Etica & Calcio, un bel connubio ai tempi che furono.

Sono passati tanti o pochi anni, a seconda dei punti di vista….dal momento in cui la parola etica non solo è stata cancellata dal gioioso mondo pallonaro, ma pure esclusa dalla vita di tutti i giorni. In primis dalla politica.

Ma qual è il significato più semplice di queste poche lettere dell’alfabeto italiano, che una volta regolavano azioni e reazioni, valori e non valori degli essere umani??
Da uno dei tanti dizionari si evince che….. “l’etica è la ricerca di ciò che è bene per l’uomo, di ciò che è giusto fare o non fare. Morale? Il modo di comportarsi in base a ciò che ciascuno ritiene sia la cosa più giusta professionale. Coscienziosità, scrupolosità nel lavoro unite, in alcune professioni, alla riservatezza deontologica”.
Per farla breve: l’Etica è un elemento oggi praticamente volatilizzato nell’aria. Guardiamo il calcio….e facciamo qualche esempio.
Per etica un presidente del Coni (Malagò) mezzo “seviziato” dallo stesso consiglio che presiede, avrebbe dovuto, in coscienza, il giorno dopo il fattaccio rassegnare le dimissioni.
Così non è stato.
Proseguendo. Tutti quei personaggi che nel corso della defunta estate hanno cambiato “at personam” e per interessi vari, le regole del mondo calcistico…..senza passare dai legislatori che avevano studiato e quindi messo assieme leggi, orientamenti e ordinamenti precisi.
Infischiandosene di tutto e tutti.

Per fortuna i campionati al momento sono partiti, in qualche caso … ripartiti.
Tutto o quasi e con beneficio di inventario. A meno di altri improbabili ricorsi che spingano a nuovi stop e rinvii. In quel caso sarà necessario un intervento divino di Babbo Natale, per portare avanti la martoriata stagione 2018/2019.
Ma oltre alla mancanza di regole, alla scomparsa di valori e persone moralmente corrette, una volta tanto voglio puntare l’obiettivo pure su una moda che nel calcio, specialmente negli ultimi 10 anni, ha preso piede. Rapida e veloce.
La malattia, un virus incurabile per ora, si chiama “mancanza del rispetto dei ruoli”. Cosa vuol dire nel linguaggio di un cronista ormai vetusto e anziano come me???
Significa che sono stufo, ma veramente stanco, di sentire allenatori, in ogni categoria, che anche per pochi minuti, prendono il posto dei giornalisti e fanno loro domande (con all’interno insulti al povero malcapitato che diventa solo un asta reggi microfono). Presidenti che pontificano a destra ed a manca, elargendosi maestri di una “sacraparabola” maturata a pranzo, tra un bicchiare e l’altro, prima di una qualsivoglia partita.


Infine calciatori, procuratori e direttori sportivi. Esempio che non fa una piega. Raiola, che da del “bollito” a Sacchi, è solo la fine di una collana di perle raccolte all’interno di un periodo davvero malsano per l’informazione, l’educazione, l’etica e….quindi il rispetto dei ruoli.
Se non facciamo tutti quanti un passo indietro, verso un mesto ritorno al bon-ton, finiremo per vedere persone che in un dopo partita, di un evento (con la scusa della trance agonistica ancora da smaltire), ci metteranno le mani in faccia alla prima domanda storta che non piace. Il viaggio senza ritorno cari amici è iniziato. Dalle regole, un tempo, partivano le radici della vita, le persone si univano per raggiungere e cogliere insieme gli obiettivi.
Oggi accade l’esatto contrario.
Il calcio è l’esempio quotidiano di uno sport che dovrebbe educare i giovani al rispetto ed alla battaglia sul campo per vincere 11 contro 11. Invece sul rettangolo verde, specialmente in terreni di gioco dei settori giovanili, i primi a dare il cattivo esempio sono i genitori di quei ragazzini che stanno mostrando le prime arti della disciplina pedatoria. Su quelle tribune, sempre da addetto ai lavori, ho sentito e visto di tutto…..comprese le ormai ultra citate “mani in faccia” tra genitori di opposte fazioni….con i figli, in campo, allibiti a commiserare le “gesta” (si fa per dire) di chi li ha messi al mondo.

Forse oggi, con queste poche righe, vi ho di colpo catapultati fuori dal cassetto dei bei sogni che faccio di solito e scrivo per voi. Ma credetemi, il “modus operandi” al quale abbiamo avviato la nostra società fallimentare non salva nulla e nessuno. Almeno noi che facciamo questo lavoro, cerchiamo ogni tanto di riflettere e darci un tantino da fare per cambiare le cose, il “mondo marcio” all’interno del quale siamo immersi dopo esserci caduti dentro. Non voglio fare il moralista ad oltranza, ma in queste 50 righe ho evidenziato solo una parte del peggio visto e sentito……Aiutiamo con lo sport, le persone, ad essere migliori e non peggiori.
Facciamo si che i “graffi” alla cattiva educazione, alla cancellazione provvisoria delle parole etica e valori, possano essere “graffi” che fanno male a chi vuole ancor più rovinare questa malridotta società.

Chiusa con “smile”.
Ho sentito e letto che ai vertici del calcio femminile è stata proposta una bella Signora, diventata famosa nel mondo dello spettacolo, moglie di un vice commissario federale. Quest’ultimo sceglie allenatori di nazionale e fa il commentatore a Sky.
Anche io però ho una mia preferenza, senza bocciare la prima scelta.
E siccome qui tutti parlano e propongono di tutto, dico anche la mia.
Voglio Belen alla testa del calcio femminile. Perchè vi chiederete?
Avrei già il messaggio promo comunicazionale pronto in testa.
Un bel videonature dove la “farfallina” della soubrette vola in cielo (come già visto a Sanremo)… e poi una reclame del tipo….
”Con Belen….vola anche il calcio femminile. ”Cosa dite….si può fare????