GENOA-MILAN, SI GIOCA LUNEDI ALLE 15: NESSUN RISPETTO NEI RIGUARDI DEI TIFOSI

Nel prossimo weekend torna di scena il campionato di Serie A. Apre il suo 2019 con una buona dose di polemiche, nate dalla decisione presa dal ministero dell’interno che ha imposto di far giocare Genoa-Milan, lunedì 21 alle 15. Una decisione che, ancora una volta, vede penalizzati i tifosi e tutti gli appassionati. Si tratta di un orario sfavorevole. Oltre che di un giorno lavorativo. Non permetterà a molti di poter essere presenti allo stadio Ferraris, per assistere alla gara.

E’ stata scelta questa data per agevolare il Milan, reduce dalla sfida di Supercoppa Italiana in Arabia Saudita, ma le problematiche restano comunque per l’orario. Fosse stato nelle ore serali non ci sarebbe stato alcun problema. Si è deciso di giocare alle 15 per garantire l’ordine pubblico. Soprattutto per il fatto che non corre buon sangue tra le due tifoserie, basti pensare a quella tragica domenica di fine gennaio del 1995, quando Vincenzo Spagnolo, tifoso genoano, morì accoltellato per mano di un tifoso milanista. Da quel momento c’è sempre stata forte tensione ogni volta che gli ultrà rossoneri andavano in trasferta a seguire la loro squadra in casa del Genoa.
Come accade in Italia, a venire penalizzato è ancora una volta il tifoso, colui che ogni settimana ci mette cuore, passione e denaro, solo per vivere una giornata di calcio. La politica insieme alla Lega di A, hanno scelto la via più semplice per sottrarsi alle loro responsabilità, fregandosene di chi tiene in vita un movimento come quello del pallone, suddiviso da chi si ingrassa e fior di milioni e chi ha tutto soltanto mettendosi al collo la sciarpa con i colori della propria squadra.

Non è la prima che ci si trova in questa stessa situazione. Nella scorsa stagione accadde in occasione del derby milanese, che vide Milan-Inter disputarsi in un mercoledì pomeriggio di metà aprile. In quel caso la gara si sarebbe dovuta giocare il 4 marzo, ma la tragica morte dell’ex capitano della Fiorentina, Davide Astori, portò la Lega di A a sospendere tutte le gare programmate per quella domenica.
La Lega di A, grazie a questa impopolare decisione aveva reso praticamente nullo il biglietto di quei tifosi provenienti da ogni parte d’Italia che di conseguenza non hanno potuto raggiungere San Siro. Oggi notiamo tristemente che c’è più tolleranza per chi causa incidenti allo stadio anziché rispetto verso quegli sportivi veri , volto pulito e sincero di un calcio che non esiste più, ormai privo di valori.

La conferma ce l’abbiamo dal potere che ha la tv , con le società complici per interessi a discapito del tifoso. Tifoso costretto a dover sottoscrivere due abbonamenti di pay tv per poter seguire la propria squadra o l’intera Serie A, senza poi pensare ai disagi con cui hanno dovuto fare i conti quei tifosi che non hanno alcuna dimestichezza nell’uso dei dispotivi tecnologici.

Alla fine aver deciso di far giocare Genoa-Milan, lunedì alle 15, penalizzerà di certo le due società da un punto di vista economico. Resta il fatto che abbiamo perso tutti, quando si uccide la passione attuando una linea dura, utile solo a non danneggiare chi scalda le poltrone e non vuole saperne di mollarle.