ESCLUSIVA, BANDECCHI TRA CALCIO E SOLIDARIETA’: “HO UN DEBITO CON I TERNANI, VOGLIO SALDARLO”

    L’appuntamento, ovviamente telefonico, vista la situazione generale è per mezzogiorno. Puntuale al terzo squillo del telefono Stefano Bandecchi risponde. “Con questa situazione i tempi di lavoro si sono un po’ dilatati. Certo, sto chiuso qui nella sede dell’Università Niccolò Cusano a dire cosa si deve fare, a verificare che tutto funzioni. Però è un parte del mio lavoro, l’altra, quella che mi vuole in giro per l’Italia e per il mondo – ha aziende anche in Spagna, Inghilterra, Francia e Cina – l’ho rimandata a tempi migliori. Ce ne saranno, non so quando ma spero presto”.

    Logico che il discorso scivoli subito sull’attualità, su questo maledetto Covid-19 che sta flagellando l’Italia e il mondo. “C’è chi l’ha affrontato subito con la massima attenzione e chi ha perso un po’ di tempo. Ora mi sembra che un po’ tutti abbiano capito quanto infido sia questo virus”.
    Tanto pericoloso da mietere migliaia di vite umane: un flagello, un richiamo per tanti uomini di buona volontà. Per i volontari, per chi è costretto, per chi sta mettendo mano al portafogli. Un po’ come il nostro interlocutore che prima a Roma poi a Terni ha fatto conoscere la propria solidarietà.
    Bandecchi quasi si schernisce, ma poi esprime un concetto chiarissimo: “Se vogliamo che il denaro valga qualcosa anche tra cinque o sei mesi allora chi ce l’ha deve metterlo a disposizione. C’è bisogno di tante cose, attrezzature sanitarie in primis e allora è giusto che chi più ha metta in campo il suo avere perché questo è il momento di aiutare il prossimo e se stessi”.

    Poi amplia il ragionamento e chiama in causa tanti altri che sono nella sua stessa condizione: i presidenti delle squadre di calcio.
    “Ci fanno sentire importanti e alla fine ci crediamo pure noi. Diventiamo delle personalità per la città nel momento in cui prendiamo ad occuparci della squadra di calcio. E allora qual è il modo migliore per dimostrare di valere quel titolo se non mettendosi a disposizione della comunità nel momento del bisogno? Io mi sto comportando di conseguenza. Niente di più. E sapere che i ternani apprezzano il mio impegno mi inorgoglisce. E mi da grande soddisfazione vedendo che i giocatori e altri personaggi che ruotano intorno alla Ternana mi seguono. Senza parlare poi dei tifosi che in migliaia hanno inviato mail per rinunciare al rimborso degli abbonamenti”.

    Una scelta quest’ultima quantomeno singolare: abbonamenti pagati 5 o 10 euro, oltre 12mila sottoscritti. Chi poteva pensare di chiedere il rimborso? Ma il gesto atteso è arrivato e Bandecchi ha anticipato (eufemismo) 22mila euro. E siccome aveva promesso di aggiungerne altrettanti nel caso in cui la risposta fosse stata positiva ecco l’assegno di 50mila: i 22 anticipati più altri 28mila dei suoi. Per un totale che sfiora i centomila euro da quanto la pandemia ha stretto d’assedio l’Italia e Terni con essa.
    “Abbiamo acquistato un ecografo particolare, un ventilatore e un ecografo insomma, cose utili per curare chi sta male. Ieri ho chiamato in una mia azienda in Cina, ho chiesto di avere un po’ di mascherine perché qui ce n’è bisogno. Spero arrivino in fretta”.

    Giornate comunque convulse, stressanti, che ti riempiono la testa anche di cattivi pensieri, che lasciano il calcio in disparte, in un angolo, quasi dimenticato.
    “Ma il calcio è parte della nostra vita anche se a volte sembra vivere in un altro pianeta”. A Bandecchi non è piaciuto l’atteggiamento tenuto dal calcio nei confronti del virus che avanzava.
    “Quando ho detto basta, facciamoli smettere, è una follia far giocare in queste condizioni, mi hanno preso per pazzo. Poi, dopo qualche figuraccia e più di una scelta oggi parsa a tutti sbagliata, il calcio ha cambiato atteggiamento. In ritardo perché con la salute non si scherza. Ma dico io, che gusto c’è a giocare senza pubblico, a star lì con il pensiero che poi, il giorno dopo può succedere qualcosa di brutto, che negli ospedali si sta soffrendo contro un avversario invisibile ma terribile nella sua pericolosità, capace di confondersi in ognuno di noi e propagarsi senza freno”.

    Già, ma il calcio che si è fermato adesso sta facendo i conti dei danni possibili. Uno studio commissionato dalla Lega Pro parla di un possibile danno economico dai 20 agli 84 milioni a seconda di quando e se il campionato riprenderà…
    “C’è poco da far di conto, il danno stante la sosta forzata oscilla tra il 25 e il 30% del bilancio annuale. Una perdita secca per le società alla quale debbono partecipare in egual misura anche i calciatori. Lo spettacolo si ferma, gli artisti non possono essere pagati. Altrimenti più di una società rischierà davvero di affondare”.

    Ma Bandecchi ha una soluzione semplice anche per la ripresa dei campionati. “Se va bene non certo prima del primo giugno. Io prima di quella data non manderò in campo la mia squadra. Ripeto, prima di tutto la salute. Non faremo in tempo a finire il campionato? Pazienza. Si farà come nella formula uno o nel motociclismo che all’interruzione della gara fanno valere la classifica del giro precedente. E allora, per essere chiari, Reggina in serie B e le altre a fare i play off. Perché la Reggina è prima e tra l’altro con pieno merito. Per quale motivo io adesso dovrei mettere in discussione il suo primato? Così dovrebbe farsi in serie B e in A. Insomma, come si dice dalle mie parti, a chi tocca non s’ingrugna”.

    Il discorso scivola inevitabilmente sulla Ternana e allora un Bandecchi ciarliero si ripropone ottimista “perché dopo un bell’inizio c’è stata la flessione. Motivo? L’ho già detto. E’ dovuto soprattutto ad una incomprensione crescente tra il tecnico e il diesse. Due persone che stimo e apprezzo. Allora li ho chiamati entrambi qui all’università. Un confronto lungo e proficuo davanti al sottoscritto, un chiarimento che sono certo farà benissimo alla squadra che ai play off saprà farsi valere. Io ho fiducia ma dovesse andar male ci riproveremo con maggior forza l’anno prossimo perché…” prende fiato, quasi a trovare la forza per tirare fuori un rospo grosso così. “Perché io mi sento in debito con i ternani. Mi brucia la retrocessione in serie C. Ho sbagliato nella scelta delle persone. Poi mi ci sono messo in prima persona e con l’aiuto di Tagliavento ho cercato di rimettere in sesto la barca. Sono fiducioso per questa stagione ma, non dovesse andare come spero, moltiplicherò gli sforzi. I ternani mi piacciono, qualcuno ancora mi manda a fare… però i più mi vogliono bene e io farò di tutto per farmene volere ancora. Debbono capire che io da presidente della Ternana sono dentro la città e voglio adoperarmi per il bene della stessa sia a livello calcistico, con i risultati e con gli impianti per il settore giovanile e spero con lo stadio, sia con le iniziative utili anche in altri settori. Insomma, Bandecchi c’è e ci sarà. Questo debbono capirlo tutti”.

    Ultima curiosità, lo sbarco su Instagram che tanto ha fatto discutere soprattutto per le questioni di calcio giocato.
    “E’ stato un modo per aprire un confronto diretto con i ternani, dare a tutti la possibilità di scrivermi, di confrontarci. Io magari a volte sono stato anche un po’ guascone, altre ho scherzato, in tante altre sono stato molto serio. E’ diventato un mezzo per starci vicini che soprattutto in questo periodo può tornare utile. La solitudine di chi è costretto a starsene chiuso in casa può diventare un problema. E allora, senza voler vestire i panni dello psicologo, per carità, io spero di poter regalare qualche minuto diverso. A cento o dieci persone? Bè, se ce ne fosse uno soltanto che sta lì ad aspettare il mio intervento per poi replicare o solo ascoltare ne sarei felice. Però finita questa brutta storia del virus conto di chiudere tutto e di tornare a parlarci in faccia, come piace a me. Intanto però non dimenticate: state in casa, rispettate le regole perché questo è un avversario che possiamo battere tutti insieme”.

    A proposito, c’è chi sostiene che questa vicenda potrebbe cambiarci…
    “Può darsi che succeda quello che è successo ai nostri nonni usciti dalla guerra. Forse avremo l’atteggiamento che loro hanno avuto negli anni cinquanta, saremo tutti più uniti, più uomini. Meno personalismi più compattezza e solidarietà”.

    Alle 12.48 si chiude. Il resto di un inedito Bandecchi alla prossima occasione.

    Nelle foto: in copertina il presidente della Ternana Stefano Bandecchi, una veduta aerea della sede romana della Università Niccolò Cusano, Paolo Tagliavento, Fabio Gallo e Luca Leone in conferenza stampa

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