Federcalcio, un precipizio alla Cassandra Crossing?

Sì, è vero. Purtroppo sono come Cassandra e, ricordando il noto film di Carlo Ponti con Sofia Loren, temo che la fine sarà la stessa.
Il precipizio.
Come la nota profetessa, inascoltata, avevo messo in guardia dal modo di agire del nostro Gabriele Gravina. Eletto solo per scacciare commissari al servizio del caos e della volontà di mettere le mani sul nostro calcio. Quello che alcuni hanno impoverito.
Il carattere indeciso del nuovo presidente federale, più avvezzo alle cerimonie che alle scelte strategiche (anche difficili) non era e non è certamente adatto per il delicato momento lasciato in eredità dal commissario Fabbricini.

Ma i miei richiami sono andati inascoltati. Puntualmente. Il crollo è vicino.
Avevo suggerito di utilizzare l’articolo 24 dello Statuto Federale. Consente, in casi di urgenza, di legiferare e solo dopo di portare a ratifica i provvedimenti. Gravina avrebbe così potuto riportare il format della Serie B a 22 squadre. Non lo ha fatto.
Delle promesse del programma elettorale sulle riforme della Giustizia? Nulla.
Qui si sono apparecchiati solo tavoli. Per “sistemare” gli amici ai quali era stato promesso qualcosa.
Il nuovo Direttore Generale Marco Brunelli? Ottima scelta, finalmente un tecnico che lavora. Che sa come lavorare.
Intanto ieri, però, era ancora con la Lega di serie A (in trasferta araba) a consegnare l’ennesima coppa alla Juventus. Quando arriverà a Via Allegri dovrà rimboccarsi le maniche. Perché il lavoro è tanto mentre si fa poco (o nulla) per avviare la macchina calcistica.
Del Club Italia? “Desaparecidos”.
Di provvedimenti seri sui rapporti fra tifosi e società? Si attende.
Brunelli e Gravina sono (a mio avviso) persone talmente diverse che temo non possano andare d’accordo.
Della riforma dei Campionati? Qui il caos, come purtroppo avevo previsto (e scritto) è totale.
Dice Gravina che il format della Serie B è a 22 in quanto si è tornati alla versione ante-Fabbricini.
Sì, buonanotte!
Il caro Balata ha puntualmente convocato la sua assemblea e … colpo di scena! Le società (tutte le società unanimemente) hanno deciso che il format della Serie B deve essere a 19, anzi addirittura a 18.
Non dimentichiamo che dietro questa volontà della Serie B, c’è sempre lui, l’astuto “magno Claudio” in Lotito. Solo apparentemente rappresentante della Serie A, ma in realtà membro del Comitato di Presidenza e ben conosciuto nell’ambiente. Sempre ligio al suo motto: “Ci penso io”.
Ancor peggio, se possibile, la situazione in Lega Pro. Un torneo totalmente irregolare. Squadre fantasma presiedute da condannati (Matera). Squadre che non hanno più stadio o giocatori (Pro Piacenza). Società pronte a sparire, tipo Lucchese o come il Cuneo, che probabilmente non sostituiranno le fidejussioni e che, di conseguenza, avranno sanzione pecuniaria e penalizzazioni.
Cosa pensate che potranno fare squadre che non hanno più interesse ad una competizione regolare? (A pensar male è peccato, ma spesso ci si indovina).

Come potranno disputare partite serie schierando la migliore formazione possibile? Così come recita l’articolo 48 delle noif (che pare conosco soltanto io, assieme a pochi altri).
Senza parlare di dirigenti di società che inneggiano alla camorra (Teramo).
E poi: perché spostare il Consiglio Federale addirittura al 30 Gennaio?
Sì, capisco gli impegni e le feste, ma siccome pare che in quel Consiglio si stabiliranno anche le promozioni in Serie B dalla Lega Pro, ad un ipotetico Presidente che volesse rinforzare la rosa resterà un solo giorno di campagna trasferimenti.
Un modo di gestire le cose da veri dilettanti (inteso come colui che, nella professione che esercita, dimostra poca attitudine, mai riferito a coloro che nel nostro calcio son gestiti da Cosimo Sibilia).
Sulle promozioni, poi, vi è il buio più totale.
Saranno 5-7 per riportare il format a 22 in Serie B? Così dice Gravina. Ghirelli, sul punto, non pervenuto. La situazione della terza Lega è una pentola in ebollizione.
Il nostro Francesco gira come una trottola per città e presidenti. In realtà, per chiarezza e coerenza, non c’è bisogno di macinare chilometri.  Sarebbe sufficiente convocare una bella assemblea. Alla Balata maniera. Per decidere, tutti assieme, di portare in consiglio federale la battaglia per avere le 7 promozioni.  Queste erano le intenzioni manifestate in campagna elettorale.
Altrimenti la Lega Pro sarà rimasta ancorata a quella di Gravina. Quella che sinceramente non rimpiango. Ritengo al proposito che come me la pensino anche altri. Molti altri direi.
Ho radicata l’impressione che il neo presidente di Lega Pro sia vincolato a qualche democristiano accordo pre-elettorale per cui non deve “rompere le scatole”, di problemi la Federcalcio ne ha già abbastanza …
Caro Francesco, i presidenti di Lega Pro sono stanchi di chiacchiere e quelli virtuosi, che hanno investito nelle società, vogliono fatti e non promesse alla Gravina. Ho già sentore di “sollecitazioni” per scuotere una Lega che appare addormentata. Scrivo all’amico: ricevere una richiesta di convocazione dell’assemblea, ai sensi dell’articolo 13 numero 3 dello Statuto di Lega, sarebbe una bella sconfitta per un uomo del fare come io ti ho sempre conosciuto.
Non vorrei essere ancora una volta come Cassandra.
Anche i giornali (quelli seri) e i siti più seguiti si sono accorti purtroppo della situazione.
Mi riferisco a Fulvio Bianchi di Repubblica. Non a un qualsiasi passante.
Dice il “nostro” su “Spycalcio” del 13 gennaio: “La Lega cadetta vuole scendere addirittura a 18 mentre il presidente Gravina, nel suo programma elettorale, parlava di venti squadre. Una situazione farsesca che mina la credibilità del calcio. Che mette in seria difficoltà i presidenti. Gravina dovrà dimostrare forza e carattere il 30”.
Sì, buonanotte.
Ancora Fulvio Bianchi su Repubblica: “Gravina ha ereditato una situazione difficilissima, è vero, ma è arrivato il momento di prendere decisioni non solo sulla B, tema scottante, ma anche su razzismo, violenza, Club Italia, giustizia sportiva, settore tecnico, ecc”.
Ahia, ma allora non è il solo Galigani ed il suo piccolo blog “graffisulpallone.com” che non sono affatto contenti. Qui dal 22 Ottobre, data dell’elezione di Gabriele Gravina, è stato fatto ben poco.
E allora Galigani ne profetizza un’altra.
Il 30 il Consiglio Federale tenterà di ribadire che il format della Serie B deve tornare a 22 squadre. Delle promozioni della Lega Pro non si riuscirà nemmeno a parlarne. Lotito e Balata, ove mai si arrivasse ad una decisione chiara (ne dubito, meglio un bel rinvio) impugneranno al Tar la decisione della Federazione. Voglio dire: si ricomincerà da capo.
Vorrei sinceramente sbagliarmi.

Cassandra Crossing. Perché quel titolo? Meglio non ricordare come termina quel film e quello che succede, a quel treno, quando pass sul ponte.
Commissario in arrivo…