FRANCESCO GHIRELLI, L’ILLUSIONISTA – lettera aperta

Caro Francesco,
“ti conosco vecchio”. Come dicono a Taranto.

Innanzi tutto, vengo a ringraziarti. Avete inteso, lo avete ritenuto doveroso, citare il mio blog (tu e Luigi Fresco presidente della Virtus Verona). Il tutto nel corso dell’assemblea di Lega Pro, che presiedi (dovresti però cercare di farlo meglio), tenutasi a Firenze lunedì 28 ottobre scorso.

Non hai mai fatto il mio nome nel tuo intervento (hai fatto bene), ma l’allusione al mio blog (come tu stesso lo hai definito) è talmente lapalissiana che mi corre l’obbligo di risponderti pubblicamente.
Chiariamo subito che, contrariamente a quanto da te asserito, mi segui in prima persona. Tu hai detto che non leggi i miei scritti e non vai sulle mie pagine, ma ti verrebbe riferito.

E’ falso Francesco tu mi leggi, eccome, su www.graffisulpallone.com

Nello screenshot che pubblico qui a fianco ne offro la prova. E’ evidente la tua spunta dei miei articoli che ti trasmetto (puntualmente e tutte le settimane) su whatsapp (per la precisione su entrambe le tue utenze telefoniche).
Perdona la puntualizzazione, ma è utile per far comprendere, a chi mi legge (come te), cosa intendo significare quando ti scrivo: “ti conosco vecchio”.

Ti sei voluto dilungare (birbante che sei) smentendo i rapporti amicali che da sempre intrattieni con Marino Bartoletti (fossi in lui, a questo punto mi sentirei anche offeso) il suocero di Paolucci (il segretario generale della Lega Pro). Mi domando se era quella la sede ed il momento più adatto per fare certe inutili asserzioni. Ma poi, Francesco, che senso ha smentire l’evidenza.  La sostanza rimane sempre la stessa.

Francesco io sono vecchio di mestiere. Non mi dire che ti sei dimenticato quando, in periodo di frizioni, Macalli voleva allontanare Paolucci. Tu, per non farlo licenziare, sei intervenuto in suo favore e ti sei inventato un ruolo. Lo hai nominato assistente alla tua direzione generale. Paolucci non possiede le qualità professionali per fare il segretario generale della Lega Pro. Perché questa è la verità. Punto.

Hai delegato Luigi Fresco a dire cose, che non gli competono, sul tuo compenso.

Nel merito quali prove può avere, più di me, il buon Luigi. Lo dimostri. Lo invito a rendere pubbliche, materialmente, le sue conoscenze. Con i fatti. Si perché, come sai anche tu, “verba Volant”!
Il quantum del tuo compenso (e quello di Paolucci) in Lega Pro è un argomento tanto interessante quanto irrisolto. Non dimostrarlo pubblicamente fa sorgere dubbi, legittimi, che per il ruolo ricoperto dovresti immediatamente dissolvere. Tu che fai spesso riferimento all’etica. A voler essere diretti nelle espressioni, andava già risolto con l’approvazione del bilancio. Nella forma e nei modi. Non percepisci nulla? Sottoscrivilo tu, pubblicamente. Invece hai glissato. Paolucci percepisce un compenso nella norma? Deve apparire in una posta analitica di bilancio.
Anziché intrattenere gli astanti sulla conoscenza più o meno amicale con Marino Bartoletti sarebbe stato molto interessante smentirmi con i fatti. Pubblicamente. Che ne dici?
Che incidenza può avere, agli occhi degli addetti, un fugace intervento, peraltro richiesto, di Luigi Fresco?


L’Assemblea era stata convocata per l’approvazione del bilancio. In buona sostanza si è rivelata un flop. Soltanto 38 club presenti sugli aventi diritto. Assenti più dei due terzi (Macalli, ai suoi tempi, riempiva l’aula magna di Coverciano). Presidenti pochini. Molti i delegati.
E’ evidente che la tua attendibilità è in ribasso, caro Francesco.
Approvazione del bilancio effettuata in modalità palese, per alzata di mano. A maggioranza semplice, solo in seconda convocazione. Tutto fatto sempre all’acqua di rose. Alla “volemose bene”. Un avvilimento totale.

In un mio pezzo del 27 settembre scorso, dal titolo “Piccoli Macalli crescono”, evidenziavo come l’utile di bilancio dichiarato scaturiva da una sopravvenienza straordinaria secca (499.076 euro), dagli interessi attivi derivanti (28.500) e da una impostazione errata, nelle scritturazioni, alla voce immobilizzazioni (82.960). Diversamente si sarebbe registrata una perdita di esercizio pari a meno 27.917 euro.
Nessuno dei 38 club presenti ha inteso chiederti spiegazioni. Si meritano la tua presidenza. Sai bene anche tu che gli assenti la pensano in maniera totalmente diversa, ma per il quieto vivere hanno preferito non partecipare. Non si sa mai di conseguenze a pioggia. Perché a pensar male è peccato, era solito esclamare quel mio buon amico, ma spesso ci si indovina.
Tu hai liquidato tutti con poche chiacchiere.

Di quei 277 mila euro dei quali si è appropriato Macalli e che avevi il dovere di andare a recuperare, non se n’è parlato. Tanto meno della ingarbugliata situazione dell’immobile sul quale insiste la sede della Lega Pro in via Jacopo da Diacceto.
Per il denaro che manca hai ripetuto cose che “racconti” da anni. Ricordo, al proposito, un convegno: “La riforma del calcio professionistico” tenuto presso l’aula magna della Scuola Superiore di Polizia, a Roma.
Era il 25 marzo 2013. Più di sei anni fa.

Dicevi esattamente le stesse cose. Ove te ne fossi dimenticato te ne regalo alcuni stralci:
“Il piano industriale è l’architrave della Riforma dei Campionati che, approvata in Consiglio Federale il 21 novembre 2012, avrà la sua completa attuazione nella stagione sportiva 2014-15”
“La Riforma dei campionati di Lega Pro ha alla base una sostanziale innovazione in termini di regole: si introduce il budget come strumento capace di favorire la cultura di impresa nei club”.
“La Lega Pro è un’esperienza unica per identità, forza e rappresentanza nel panorama europeo e mondiale. Non c’è in nessun’altra nazione del mondo una Lega di terza divisione così fortemente strutturata e con un siffatto profilo”.
“La Lega Pro è un’esperienza unica per identità, forza e rappresentanza nel panorama europeo e mondiale. Non c’è in nessun’altra nazione del mondo una Lega di terza divisione così fortemente strutturata e con un siffatto profilo. Il perché è facilmente esplicitabile: la Lega Pro è radicata nella storia d’Italia o meglio trae la sua radice nella storia dei Comuni d’Italia”.
E concludevi, trionfante:
“La Riforma dei campionati di Lega Pro ha alla base una sostanziale innovazione in termini di regole: si introduce il budget come strumento capace di favorire la cultura di impresa nei club”.
Quante parole inutili gettate al vento.

La considerazione che mi affiora nella mente è che si stava meglio quando si stava peggio. Pensa tu, arrivare a rimpiangere Macalli. Tu vendi (o cerchi) ancora cose di impossibile realizzazione (non ho voluto dire fumo contradicendo il desiderio dei miei polpastrelli). La defiscalizzazione, l’apprendistato. Il prossimo giungere di denaro fresco (si, ma di frigorifero). Il ricorso all’intervento economico della Lega di serie A. Iniziative che stareste portando avanti, in simbiosi, tu ed il bel Gabri. Ma quando mai!?

Quest’ultima è davvero grossa.

Miccichè e De Siervo (la serie A) vogliono “scaricare” la Federcalcio, che considerano inutile. Vogliono isolarsi da tutto l’apparato del sistema minore. Tu invece vuoi vendere questa ennesima illusione ai “poveri” club che dovresti rappresentare (meglio asserisco io). Io la considero anche una mancanza di rispetto.

Ricorda Francesco, era il 25 marzo del 2013. Quel convegno. “la riforma del calcio professionistico”. Aula Magna della Scuola Superiore di Polizia. Tu “magnifico” oratore narravi già da allora le stesse storielle. E tenevi tutti lì ad ascoltare, tanti, a bocca aperta, volevano crederti.
Ora, a oltre sei anni di distanza, le cose non sono cambiate. I deferimenti, le penalizzazioni, le radiazioni sono sempre all’ordine del giorno. Tu hai aggiunto soltanto i pulmini ed i campanili. Parole.

Caro Francesco, come dicono a Taranto: “ti conosco vecchio”!

Dimenticavo. Qualsiasi confronto tu desiderassi fare, considerami disponibile.

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