Gianni Di Marzio : “Maradona ? Diego è stato il più grande in assoluto“

In esclusiva ai nostri microfoni, Gianni Di Marzio (nella foro vintage con Maradona), ex allenatore e dirigente, il quale nel 1978 scoprì il grande Diego Armando Maradona, con il quale aveva da subito istaurato un rapporto speciale sin da subito, che si è sempre più consolidato negli anni. Nel corso di questa intervista, Di Marzio ricorda l’uomo, l’amico  e il campione che è stato per lui  Maradona.

Salve Direttore, lei che ha scoperto Diego Armando Maradona, con il quale ha sempre avuto un rapporto speciale, che ricordo conserva del fuoriclasse argentino?

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“Ho frequentato Maradona quando era ancora adolescente, sono stato con lui per venti giorni in Argentina, abbiamo visto diverse gare del mondiale, ho conosciuto la sua famiglia a Villa Fiorito, in un degrado totale. Il mio obiettivo era quello di portarlo immediatamente a Napoli, mi accorsi subito del suo talento. Gli avevo fatto capire  cose poteva dargli la piazza partenopea. Su di lui c’era la Juventus di Sivori, ma ero riuscito a bloccarlo facendogli firmare un compromesso da 280 mila dollari,  purtroppo però chiusero le frontiere in quell’anno. Il mio obiettivo era quello di parcheggiarlo inizialmente  in Svizzera, ma Ferlaino in quel momento non ha voluto, diceva che ero fissato con i giovani. Un aneddoto  che ricordo con piacere, è quando Diego era a pranzo con la nazionale argentina di Menotti, convocato al posto dell’infortunato Kempes . In quell’occasione lo chiamai dalla reception dell’hotel,  lui lasciò tutti nel bel mezzo del pranzo e scese giù a salutarmi. Mi accompagnò in aeroporto dicendomi di non dimenticarmi mai di lui. Da quel momento tra me e Diego si  istaurò  un rapporto speciale, che si è poi mantenuto negli anni. Lui è sempre stato riconoscente a me e alla mia famiglia, ringraziandomi pubblicamente. Nel mio studio,  ho più cose che mi legano a Diego che ad altri.  Sono davvero sconvolto per la sua scomparsa, posso dire che se ne è andata una parte della  mia vita”.

Cosa perde il calcio senza Maradona ?

“Perde una divinità, perde emozioni, perde il più forte di tutti i fuoriclasse, era un leader assoluto. Faceva delle giocate incredibili  con una facilità estrema. Mi bastarono pochi minuti per accorgermi del suo talento, non a caso negli anni successivi ho scoperto tanti campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e Messi, ma non solo. Oltre ad aver vinto diversi campionati. Politicamente è sempre stato contro i potenti, a differenza di tanti campioni che stanno zitti o si adeguano, basta pensare come rispose a muso duro a Blatter”

Possiamo dire che solo uno come Diego poteva vincere a Napoli e riportare sul tetto del mondo l’Argentina ?

“Assolutamente si, a differenza di altri che giocavano con grandi campioni, Diego faceva la differenza da solo. Al Napoli era supportato bene  da grandi compagni, ma era lui a fare la differenza con le sue giocate ed i suoi gol. Senza di lui non si sarebbero vinti due scudetti e l’Argentina non avrebbe vinto quel mondiale “.

I suoi eccessi nella vita privata che hanno suscitato sempre clamore, non crede che siano stati figli anche della sua troppa generosità ?

“Diego è stato vittima della sua generosità, molta gente gli è stata vicina per opportunismo e interesse. Lui non diceva mai no a nessuno, purtroppo non riusciva ad essere selettivo. Dispiace che quando è arrivato a Napoli io non c’ero, perché  se lui fosse arrivato nel periodo in cui c’ero io sicuramente l’avrei saputo proteggerlo e ben consigliato, visto che conosco bene tutti gli aspetti della mia città”.