il ritorno di Panarelli (e di Triuzzi) alla guida della squadra del cuore. Un primo tempo così così. Sofferto e non poco. Uno svantaggio inopportuno quanto inaspettato. Errori di gioventù che debbono servire per migliorarsi (vero Sposito?). Comprensibile anche se non gradita la poca intensità dei primi 45 minuti. Sebbene, in taluni più esperti, non giustificabile. Sullo Iacovone sembrava non si riuscissero a diradare i nuvoloni accumulatisi nel passato più recente.

Determinante, invece, il piglio con il quale i rossoblu scendono in campo nella seconda frazione di gioco. Panarelli libera Pelliccia sulla destra. Un inserimento dell’under (timida la sua prestazione nel primo tempo) ispira la rete del pareggio. Un eurogol del Manzo centrocampista mette in discesa la partita. D’Agostino si propone maggiormente e risulta più partecipe al gioco. Lo stesso talentuoso capitano mette in ghiaccio l’incontro infilandosi tra le maglie allargate della difesa ospite. La sua doppietta si identifica come naturale corroborante. E’ la miglior risposta alle tante, inutili, “chiacchiere” del recente passato (sul suo mancato impiego, sull’integrità fisica, sul suo rendimento e sulla tattica non idonea alle sue caratteristiche tecnico tattiche).

Le “chiacchiere” stanno invece a zero! In questa categoria un giocatore come D’Agostino va supportato. Va responsabilizzato. Gli devi dare la maglia. Senza inventarti alchimie tattiche. La palla gliela devi far “servire”. Il suo compito? Portare a casa, con le sue giocate, il risultato. Ne possiede le qualità. L’inventiva. La sua rete sull’assist odierno di Pelliccia ne è la controprova. Tutti verso la porta e lui dietro ad aspettare, senza affanno, pronto a depositare in rete. Indisturbato.
Panarelli (intelligentemente) lo tira fuori in anticipo per fargli prendere l’applauso. La standing ovation parte spontanea. Da tutti i settori dello Iacovone.

Alla fine tutti felici e contenti. La conclusione più logica. La contestazione “silenziosa” (come volevasi dimostrare e ne riparleremo) non aveva proprio motivo di esistere …

Cari “Graffi” a tutti.

Leave a Reply

*

code