GIOVE, IL RIPESCAGGIO DIVENTA UN “OBBLIGO”

Riammissioni e ripescaggi in Lega Pro. Facciamo ordine. Siracusa, Albissola e Lucchese hanno rinunciato alla serie C. Non hanno neppure presentato la domanda di iscrizione al campionato. Le norme regolamentari in vigore prevedono che al loro posto debbono essere “riammesse” (senza l’accollo di ulteriori oneri finanziari se non quelli previsti per l’iscrizione) le società retrocesse nell’ultima stagione sportiva. Rispettando una graduatoria stilata in base ai punti guadagnati al termine dell’ultima “regular season”.

Quella particolare classifica vede Virtus Verona, Fano, Bisceglie e Paganese, nell’ordine.

Le prime tre hanno diritto alla riammissione. Con un distinguo. Il patron del Fano (Gabellini) si sarebbe stancato di fare calcio. Ha da tempo annunciato il suo disimpegno. Entro il prossimo 4 luglio (data in  cui vanno presentate le domande di riammissione) ne sapremo di più. Fosse confermata la sua rinuncia potrebbe suberntrale la Paganese.

Piu’ complicata la situazione dei “ripescaggi”. Ricordo che sono onerosi (300 mila euro contanti, in assegni circolari, più una fidejussione di pari importo) e vanno ad aggiungersi alla tassa di iscrizione (100 mila circa) ed alla ulteriore fidejussione di garanzia al campionato di 350 mila euro. Un giochino, euro più euro meno, da 1 milione di valore.

Foggia, Arzachena e Palermo hanno presentato una domanda di iscrizione incompleta.  Si libereranno pertanto tre posti che diverranno utili per i ripescaggio.

Le nuove norme prevedono che il primo posto spetta a una squadra B di serie A. Il secondo a una squadra proveniente dalla serie D, il terzo a un club retrocesso dalla serie C. E così di seguito a rotazione.

Allo stato dell’arte non risulta ci siano interessi di club di serie A con le loro squadre B (un flop tremendo!). E neppure club di serie C da ripescare. Rimangono pertanto soltanto società di serie D.

La Lega Nazionale dilettanti ha al proposito stilato una apposita graduatoria. Scremando questa particolare classifica in base alle rinunce (ad esempio Matelica, che era prima ed altre con notevoli problemi infrastrutturali ed economici) sono rimaste in competizione una manciata di società.

In testa il Cerignola seguito da Modena, Pro sesto, Turris, Mantova, Taranto e Reggiana. Nell’ordine. Tutte per tre posti disponibili, come sopra accennato.

In attesa di conoscere l’esito delle difficoltà infrastrutturali accusate nei giorni scorsi dal Cerignola si porrebbe (uso il condizionale) al primo posto il Modena. Gli emiliani sarebbero con più di un piede in serie C. Turris accuserebbe problemi all’impianto non omologato per la serie C. Il Presidente del Mantova si è auto escluso dalla corsa per i ripescaggi. Non si conoscono le intenzione dei dirigenti della Pro Sesto.

Da dirimere la posizione in classifica tra Taranto e Reggiana (i rossoblù negli ultimi cinque anni sono già stati ripescati).

Massimo Giove, inaspettatamente, si trova quindi nell’obbligo di presentare, comunque, la domanda di ripescaggio e attendere. L’occasione è irripetibile, sarebbe un peccato farsela sfilare da sotto il naso. Il tutto a prescindere da ipotetici quanto improbabili aiuti dell’imprenditoria del territorio.

Termine ultimo il prossimo 4 luglio. Il che impone una corsa contro il tempo (mancano soltanto 9 giorni) per adeguare l’impianto (sedute e quant’altro) e per provvedere alla parte economica (non indifferente) che dovrà accompagnare tutta la pratica.

A meno che, starebbe emergendo nelle ultime ore, la pratica dell’Arzachena risulti come non presentata. Con un capovolgimento della situazione.

Quattro riammissioni e due soli ripescaggi.

Insomma: che Burdell!

 

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