Giove: ripescaggio? Ci deve pensare la città…

La sconfitta patita contro il Gravina ha fatto precipitare, alla “Borsa” della promozione, il titolo del Taranto. Appare giusto/ comprensibile che Panarelli ed i calciatori recitino la loro parte. Lottare fino alla fine, sperando in qualche passo falso di Picerno e Cerignola. In cuor proprio ognuno sa però che quelle speranze sono ridotte al lumicino. Il cammino spedito delle prime due della classe non lascia molti spazi interpretativi. Il crocevia degli scontri diretti, che si dovrà superare nel finale del campionato, concede margini limitati. Ove il Taranto andasse a vincere a Picerno, a tre giornate dalla conclusione, farebbe più un favore al Cerignola che a se stesso.

I rossoblu pagano un avvio di campionato stentato. Una rosa non all’altezza, inizialmente, delle dichiarate ambizioni di primato. Un gruppo rimodulatosi e resosi competitivo con l’arrivo di Panarelli. Composto da giocatori validi per la categoria, anche se con qualche doppione di troppo. Il resto lo hanno fatto il Picerno, impressionante la sua continuità nei risultati, ed il Cerignola, capace di superare tutti i momenti negativi forte della sua solidità economica e strutturale.
Il calcio “vive” anche di questo. Delle sue regole non scritte. Fino a quando la matematica non sancirà i suoi verdetti non è vietato sperare. Del resto è scivolato, maldestramente, il Taranto (a Gravina)? Potrebbe accadere, a breve, anche a Picerno e Cerignola.

Saltasse l’ipotesi della promozione diretta rimarrebbe comunque la possibilità di salire in serie C con il ripescaggio (oneroso). Quanto occorre? Fonti ben accreditate a via Allegri parlano di 400/450 mila contanti (a fondo perduto) più una fidejussione di pari importo. Più tassa di iscrizione 100 di mila euro ed una ulteriore fidejussione (di 350 mila? Come lo scorso anno) a garanzia del campionato. Un immobilizzo totale di 1,4 milioni dei quali un terzo regalato alla Federcalcio. Euro più, euro meno.

Giove a tal proposito risulta si sia già confidato con i suoi più intimi. Non intraprenderà mai quel percorso (il ripescaggio) con risorse proprie. La città pretende la serie C? Bene. Dimostrasse (sempre la città) di meritarsela, allora. Con il denaro.