Federcalcio, tanto tuonò che piovve…

Oggi, nella giornata post Consiglio Federale debbo scomodare addirittura Socrate per un titolo che riassuma le tante decisioni prese ieri dal Consiglio Federale.
Tutti si stanno prendendo i meriti delle riforme. Dei provvedimenti e delle soluzioni. Come nelle trasmissioni televisive post-elettorali nelle quali hanno vinto anche i perdenti, “raffrontando i dati con le Europee del 2014”:
E allora anche io mi voglio prendere una fetta di merito. Sì. Per aver spronato i vari Gravina, Ghirelli e Balata a decidere qualcosa.
Del resto mi sentivo in buona compagnia. Assieme a Bianchi di Repubblica o a Vendemiale del Fatto Quotidiano.

Molto probabilmente assieme anche ai Giorgetti della situazione che vedevano con preoccupazione la lunga fase di studio dell’amico Gravina. Gabriele era in meditazione dal 22 Ottobre. Data della plebiscitaria elezione anti commissario.
Quindi ieri, smentendo le mie buie previsioni, dopo un bel “combattimento”, durato varie ore, si sono partorite decisioni importanti. Nel contesto, tra le perenni indecisioni di Tommasi e l’ “inciampo” di qualche altro, ritengo che, nell’assumere alcune decisioni di rilievo, sia stato determinante il peso rappresentato dai dilettanti.  Benedetto quel giorno in cui fu siglato quel “contratto di governo”.
Evviva quindi. Sono lieto di poter finalmente parlare di riforme. Faccio immediata ammenda per aver temuto il solito rinvio.
E adesso caro Galigani, che scrivi? Non hai più nulla da dire. Tornatene pure a casa.
Bè calma, cari lettori, esaminiamo un po’ le decisioni. Cerchiamo di rimanere lucidi e tecnici. Considerando che la situazione è quella che è.

Io sarò sempre vigile e critico. Quando necessario. Perché tanto non nutro interessi particolari se non quelli di vedere le cose funzionare meglio, ma non era difficile….
Tanto tuonò che piovve. Dicevo. La Serie B va a venti squadre.
Be’, che ne dica Repubblica, è stata una vittoria di Lotito e di Balata.
La Serie B, lo ribadiva ancora due giorni fa lo stesso Gravina, è a 22, la norma del commissario “sciagurato”, Fabbricini, era solo temporanea.
Ebbene il format è diventato a 20 con l’esclusione quindi di ben 2 posti nella categoria cadetta. Due città in meno. Meno partite, ma soprattutto, un centinaio di posti di lavoro “scomparsi” tra calciatori, allenatori e addetti ai lavori.
Senza contare che in Inghilterra la Football League Championship è a 24 squadre. In Spagna a 22.
Va bè è l’Italietta del pallone. Del resto i Mondiali l’abbiamo visti soltanto in televisione….
Ci saremmo aspettati però fuoco e fiamme dall’Associazione Calciatori e dall’Assoallenatori.
Al di là di un voto contrario (nel metodo, non nel merito dice il tentennante Tommasi, quando si è avuta la certezza che la riduzione comunque passasse), toni molto bassi e pacati.
Non vorrei che l’elezione-ritorno di Demetrio Albertini al Settore Tecnico, proclamata sempre ieri con dubbio buongusto, non sia stato il prezzo della resa.
Una poltrona a me e io sto buono.
Sono maligno, come al solito. Del resto un graffio in più non fa mai male.

Niente contro Demetrio, anzi (lo apprezzavo da calciatore), anche se nelle precedenti esperienze federali non ha mai brillato.
Ma soprattutto attenti alle attività parallele.
Tutti (o forse no) sanno della esistenza della Dema 4. La società (DEM A lbertini) la società di Milano che organizza eventi sportivi (tipo il Gran Galà del Calcio) ed è specializzata anche in impiantistica sportiva.
Insomma a Coverciano e in Federazione Demetrio va bene. La DEMA 4 no…

A buon intenditor…

Nessuna notizia invece dell’Associazione allenatori del toscanaccio Ulivieri, pronto a legarsi in catene sotto la sede di Via Allegri quando gli interessavano i patentini. Oggi silente di fronte ad allenatori professionisti senza due squadre in serie B.
Non vorrei che fosse in arrivo qualcosa anche per lui.
Vittoria di Balata e Lotito (in rigoroso ordine alfabetico), dicevo.
Hanno vinto loro, altro che storie.
Hanno brigato. Impugnato al Tar. Minacciato ricorsi e fatto assemblee. Tutto per ribadire la loro volontà. Alla fine hanno avuto ragione.
Chiedete alle società di Lega Pro, tipo Catania o Novara o Ternana o Pro Vercelli, che aspettavano da questa estate di essere ripescate, cosa ne pensano di questi tagli. Oppure chiedetelo alla povera Entella …
So già che Ghirelli vorrà obiettare: in fondo, la Lega Pro ha avuto una promozione in più, accontentatevi. Ieri il comunicato della Lega Pro pubblicato sul sito ufficiale lo sbandierava come l’aver portato a casa un grande risultato (Ghirelli, invece, dovrebbe sempre ringraziare la Lega Dilettanti).
Come sarà il regolamento dei play-off è ancora da vedere. Francamente è l’ultimo dei problemi della Lega Pro.
Lì non si è deciso granchè se non di dare una delega a Gravina per modificare l’articolo16 delle Noif in materia di revoca dell’affiliazione.
Il problema è che con i tempi non ci siamo. Qui abbiamo il Pro-Piacenza sospeso e il Matera che gioca con i residui della Berretti e non fa le trasferte lunghe (con una trentina di punti di penalizzazione ed un ulteriore deferimento fresco fresco).
Andavano sospese tutte le partite anche del Matera e buonanotte. Invece ci penseranno i Tribunali fallimentari a far decidere la resa.
Ma che Torneo è ?
E’ una polveriera pronta ad esplodere.
Se falliscono Pro-Piacenza e Matera e vengono escluse la Lucchese, il Cuneo e quei gironi rimangono monchi, come si stabiliscono retrocessioni e promozioni?
Non vorrei che una società condannata alla retrocessione impugni la regolarità del torneo. Sarebbe veramente difficile dargli torto.
Bisogna quindi metterci mani subito. Convocando una bella assemblea di Lega. In modo da chiarire subito un regolamento (da approvare in corso di campionato) da sottoporre al prossimo Consiglio Federale. Tale da garantire un minimo di trasparenza e regolarità. Sbaglio? No che non sbaglio!
Ribadisco, meno gite fuori porta e più scelte tecniche. Dai Francesco, cerca di alzare il livello….
Del resto un’altra decisione di ieri riguarda una sorta di golden share in favore delle Leghe. Così l’ha definita Gravina (in realtà la golden share è un potere dello stato centrale sulle azioni e quindi la definizione è sbagliata, ma pazienza, Gravina mica viene dal settore bancario o imprenditoriale).
In sintesi, comunque, qui si dice che ciascuna Lega, entro il 31 Dicembre di ciascun anno, puo’ decidere autonomamente il proprio format. In accordo con le altre Leghe.
Accidenti, che botta. Balata-Lotito docet quindi.
Al riguardo i dubbi sono enormi, se non insormontabili sul rispetto dello Statuto Federale. Statuto che come noto, fra le funzioni della Federcalcio, prevede all’articolo 3 numero 1 lettera g):  “la determinazione dell’ordinamento e delle formule dei campionati d’intesa con le Leghe interessate, sentite le componenti tecniche”.
Si cambia lo Statuto federale (ci vorrebbe una assemblea). Si delegano funzioni proprie. Si scavalcano le componenti tecniche.
Qui mi sembra di sentire Lotito. Non un garante delle norme e delle regole come dovrebbe essere il Presidente Federale. Perdonami Gabriele se ritengo che i legali della Federazione ti faranno fare una retromarcia rapida. Altrettanto sul razzismo negli stadi e l’interruzione delle partite, sicuro che Giorgetti e Salvini non vogliano dire la loro?

Ma poi, al di là dei tecnicismi e il rispetto delle norme, in questo modo la povera Federazione si svuota ancora di più e tutta la “macchina federale” sembra diventare del tutto inutile.
Riassumendo. La Serie A è una repubblica autonoma. La Serie B è Lotito/Balata dipendente. La Lega Pro è un fantasma che cammina.
La Federazione, a mio modesto parere, deve essere guida ed esempio. Basta delegare. Lavorare e pedalare, quindi, Gabriele (ricordi quella biciclettina?) Grazie….

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