Format, le penalizzazioni, le società fantasma, l’assenza di fidejussioni valide…”tutto va ben madama la marchesa”

Nunzio Filogamo e quella canzoncina che fece epoca. Si suona anche sul calcio italiano.
Un modo per dire che non va bene (quasi) nulla.
Purtroppo la settimana scorsa, mentre scrivevo il pezzo “Calcio italiano alla deriva – fatto”, emulando il nostro vicepremier, ero stato facile profeta sul blocco del campionato a seguito della morte (violenta) del tifoso interista.
Giustamente Gabriele Gravina, di fronte a quella morte, aveva preannunciato il blocco dei Campionati. Io, purtroppo, che credo di conoscerlo bene, avevo ipotizzato il dietro front.
Neppure mezz’ora dopo la pubblicazione di quel mio pezzo, ecco che il nostro cuor di leone aveva fatto marcia indietro. Il sabato calcistico è andato regolarmente in onda. Con il solito strascico di politici e di proclami della linea dura.

Fermare i Campionati. Quello era l’unico segnale forte che avrebbe attirato l’attenzione di tutto il movimento. Di dirigenti e di tifosi.
Forse Gravina, per la prima volta in vita sua, aveva annunciato il blocco per sua iniziativa. Senza consultare le Leghe ed in particolare quella di serie A.
Nei momenti del post dichiarazione gli hanno fatto evidentemente notare che le gare erano già organizzate. Le trasferte. Le dirette televisive per tutto il giorno. Sky. DAZN. La pubblicità …
Neanche la lunga pausa prevista sino al 20 Gennaio, che avrebbe consentito di recuperare con facilità la giornata, anche il 5 o 6 Gennaio, hanno permesso di dare un segnale a questo nostro povero e mal ridotto sistema calcio.
Neppure la morte può fermare lo spettacolo.
L’annuncio e poi il solito dietro-front hanno fatto fare a Gravina, ma soprattutto al calcio italiano, l’ennesima brutta figura.
Questa enorme debolezza del presidente federale, eletto per mancanza di altre prove per sfuggire ad un commissariamento infausto, ha aperto ancora una volta la strada ai politici, Salvini e Giorgetti, pronti a mettere mano sul giocattolo.
L’hanno già fatto con il Coni. Con la riforma che ha spogliato Malagò di ogni disponibilità finanziaria. Gli hanno lasciato le briciole.
Saranno pronti a farlo pure nella prima federazione sportiva d’Italia.
Del resto di segnali nuovi e forti ci sarebbe bisogno nel nostro calcio. Non possono certo provenire dalla attuale “governance”, dedita ai tavoli condivisi e non alle riforme (Giustizia, format, regole).
Oggi si è aperta ufficialmente la campagna trasferimenti. Prorogata per volontà della Lega di Serie A sino al 31 Gennaio. Con termini a campionato in corso che vedranno quindi calciatori pronti a giocare e a cambiare casacca in corso d’opera (una pagliacciata)…
“Naturalmente” anche nell’ultimo Consiglio Federale si è deciso al riguardo. Di non decidere. Lasciando la scelta alla Lega maggiore.
Ulteriore segnale di totale debolezza.

Sta di fatto che sia in Serie B che (soprattutto) in Lega Pro si è giunti all’assurdo. Aprire la campagna trasferimenti senza sapere il format dei campionati!
19, 22, 60, giochiamoli al lotto, visto il periodo natalizio.
I presidenti, soprattutto di Lega Pro, non sanno pertanto cosa fare.
Compro per cercare di essere promosso o di non retrocedere? Mistero.
La terza serie,  merita un ulteriore approfondimento da parte mia.
Di Gravina lo sapevamo, ma aspettavamo, mi aspetto da Francesco Ghirelli meno lettere e trasferte e più decisioni per salvare il salvabile. E’ nel suo dna. Ne deve trovare la forza. Anche se so che lui è di tutt’altro avviso.
Le incertezze sul format, le penalizzazioni, le società fantasma, l’assenza di fidejussioni valide …, ma siamo sicuri che il torneo a questo punto sia regolare?
È possibile proseguire i campionati senza sapere quante promozioni si faranno in Serie B?
È possibile e regolare che il Pro Piacenza giochi con la squadra Berretti?
È normale che l’inadempiente Matera sia destinato al fallimento e nessuno muova un dito?
Vogliamo parlare dell’ultimo caso, della Lucchese? È l’ultima telenovela di fine anno.
Il patron Moriconi annuncia la cessione delle quote ad alcuni imprenditori romani. L’atto, ad un Euro naturalmente, si sarebbe consumato (come un delitto) il 17 Dicembre.
A fine anno presentazione dei nuovi soci. L’ex arbitro Enrico Ceniccola e i signori Ottaviani e Castelli. In un clima di totale incertezza. Nessun chiarimento sulla solidità economica. Nessun pagamento di stipendi (la Lucchese subisce già 11 punti di penalizzazione, poi ridotti a 8).
Insomma, il 28 Dicembre la conferenza stampa di presentazione dei nuovi soci slitta di ora in ora. Alla fine, a sera inoltrata, anche i tifosi manifestano il loro malcontento e quindi i nuovi avventori se ne escono scortati dalla polizia!
Eppure pare che Moriconi, ex patron (?), ancora stia cercando acquirenti. Tanto è vero che oggi il presidente Ghirelli ha annunciato che andava a trovarlo (perdona Francesco, ma non ha ceduto?).
Insomma, un’altra società prossima al precipizio.
Anche la Triestina, il Cuneo, il Monopoli, il Matera e l’Arzachena sono penalizzati. Forse è inutile girovagare per l’Italia. Il rischio è di fare un “Grand Tour d’Italie” come si faceva nell’Ottocento.
Stamattina anche il pittoresco presidente del Teramo ha annunziato di non poter più andare avanti.
Qui il malato è grave ed è inutile accorrere al capezzale di tutti.
I primi scricchiolii si avvertono in tutti quei Presidenti che hanno investito e investono risorse importanti. Che vedono partite giocate non con la formazione migliore ma con la Berretti. Il Matera addirittura con gli allievi. Società fantasma. Cessioni simulate. Penalizzazioni continue. Fidejussioni non sostituite.
E’ naturale che fiocchino lettere dei presidenti “virtuosi” che chiedono certezze. Come di dirigenti che invocano il rispetto delle norme.
È di oggi la lettera aperto di Massimo Londrosi che ha vissuto in prima persona la telenovela del Pro Piacenza. Conosco bene Londrosi, vecchio di questo mondo.
Qualcuno dirà che è un rompiscatole con la vocazione per i fallimenti, ma il suo richiamo al rispetto delle regole francamente mi è piaciuto.
Londrosi ricorda a Ghirelli i regolamenti emanati dalla Federcalcio che obbligano i nuovi soci a dare garanzie sulla solvibilità. Con tanto di lettera di credito di banca.
Certamente la società detentrice delle quote del Pro Piacenza, che sta per essere cancellata dal campionato, non rispondeva ai requisiti. Visto che ha chiesto un concordato. Procedura per evitare il fallimento.
E allora? Se gli strumenti ci sono, è meglio non fermarsi ai proclami di graviniana memoria.
Se non sostituisci la fidejussione c’è l’illecito amministrativo ex articolo 8 del codice di giustizia sportiva. Consente, quando si è ottenuta l’iscrizione con mezzi e documenti non leciti, anche l’esclusione dal Campionato.
E ancora.
In caso di gravi irregolarità c’è lo strumento del codice civile (articolo 2409) che può esercitare il presidente federale su segnalazione della Covisoc.
Il rimedio, rapidissimo, consente di revocare gli amministratori e di sostituirli con soggetto professionalmente capace il quale, ove necessario, invita i soci agli aumenti di capitale e in difetto a “portare i libri in Tribunale”.
Questo stato di incertezza latente, non giova e la soluzione è quella del decidere. Del fare. Di applicare le norme e a chi tocca tocca.
Si convochi l’assemblea delle società, con un preciso ordine del giorno e mandato sulle promozioni da portare in Federcalcio. Immediatamente. Senza aspettare i tavoloni di Gravina.
Vorrei proprio vedere chi si opporrebbe alle promozioni, per ripristinare il format a 22 in Serie B. A parte Balata.
Certo non l’Associazione calciatori o quella degli allenatori, quindi forse è ora di muoversi.
Concludendo: tutto va bene madama la marchesa? Non direi proprio.

Leave a Reply

*

code