FRANCO IACOPINO: “SERVONO RIFORME. REGGINA CHE GIOIA LA PRIMA PROMOZIONE IN A”

    Franco Iacopino :”Servono riforme, più lungimiranza meno egoismo. Reggina? Che gioia la prima promozione in A”
    In esclusiva ai nostri microfoni, Franco Iacopino, dirigente con alle spalle una straordinaria carriera durata oltre mezzo secolo, vissuta tra Reggina, Catanzaro e Modena.

    Salve Direttore, secondo lei vista questa emergenza sanitaria, c’è possibilità di riprendere i campionati oppure sarebbe meglio fermare tutto?
    “Premesso che stiamo parlando di una situazione anomala, un momento particolare per l’Italia, purtroppo questo virus ha causato tante vittime, perciò dobbiamo privilegiare in primis la salute. Credo che i protocolli sanitari non siano applicabili in C e probabilmente neanche in B, di conseguenza sarà difficile che questi campionati possano riprendere. Discorso diverso per la Serie A, dove ci sono grossi interessi economici, lì non è più un campionato, ma un’industria che genera economia, non bisogna dimenticare che fattura 8 miliardi di euro all’anno. Tornando alle categorie inferiori, bisognerebbe stoppare tutto e pensare alla prossima stagione, a meno che il virus non si fermi e dia la possibilità di riprendere a giocare”.

    In questi giorni si è parlato molto di riforma dei campionati, qual è il suo pensiero a riguardo?
    “Sono venti anni che si parla di riforma dei campionati, ma non l’ha mai fatta nessuno, forse con questo disastro che si è verificato sarebbe il momento giusto per poterla applicare. Per regolamento le riforme vanno fatte per la stagione successiva e non durante quella in corso, almeno che non si parli di stagione conclusa. Questa emergenza sanitaria, può essere favorevole alla federazione per riformare i campionati dalla Serie B in giù. Va considerato che l’Italia è l’unica in Europa ad avere troppe squadre professionistiche, che non si potrebbe permettere nessuno, figuriamoci l’Italia. La riforma sarebbe il primo toccasana dal punto di vista economico. Sarà importante evitare un’estate di ricorsi da parte delle società , che creerebbe ancora più caos. Se si attuassero le riforme ci sarebbe la possibilità, nella prossima stagione, di ripartire da una situazione economica migliore, perché con l’appoggio governativo ci potrebbe essere un flusso maggiore di denaro per la Serie B e per la Lega Pro . Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, si è detto contrario a questo tipo di riforma ed è anche comprensibile, la Serie C ha una sua storia, ma bisogna rendersi conto che così il sistema non regge. Fa già fatica la Serie A che vive grazie alle televisioni, figuriamoci le categorie inferiori, questo fa capire che bisogna cambiare le cose nell’interesse di tutti”.

    Come si potrebbe risolvere la questione legata alle promozioni e retrocessioni?
    “Se tu vai a fare due gironi in Serie B, risolvi il 90 % dei problemi, anche perché con molta probabilità la serie a riprenderà. In serie C le prime tre è giusto che vadano su, poi per il resto sarebbe ottimo che Serie B e Serie C formassero una grande lega, con una tassazione governativa ridotta che aiuterebbe le società e far crescere i giovani. Serve più lungimiranza e meno egoismo per migliorare le cose, soprattutto in questo momento”

    Nella sua lunga carriera da dirigente, gran parte l’ha vissuta alla Reggina, partendo dall’era Granillo finendo a quella targata Foti, come ha visto il calcio nei suoi cambiamenti?
    “Ho ancora un quadernino con gli indirizzi dei giocatori, dei dirigenti, una volta si amministravano così le società. Ora le cose sono cambiate, ho vissuto i vari cambiamenti avvenuti con gli anni, che per me hanno rappresentato un’importante crescita professionale, ma anche qualche rinuncia a livello famigliare, per questo ad un certo punto ho detto basta. Chiaro che la Reggina mi è rimasta nel cuore, è stata la mia infanzia, la mia crescita come anche Catanzaro e successivamente Modena dove sono stato dieci anni. Conservo un bel ricordo ovunque sono stato e posso dire di aver avuto anche importanti riscontri. Sono stato fortunato a vivere tanti anni da protagonista nel professionismo e in tutte le categorie”.

    Qual è stata la sua gioia più grande nella sua carriera da dirigente?
    “Sicuramente le cose belle sono le promozioni, mentre le brutte sono le retrocessioni. Una delle più grandi gioie è stata la prima storica promozione in A della Reggina, un traguardo mai raggiunto prima dalla società amaranto, ma posso dire anche i momenti negativi che poi si sono rivelati positivi, come quando la Reggina evitò il fallimento, passando nel 1986 da As Reggina a Reggina Calcio, riuscendo a mantenere la C1, che aveva conquistato, cosa non facile. Quella volta fu davvero un miracolo istituzionale . Anche a Modena siamo riusciti ad evitare il fallimento, grazie agli imprenditori locali. Lo stesso a Catanzaro, che veniva da una situazione difficile, riuscimmo poi a farcela. Situazioni difficili che poi hanno anche regalato grandi gioie”.

    Le differenza tra il calcio di una volta e quello di oggi?
    “Il calcio è sempre stato un gioco, la differenza che una volta era divertimento, passione, oggi invece è uno spettacolo e si basa tutto sul risultato”

    Questo che lei dice è diffuso anche nei settori giovanili, è d’accordo?
    “E’ consequenziale, come diceva Boniperti da presidente della Juventus, vincere è l’unica cosa che conta. Io sono arrivato alla Reggina come responsabile del settore giovanile, poi abbiamo visto negli anni quanti talenti sono stati partoriti dal centro sportivo Sant’Agata, il primo creato al Sud, è stato fondamentale per raggiungere risultati importanti”.

    Un altro figlio del Sant’Agata, mi riferisco a Mimmo Toscano. Volevo da lei una considerazione sull’ottimo campionato disputato alla guida della Reggina, si aspettava che diventasse da subito profeta in patria?
    “Toscano è un altro ragazzo che nasce dalle scuole calcio, da lì in poi ha fatto una buonissima carriera, diventando un ottimo allenatore. Io lo incontrai con il Modena quando lui allenava la Ternana, non ci fece capire nulla, davvero molto bravo. A prescindere dalla qualità della rosa che ha a disposizione, è riuscito a dare un bel gioco alla Reggina e a vincere al primo tentativo nella sua città, cosa non da tutti”.

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