GHIRELLI…FINCHE’ LA BARCA VA

Lo sproloquio quotidiano sembra ormai essere l’attività per eccellenza svolta, urbi et orbi, dal vecchietto eugubino. Con l’ausilio ed il sostegno, del solito organo di stampa di cui è stato ormai smascherato l’intento agiografico, nei confronti dell’eugubino.

Anche in questo fine settimana, l’Italia è andata ieri a letto con il conforto (si fa per dire) delle parole del prode Anselmo dei nostri tempi.D i stanza in quella città che, in tempi bui, ha mandato al rogo illustri pensatori per molto meno. In tempi recenti ha spedito al Governo bimbimichia con giubbetto di Fonzie in dotazione.

C’è chi va a letto contento con una goccia di Chanel n.5. Chi ci va con regolare pigiama e chi invece va a letto, grazie all’ineffabile trombettiere del pensiero ghirelliano, con il suono delle parole di costui. Melense,vuote ed insignificanti.

Non è la prima volta che il presidente della serie C si lascia andare ad esternazioni notturne senza controcanto (del resto, se uno è agiografico, nessuna risposta critica è ammessa). Rappresentando una situazione tutta rose e fiori che sta solo nella sua immaginazione.

La realtà è ben diversa.

La serie c (ridotta al minuscolo) non è granitica e compatta come vorrebbe far credere il suo presidente. E’ esattamente il contrario. Mai è capitato, in tutta la storia della Terza Serie, che un gruppo di società minacciasse lo sciopero per protestare contro provvedimenti ritenuti parziali e a favore solo di una parte delle società affiliate. Eppure ora sta succedendo.

Ghirelli minimizza, è “scantato” per una simile evenienza, ma si dimentica che a tutto ciò (e a molto altro che non mancherò di raccontarvi) si è giunti per la sua totale incapacità di gestire il movimento di cui è stato eletto presidente. Che conduce ingloriosamente.

Il credito d’imposta sbandierato come un successo personale è destinato a divenire una questione di briciole. Grave errore farlo passare per la panacea di tutti i mali quando la portata del provvedimento doveva ancora essere definita dal Governo. Vien da pensare che il vecchietto di Gubbio si sia alzato dal tavolo, della trattativa con l’Esecutivo, con niente di serio in mano. Nulla che vincolasse l’interlocutore istituzionale a rispettare i patti così come erano stati (sembravano) stabiliti. 

Più probabile che il nostro non ci abbia capito del tutto. Che abbia venduto alle sue società, come un successo, un provvedimento invece non definitivo, la cui minor portata, se sarà confermata, avrà l’effetto,per le povere società di serie C, di un cerotto su una gamba di legno. 

Ormai vende fischi per fiaschi. Edulcora la realtà, fa credere che illustri ex, nelle vesti di padri nobili dispensatori di consigli, siano intervenuti per sostenerlo nella difficile trattativa con l’Associazione Italiana Calciatori (difficile? Ha calato le braghe subito…) quando invece risulta, da nostre fonti attendibili, che il colloquio tutto sia stato tranne che un’esortazione, un incitamento. Piuttosto, una prosaica espressione del tipo “che c…stai facendo?”.

Non so quanti specchi abbia a casa Ghirelli. Però dovrebbe avere la buona creanza di guardarsi in almeno uno di essi. Giusto per vedere che effetto gli fa.

Finchè la barca va…