Giro di boa. Taurino, Ninni Corda e Maiuri sugli scudi. Taranto, l’isola felice che non c’è più

Al giro di boa vincono tutte in vetta. Continua a stupire il Sorrento di Enzo Maiuri. Goleada del Bitonto con la firma del solito Patierno e del redivivo Lattanzio (se anche lui inizia a segnare con continuità sono dolori per tutti). Una macchina da gol, i neroverdi, con 30 gol all’attivo e soltanto sei subiti. Non è da meno il Foggia che alla inferiore qualità sopperisce con la determinazione tecnico/tattica e caratteriale (il mestiere) del suo allenatore. Ninni Corda, nello specifico, fa la differenza. Voci di corridoio parlano di rinforzi in casa rossonera per puntare decisamente alla promozione diretta.
Le inseguitrici hanno un passo più incerto. Altalenante. Il Fasano coglie un buon punto a Brindisi, ma non va oltre. Il Casarano è stoppato sul pareggio casalingo dal Gravina. Difficile per tutti mantenere il passo delle due di testa.

Tornano alla vittoria sia il Cerignola che il Taranto. Ora entrambe ad un solo punto dalla zona play off. Utile, in ogni caso, soltanto ai dauni.

Un torneo tormentato per entrambe.

I gialloblu pagano per le assurde vicende patite in avvio di stagione. Il tira e molla con le procedure legate al mancato ripescaggio in Lega Pro. La squadra allestita, conseguentemente, in ritardo. Il cambio dell’allenatore. Decisioni per le quali ha pagato anche l’incolpevole Elio Di Toro, il diesse, al quale i risultati della squadra, al tirar delle somme, stanno dando ragione (la rosa attuale porta la sua firma).

Il ritorno del bravo Vincenzo Feola, alla guida tecnica, ha dato la svolta. Ai risultati ed alla classifica. Sansone e Rodriguez (in gol anche contro la Nocerina) hanno fatto fare il salto di qualità.
Sono certo che, dopo tutti i torti subiti in estate, al Cerignola, indipendentemente dalle aspettative della proprietà, sarebbe sufficiente piazzarsi in zona play off per staccare il lascia passare per la Lega Pro.

Il Taranto ha vinto a Andria. Non è stata una bella partita. Sulle squadre pesava la necessità del risultato a tutti i costi. Favarin tornava sulla panchina degli azzurri federiciani. La sconfitta odierna lo colloca in piena zona play out e con un solo punto di vantaggio sulla retrocessione diretta.

Il Taranto dicevamo. Una squadra “incerottata” nel cervello. Gli scarsi risultati del recente passato e la contestazione generale, attuata dalla tifoseria, hanno sottratto sicurezza e tranquillità a tutto l’ambiente.

Fare calcio in riva allo Ionio non è stato mai facile, oggi sta diventando impossibile.
Sono testimone di uno spettacolo diverso, vissuto in prima persona, ai tempi della serie B. Non si vivevano le esasperazioni del presente. Non esistevano i “signori” della curva. Il capo popolo era Emanuele Cianciaruso che, pur giovane, metteva d’accordo tutti. Oggi sento parlare di Iacovone, di Maiellaro e di Devitis da chi non li ha mai visti giocare. Gente che parla per sentito dire, che reclama la serie B senza averla mai vissuta. L’evolversi dei tempi ha esasperato tutto.

E’ lecito allora porsi una domanda: il via tutti chiesto dalla curva nord nasconde la mano di un mandante? Lo fecero con Blasi (oggi rimpianto amaramente con colpevole ritardo) e dietro c’era il principe delle auto a kilometro zero (bella fine).

Troppa gente vuole mettere becco e mani sul Taranto senza averne titolo. Esistono fiancheggiatori che parlano di maglia e di colori, ma alla resa dei conti badano soltanto ai loro interessi. Con questo andazzo non si potranno mai ottenere risultati.

Il Taranto dicevamo. La partita di oggi non fa testo. Un tiepido brodino contro un avversario inesistente. I rossoblu vincono con la solita prodezza di Stefano D’Agostino (imprescindibile in questo undici). Costanti nel rendimento positivo i due Manzo. Volonterosi Oggiano e Guaita. Panarelli ha a disposizione i migliori “under” del girone, Ferrara (oggi infortunato) incluso. Cuccurullo lo sta dimostrando da inizio di stagione, Marino si è messo in evidenza. Dietro poca roba. Genchi, degli undici iniziali scesi in campo, il più confuso di tutti. Un peso, oggi, sotto ogni aspetto. Gli farebbe bene cambiare aria, ma domani, 23 dicembre, si chiude la campagna trasferimenti per i dilettanti della D. Il ritorno in serie C, dal due gennaio prossimo, lo vedo veramente difficile. La rosa costruita in estate da Ragno si è liquefatta come neve al sole. L’errore di Massimo Giove? Aver dato troppa corda a chi non se la meritava.

Chiosina finale. A Taranto, da qualche tempo accade un fatto strano, per quanto concerne i calciatori. Inizialmente vogliono venire tutti a fare questa esperienza. Una grande piazza. Grande pubblico. Lo Iacovone. La tradizione sportiva. Tanti giocatori, nel passato, si sono stabiliti a Taranto. Al giorno d’oggi, dopo pochi mesi, vogliono scappare quasi tutti.

L’isola (felice) che non c’è più! Chiedo ai “signori” della curva: ci sarà un perché?

Nella foto di copertina Patierno e Lattanzio attaccanti del Bitonto