Gabriele Gravina: ‘Tu si que vales’ dimostralo al sistema calcio … e non soltanto

Ho rubato il titolo ad una nota trasmissione televisiva del sabato sera.

Per sostenere e per incoraggiare Gabriele Gravina, il nostro Gabriele, a prendere il suo posto di presidente federale senza timori. Andando diritto per la sua strada.
Il traguardo è vicino. Manca una settimana. I ‘soloni’ (si fa per dire) sono già pronti a giudicare ed a criticare. Anche noi di “Graffi sul pallone” siamo pronti a far sentire la nostra voce. Almeno, rispetto ad altri, non saremo prevenuti.


Forza Gabriele, il lavoro da fare è enorme. Qui ognuno apre la bocca e pontifica. Questo è il primo traguardo da conquistare.
Ridare credibilità alle istituzioni, massacrate da interessi politici. Dal Giovannino nazionale. Da un commissario senza controllo. Sbeffeggiato, dalla propria giustizia sportiva, che ha delegittimato totalmente.
Ogni decisione, ogni scelta, è stata oggetto di impugnative giudiziarie. Il caos totale. Tutto si è creato per non aver avuto rispetto delle regole.
Non si può, il lunedì, emettere comunicati ufficiali sul format a 22, così come recitavano le Noif. Poi, il mercoledì, cambiare tutto. Per cosa? In nome della possibilità di far partire i campionati. Ma per piacere!
Era, ed è, una scusa bella e buona. Siamo ad ottobre inoltrato e i campionati professionistici sono ancora incerti. Qualche società e città importante giocano in Serie C, aspettando ancora di salire di categoria. Qualcun altro ancora non gioca dopo quattro mesi di allenamenti…
Restituire credibilità alla Figc, si fa rispettando le regole e facendole rispettare (Vero Camilli e Viterbese?). In realtà è molto semplice.

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Troppe persone parlano, chi senza averne titolo (Bonucci) e chi, giudicando dal pulpito della politica (Giorgetti), senza averne le indispensabili competenze.
La non credibilità delle istituzioni sportive. E’ stato l’ultimo regalo di questa disgraziata gestione commissariale. Fabbricini ha gettato il movimento calcistico in mano a persone incompetenti. A giudici frastornati e non imparziali. Alla politica.
L’aver costretto ad abolire la giustizia interna, almeno per le iscrizioni ai campionati, dandola in pasto ai giudici ordinari, non è stata certamente una vittoria.
Una volta si parlava della giustizia “domestica”. Della sua autonomia e della sua rapidità. Peraltro giustificata dalla necessità di far partire le competizioni. Ora tutto è stato distrutto. Ci vorranno anni per ricostruire e venire fuori dalle macerie.

La credibilità della Figc? Scomparsa. Non c’è più.

Il signor Bonucci che si mette a giudicare della Federazione e della Nazionale ne è un fulgido esempio. A quale titolo un pedalatore del campo si arroga il diritto di giudicare tutto il movimento?
Un giocatore che ha abbandonato i propri colori per dissapori col proprio allenatore, colpevole di averlo ‘rimbrottato’. Che non ha esitato ad andarsene, allettato anche da un ingaggio più remunerativo. Non proprio un esempio di rispetto dei ruoli. Di obbedienza al proprio allenatore. Di poco attaccamento alla squadra e ai propri tifosi. Divenuto capitano del Milan, vista la crisi della gestione cinese, non ha esitato a ‘tradire’ anche quella piazza. Strameritati i fischi dei tifosi juventini al figliol prodigo.


E questo stesso si mette a parlare di Federazione e di Nazionale? Ma ringrazia che ti hanno convocato. Pedala. Pensa a giocare piuttosto.

Anche lei Giorgetti (il ministro). Perdoni la schiettezza, ma anche lei l’ha fatta fuori dal vaso.
Va bene che sei ministro dello Sport (senza ministero e portafoglio). Va bene che sei stato invocato, da tutti, come il salvatore della patria, l’unico che poteva risolvere la situazione (grazie commissario). Va bene che hai minacciato Fabbricini di cacciarlo se non avesse convocato l’assemblea elettiva.
Ma, per cortesia, non esagerare.
Mettersi a pontificare sui destini della Lega Pro, no, grazie. Ma che ne sai tu della Lega Pro. Della sua storia, Della tradizione dei campanili e delle città.
Che ne sai tu cosa ha rappresentato negli anni la terza serie. La categoria che ha visto nascere campioni come Insigne. Squadre come la Giacomense si, proprio la Giacomense, perchè guardate che la Spal, che oggi gioca in Serie A era la Giacomense in serie C, con il Presidente Mattioli che cercava di spostarsi a Ferrara…
Certo la crisi è forte, ogni anno città e società di grande tradizione falliscono (Modena). Ma anche in Serie B sono fallite Cesena e Bari. L’Avellino poi è precipitato per colpa di un imprenditore di basso profilo…
E come ti permetti allora, caro Giorgetti, di dire che la terza serie, così, non può andare?
Ma che competenze hai?

Svolgi il tuo ruolo di garante delle leggi. Aiuta il calcio con contributi anche per gli impianti, così come previsto dal Decreto Lotti, ma finiscila lì. Non abbiamo bisogno della politica, nelle istituzioni sportive. Abbiamo già dato.

L’importante quindi, caro Gabriele, è lavorare, con coraggio e abnegazione. Scegliendo uomini validi e competenti. Non ‘nomi’.
Fai una bella selezione, alla maniera di “Tu si que vales”. Da solo non puoi farcela. In Lega Pro la tua gestione è stata incolore.
Scegliere gli uomini che valgono. Dargli deleghe. Lavorare in modo incessante (questo, va riconosciuto, non ti manca).
La Federcalcio, l’abbiamo detto, va riformata anche dall’interno.
Il tanto incensato Uva a noi non è piaciuto proprio. Riforme zero, ha costruito una specie di regno interno. Senza dialogare con nessuno. Circondandosi di giovani inesperti. Yes man per caratteristica.
Non è questo il modo giusto.
Il Segretario Generale è un braccio destro importante. Uva non parlava con il Presidente ed il Segretario. Si scrivevano.
Si parlava di Ruggero Stincardini, come Segretario, avvocato perugino distaccato dalla Serie A. Non va bene. Non è un manager.
Di avvocati sportivi ce ne sono (e francamente più qualificati), ma occorre qualcuno con esperienza di gestione.
Marco Brunelli? Ecco un nome che non dispiace. Da sempre dirigente tecnico della Serie A. Oggi amministratore delegato di quella struttura, per mancanza di accordo sul candidato (in arrivo Gandini dalla Roma).
Anche nelle Leghe minori ci si augurano manager all’altezza.
In serie B l’avvocato Balata ha cavalcato l’idea del cambio di format a 19 squadre. Ha accontentato i presenti, ma spesso, per avere rispetto, ‘bisogna’ saper dire di no. Balata non c’è proprio piaciuto. Senza rancori (domani, cortesemente, non mi faccia giungere telefonate dai suoi collaboratori).
I format non si cambiano in corsa.
Non sappiamo come finirà la telenovela, non più estiva. Ove però la serie B tornasse a 22 squadre le dimissioni sarebbero atto dovuto.

Per la terza serie il Presidente è sotto l’occhio di tutti.
Francesco Ghirelli, colui il quale si è battuto per scalzare l’era Macalli, è l’uomo giusto per il rilancio. L’idea del semi-professionismo più totale a me piace poco.
Con la sua forza ed esperienza l’avrei preferito in Figc. A patto però di farlo lavorare in autonomia. Da presidente riuscirebbe a rilanciare anche la barca di Lega Pro.

In conclusione, caro Gabriele, forza e coraggio. Scegli gli uomini e mettiti al lavoro. Non ti distrarre.
Fai vedere, a tutti, che ‘tu si que vales’..