FEDERCALCIO, LA STORIA UMILIANTE DI UN PATTO STRACCIATO

Un vecchio motto latino recitava “pacta sunt servanda”: bisogna rispettare i patti.

Gabriele Gravina, numero uno della Federcalcio dal 22 Ottobre 2018, laureato in Giurisprudenza, persona a cui non manca la cultura (è stato anche docente universitario), imprenditore di lungo corso, dovrebbe ben saperlo.

La parola data va rispettata e i patti soprattutto se sono scritti vanno osservati.

Al tempo in cui dopo una disastrosa stagione commissariale, conseguente all’impossibilità di eleggere un nuovo presidente federale (dopo la debacle di Carlo Tavecchio), venne eletto presidente della Federcalcio, voci mai smentite affermarono che la sua elezione fu agevolata. Resa addirittura possibile, da un gentlement agreement con l’altro candidato allo scranno di via Allegri. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti (ora come allora) Cosimo Sibilia.

Secondo i rumors (già da allora), Gravina avrebbe avuto il via libera in cambio della rinuncia a candidarsi al secondo mandato. Il tutto per ricompensare Sibilia del ritiro dalla competizione. Per  permettergli di candidarsi con l’intento di subentragli.

Il 12 Gennaio scorso, incassata la designazione della stragrande maggioranza dei comitati regionali. Tranne la Lombardia, che ha eletto Tavecchio (nel corso di una contestata votazione). Il buon Carlo non si è ancora pronunciato ufficialmente, ma pare voglia sostenere Gravina. Dicevo di Cosimo Sibilia che ha presentato la propria candidatura a presidente federale.

Proprio pochi giorni prima, lo stesso percorso era stata intrapreso da Gabriele Gravina. La sua candidatura, come dallo stesso annunciato, è appoggiata dalle tre leghe professionistiche e da Aiac e Aic.

Apriti cielo!

Stando così le cose, il cammino di Gravina verso la rielezione sembra un viaggio in carrozza. Per l’appunto ecco che Sibilia ha tirato fuori la questione del patto. Sottolineando, di fatto, la scorrettezza dell’avversario. Qualcuno (Ulivieri) ha abbozzato, sostenendo che la natura  di quel patto è quella di un fatto privato. Senza alcun vincolo vero al prestarvi fede. Renzino (nello stile consolidato nel sistema calcio) ha pensato bene di tutelare il suo fondo schiena, salvo poi, in seconda battuta, correggere il tiro.

In ogni caso la replica di Sibilia non si è fatta attendere.

All’Ansa ha replicato a Uliveri, sostenendo che “un accordo di staffetta per la presidenza della Figc tra il sottoscritto e Gabriele Gravina non è un fatto privato, ma è un documento in cui veniva stabilito un percorso comune. Lo stesso Ulivieri, oggi, non ha smentito l’esistenza di un accordo, che peraltro lui stesso ha sottoscritto assieme a Nicchi e che ha visto quale garante l’ex presidente federale Giancarlo Abete”.

Touchè!.

Sarebbe interessante a questo punto conoscere l’opinione riguardo al caso dello stesso Giancarlo Abete. Il garante, appunto, della questione. Sarà inevitabile che Sibilia tiri fuori e mostri questo documento (lo farà direttamente in assemblea il 22 Febbraio?) non fosse altro che per dar forza alla sua posizione. Per pretendere, perché no, pubbliche spiegazioni dal suo competitor.

Gabriele Gravina rischia di apparire come spergiuro di fronte all’opinione pubblica.

Va da sé che la cosa lascia perplessi. E molto.  Molti addetti ai lavori ancora se le ricordano le promesse di Gravina ad ogni “campagna elettorale” che lo ha visto protagonista. Fosse per la presidenza di Lega Pro o per quella federale.

Diciamo che i marinai, al confronto, appaiono uomini di parola.

Mi domando però come sia possibile che un soggetto, di così alto profilo, possa pensare di disfarsi impunemente dell’impegno preso. Alla maniera di un qualsiasi mercante di piazza. Come colui che cambia i prezzi a seconda del momento e della sua convenienza. Non dovrebbe essere questo, certamente, il modus operandi (e vivendi) di una persona che è Vice Presidente e membro del Comitato Esecutivo della Banca di Credito Cooperativo di Roma (dal 2015). Socio della Fondazione Carispaq della Provincia di L’Aquila (dal 2007). Membro del Consiglio di Amministrazione e Presidente comitato locale Banca di Credito Cooperativo di Roma (dal 2006).

Un uomo che In precedenza ha ricoperto incarichi in diversi settori produttivi.

Presidente del Collegio Liquidatori del Consorzio Sviluppo Industriale Val Pescara (2015). Membro del Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila (1997/99). Consulente per le strategie aziendali della Banca di Credito Cooperativo Parco Nazionale d’Abruzzo di Civitella Alfedena (1996), imprenditore. Presidente del Cda e Amministratore delegato di società operanti nel settore economico e finanziario (dal 1978).

Per non parlare della sua intensa attività universitaria. Corredata di pubblicazioni. Del fatto di essere un Commendatore della Repubblica. 

Vedremo come andrà a finire.

Di certo ci aspettano settimane che si annunciano dense di tensioni e di colpi di scena. Cosimo Sibilia pare deciso ad andare fino in fondo. A proposito di chi è destinato ad andare “in fondo” (cioè a sprofondare), lasciatemi fare un’ultima considerazione sulla ormai inevitabilmente scassata Lega Pro.

Scriveva il grande Leonardo Sciascia, di cui è stato celebrato in questi giorni il centenario dalla nascita. “Uno scopre le tresche che gli fanno in casa, fa un macello: non è cornuto nato, ma se fa finta di niente, o con le corna si dà pace: e allora è nato cornuto”.

Da Il giorno della civetta” all’assemblea di Lega Pro il passo è breve.

Mi vogliano allora perdonare, intellettuali e letterati, se adeguo la citazione di un tale capolavoro ad un contesto tanto meschino. I presidenti hanno passato i mesi a lamentarsi di Ghirelli. Dei suoi pasticci. Delle sue promesse mancate. Della situazione che così non va ecc. ecc. ecc… Ed al momento buono?

Al momento buono il nulla!

Quando potevano scegliere di cambiare in meglio, anziché darsi da fare per trovare un candidato all’altezza, o votare scheda bianca. Visto che il competitor di Ghirelli aveva presentato un programma di barzellette (infatti ha racimolato solo tre miseri voti), si sono accontentati delle spiegazioni.

Alla maniera dei mariti che vogliono credere alle loro mogli. Si, alle loro mogli. Quando, birichine, affermano di trascorrere così tanto tempo dalle amiche o … dal parrucchiere.

A tal guisa i presidenti di Lega Pro hanno approvato il bilancio e votato ancora Ghirelli.

Qualcuno magari, uscendo, si sarà pure grattato la fronte. Seppure sorridendo. Come diceva il Ricciotto,  “Chi se gratta la fronte c’ha le corna pronte! “.

E così sia. Con buona pace di tutti.