FRANCESCO E IL LUPO. Un uomo sempre di corsa

Ho addirittura inteso rubare il titolo a San Francesco per raccontare del ‘nostro’ Francesco Ghirelli. Da oggi, ufficialmente, candidato unico alla presidenza della Lega Pro.
Il percorso è stato lungo. Francesco Ghirelli non è un novellino del nostro sistema calcio. Un passato dalla dirigenza dei Club, alla Lega di Serie A e poi alla Figc.
Basterebbe l’esperienza nei club per capire di che pasta è fatto l’uomo.
Parliamo di Luciano Gaucci, esuberante Presidente del Perugia, con idee certamente non comuni e una vita da romanzo. Donne, cavalli, giocatori scovati dal nulla e allenatori esuberanti. Il figlio di Gheddafi che arrivava agli allenamenti con limousine e scorta al seguito. La prima donna ad allenare la Viterbese in serie C.
Certamente tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto e il peso di Francesco Ghirelli, chiamato a far funzionare ugualmente la macchina. Lavorare con Lucianone, solo un “matto” di Gubbio poteva resistergli.


Poi il Bari dei Matarrese.
Una famiglia che ha contraddistinto la storia sportiva del capoluogo pugliese. Nel bene e nel male. Un periodo di grandi successi. Il più lungo periodo del Bari in Serie A. Un’altra grande esperienza al fianco di Vincenzo ed Antonio. Andato via Ghirelli, sarà un caso, il baratro della retrocessione e del fallimento.
E poi la Lega di Serie A con Franco Carraro. Per arrivare, sempre con Carraro, alle più alte cariche in Federcalcio.
Un uomo sempre di corsa, difficile stargli dietro. Un vulcano di idee e di scelte. Ne sa qualcosa Mario Macalli che lo volle a Firenze per rilanciare la terza serie.
Fu certamente un periodo di grandi cambiamenti in Lega Pro. Con un grande rilancio del settore. La riforma dei campionati, con la divisione unica. Il solo cambiamento di format fatto rispettando le regole. (Si caro Balata, si può fare).
E poi un sistema completamente nuovo nei rapporti con i Club che avevano nella Lega un alleato. Una fonte di servizi e di risposte. Non un Ente staccato dalla realtà quotidiana. La valorizzazione dei Comuni e quella del territorio.
Certamente un approccio troppo nuovo per il grande vecchio Macalli, abituato solo a comandare e a non essere attento ai diritti di tutti come al rispetto delle regole (urlava spesso,ricorderete, “ la Lega è mia…”).
Da qui la battaglia con il ragioniere di Crema che ebbe l’infelice idea di licenziarlo insieme al suo staff. Macalli provocò la reazione del “nostro” che rispetta tutti ed è pronto a mettersi in discussione, ma che di fronte ai soprusi sa reagire con la forza di una valanga.
Ecco tirare fuori le irregolarità dei bilanci della Lega e della Calcio Servizi. Un percorso verso la trasparenza.
E’ stato così che il ‘grande’ vecchio è andato a casa. Ora rappresenta il passato. Le condanne in sede sportiva e in sede penale, ancora in ballo, sono storia…
Mai ‘calpestare’ il nostro Francesco. Averlo a fianco è prezioso, ma averlo contro no. Meglio lasciar perdere. Si dirà, un altro candidato unico, ma qui rispetto a Gabriele Gravina il percorso è ben diverso.


In Federcalcio la candidatura è frutto di mesi di commissariamento disastroso e del bisogno di restituire alla Federazione una ‘governance’ di gente del mestiere.
Quello di Ghirelli è stato l’epilogo naturale di un percorso, molto lungo, iniziato 8 anni fa.
Nella tenzone non trova avversari. Solo scaramucce durante il periodo pre elettorale. Frutto delle solite riunioni poco costruttive e molto ‘carbonare’. I rigurgiti di Macalli, che ricorderete, durante la recente assemblea elettiva della Federcalcio si aggirava nei saloni dell’Hilton Airport di Fiumicino, non hanno prodotto alcun risultato. Contatisi al loro interno, gli ipotetici antagonisti (mi astengo dall’elencarli, ma li conosco tutti) si sono resi conto di non avere qualità (un programma credibile) ed i numeri (indispensabili) per contrastarlo. Il loro sarebbe stato un flop tremendo. Mi hanno (ci hanno privati) di quella soddisfazione. Avrei (avremmo) avuto di che divertirci.
Le società di Lega Pro lo sceglieranno nella certezza di essere ascoltate. Nel rispetto delle regole e dei valori. Aspettatevene delle belle. Il nostro è di Gubbio, lì, in un territorio ‘particolare’, si prende anche la patente da matto….
Cristiana Capotondi, candidata alla vice presidenza è il primo segnale forte della voglia di rinnovarsi e di cambiare, per quanto possibile, il sistema calcio.

Cristiana Capotondi
Dall’era Macalli a quella di Gravina (in verità non eccessivamente colorita) oggi, finalmente, il nostro potrà condurre la giostra secondo le proprie idee e senza freni.
Il lupo è in agguato caro Francesco. Proveranno a sbranarti, ma noi siamo sicuri che saprai come domarlo.
Io, noi ti saremo a fianco.