GHIRELLI FATTI DA PARTE E … LASCIA STARE I SANTI

Quando non si sa più a che santo votarsi, si invoca addirittura un “Beato”..

Se non fosse terribilmente seria, la situazione in cui versa la Lega Pro, si potrebbe anche buttarla sul ridere. Invece bisogna constatare come ormai la stessa situazione sia giunta ad un punto di non ritorno e il movimento sia sull’orlo del baratro. Tutto a causa della guida della nave affidata al vecchietto da Gubbio, un incapace in materia. Un inadeguato. Uno scriteriato. Un gaffeur seriale.

Infatti la nave sta affondando.

E mentre i presidenti sono alle prese con il protocollo sanitario, con i contagi (terribile la vicenda della Viterbese, che pare abbia dato luogo ad un ulteriore focolaio, davvero non si poteva rinviare la gara con la Vibonese, caro Francesco?). Gli spalti vuoti. Le casse che languono (chissà come si potrà pensare di adempiere alle prossime scadenze di stipendi da pagare e contributi da versare, più d’uno è veramente in difficoltà…) il vecchietto da Gubbio, a capo (purtroppo) della Lega che organizza il terzo campionato professionistico italiano, non trova di meglio che continuare a rilasciare dichiarazioni e interviste. A dispensare insulse chicche di finto buonismo. Ulcerante ed avvilente. Esprimere banalità surreali, ampiamente riportate dal suo ufficio stampa personale (un noto portale dedicato all’informazione di serie C, si noti il significato dell’espressione intera). Il tutto mentre viene giù il mondo, gestito malamente, del calcio di terza serie.

Dicevo dei santi e dei patroni.

Il punto più basso della dignità personale è stato toccato da Ghirelli in questi giorni. Patetica l’intervista a Famiglia cristiana: “ La C ha una concreta funzione sociale, ed in particolare, di formazione per i giovani. C’era un giovane con un cuore grande, che sapeva parlare ai giovani, amava il pallone e credeva nei valori. Era una guida. Era Carlo Acutis. Mi piacerebbe che diventasse “patrono” del nostro mondo, dei giovani calciatori, e del nostro calcio dei valori” .

Uno che fa di queste affermazioni o non è padrone del proprio intelletto o non sa più dove si trova.

Accostare una personalità eccezionale come quella di Carlo Acutis, recentemente nominato beato, al “nostro calcio dei valori”, quello della Lega di serie C guidata da Ghirelli, è una bestemmia. Un insulto alla persona che fu questo giovane ragazzo brianzolo dalla vita straordinaria. Ai suoi insegnamenti. All’eredità spirituale che ha lasciato.

Qual è, caro Francesco Ghirelli, il vostro “calcio dei valori”, anzi il tuo? Spiegacelo.

Il primo valore in assoluto sono le regole. Quali regole sono vigenti nel campionato organizzato dalla tua Lega, caro Francesco Ghirelli. Dato che, a discapito dei tanti presidenti onesti che combattono quotidianamente per la sopravvivenza delle proprie società,  non pochi malfattori riescono a fare quello che vogliono. Non pagano stipendi. Non versano contributi. Presentano fidejussioni false. Falliscono. Sono collusi con ambienti malavitosi. Senza che mai, dicasi mai, tu abbia cacciato via uno solo di questi banditi.

Non solo non li ha mai cacciati, ma addirittura li accogli ogni volta che si ripresentano. Senza mai alzare la voce. Senza mai dichiararti quantomeno indignato per la loro presenza e la loro interferenza.

Ti sei pure complimentato nel recente passato, caro Francesco, con qualcuno di questi figuri. Persone rinviate a giudizio per vari reati. Turbativa d’asta, corruzione, istigazione alla corruzione, tentato traffico di influenze illecite. Imprenditori passati dal Tuo mondo (quello che solo secondo te è pieno di valori). Alle prese con accuse di numerosi illeciti penali, amministrativi, mancati versamenti di contribuzione. Per svariati milioni di euro.

Caro il mio vecchietto da Gubbio ci devi spiegare, come dicevo sopra. E’ un valore indurre un dirigente (Pino Iodice) a commettere un reato, diffondendo la registrazione (questo è il reato) di una telefonata intercorsa tra lui ed un altro soggetto?

Il tutto soprattutto per un suo (del vecchietto da Gubbio) tornaconto personale?

E qual è il valore della persona che, a detta del protagonista della vicenda senza che lei abbia mai smentito pubblicamente, dopo essersi servito del buon Pino se lo è dimenticato e lo ha abbandonato al suo destino?

Quella persona, come tu ben sai sei tu, si chiama Francesco Ghirelli.

Quanti ne hai scaricati caro Francesco, lungo il tuo cammino, dopo esserti servito di loro?

Ti debbo rammentare, ad esempio, il goffo tentativo (non riuscito) di scaricare, quando ormai il traguardo era vicino, il tuo amicone Gabriele Gravina. Si era candidato alla carica di presidente della Lega Pro nel 2015. Tu sei andato a favore di uno sconosciuto assicuratore toscano legato ad un presidente finito poi in guai seri e condannato dalla magistratura?

Potrei continuare con mille altri esempi che ti riguardano. Preferisco fermarmi. C’è infatti un altro valore umano, caro Francesco, di cui bisogna sempre tener conto, si chiama dignità.

Credi a quanti, ormai numerosi, lo sostengono: tu l’hai persa.

Fatti da parte. E lascia stare i santi che hanno ben altro da fare.