ENTELLA SI, ENTELLA NO. Avanti signori, “venghino… venghino”! Il circo continua

Puntata numero 300 della telenovela estiva della giustizia sportiva italiana. Malago’, Fabbricini e Lotito, con la scusa di far partire i campionati, hanno gettato nel caos la serie B e la Lega Pro. Quest’ultima, costretta a rinviare tutte le partite della Virtus Entella sino a data da destinarsi. E ci si sta inoltrando nell’autunno…
L’ultima “perla” è del Collegio di Garanzia dello Sport (ma sta dentro il Coni, al piano di sotto del Megalò (da Dagospia) nazionale). Ha annullato una sentenza della Corte Federale d’Appello della Federcalcio che, il 9 agosto scorso, aveva deciso, con buon senso, che le posizioni di Cesena e Chievo dovessero essere giudicate insieme. Ribadisco: insieme!
Principio logico. Di più. Se faccio un illecito con te, scambiando calciatori e supervalutandoli, è giusto avere un processo unitario.
Ricordiamo che l’Entella, qualora il Cesena fosse stato penalizzato nella stagione 2017/2018 si sarebbe salvato. Mentre sul campo era retrocesso in Lega Pro. Spingeva, di conseguenza, per una condanna dei romagnoli. In modo tale da poter recuperare, nei Tribunali, quello perso sul campo….
Ma qui, il risultato sportivo pare non interessare più molto. Fra l’altro (nota tecnica suggerita dai miei consulenti legali) nei procedimenti sportivi l’intervento di terzi è previsto solo per gli illeciti sportivi. Non per quelli amministrativi.


In questa estate pazza, anche i più elementari principi di diritto processuale sportivo sono finiti nella pattumiera, asserviti a giochi di potere e interessi politici.
Ma ritornando all’Entella, il Collegio di Garanzia, con decisione a dir poco inaspettata e sorprendente, ha deciso che il Cesena, non essendo più affiliato (in quanto fallito) deve essere punito nella stagione scorsa. Cambiando completamente uno dei principi cardine del nostro diritto. Come della logica.
Non è possibile che il 19 Settembre ancora cambi la classifica dello scorso campionato…
Fra l’altro, dettaglio non da poco, l’Entella del patron Gozzi ha già giocato nel suo campionato naturale, quello di Lega Pro.
E forse gli daranno in Serie B anche i tre punti di quella partita.
Stranissima sentenza, che segue un rigetto motivato di un provvedimento cautelare. Il Presidente aveva infatti detto che non c’era la legittimazione e neppure il fumus per agire d’urgenza. Stranamente però da palazzo H esce questa sentenza. Firmata dallo stesso Presidente (Sanino) che aveva detto no. Improvvisamente la legittimazione scende dal cielo e l’Entella ha ragione. Niente liti unificate con il Chievo. Il Cesena (che non esiste più) lo penalizziamo retroattivamente…
A pensar male, si fa peccato ma….. (beato Giulio…)
Non è, per caso, che l’ennesimo caos è stato fomentato dal Malagò? Dopo i disastri combinati in questi mesi (disgraziati) non vuole perdere il potere commissariale della Figc.
Si, perché questa sentenza dell’Entella aggiunge un’altra “perla” alle tante già infilate. La Federcalcio dovrebbe riscrivere la classifica. Poi reintrodurre l’Entella in Serie B e riportare il format da 19 a 20. Infine ricambiare le Noif che aveva già (illegittimamente) cambiato. Venghino al circo signori. Avanti che posto ce n’è ancora tanto.


E ancora…
Tutte le “ripescande” che ancora aspettano i vari Tar e collegi di garanzia (minuscolo). Udienze fissate per il 26 e 28 settembre (fra un po’ è autunno) impugnerebbero il provvedimento, perché si toglie un posto per arrivare ai 22.
E ancora…
Lo sapete, anche se nei giornali se parla poco/nulla, che le 19 “sorelle” della attuale serie B si sono fatte già liquidare (dalla Lega) i diritti televisivi e li hanno già divisi fra di loro?
Chiunque arrivi/arriverà non trova/troverà più niente. Sparito. Diviso! Quindi le 19 dovrebbero (casomai) ritirare fuori/restituire parte di quei proventi….
L’ho già scritto (forse solo io?) lo scopo di Malagò è di mantenere il commissariamento per giustificare le nefandezze compiute. Per mantenere il potere. Per non togliersi di torno.
Rimestiamo allora nel torbido.
Caro presidente Sanino, inventati qualcosa. Smentisci te stesso e cambia la sentenza…
Come la revoca del Tar sul Tar. Qualche autorevole ex dirigente federale (il Direttore Generale Antonello Valentini) ha scoperto che chi ha revocato il provvedimento federale, favorevole al ripristino del format a 22, è parente di un altissimo dirigente della Federcalcio (gulp!) e quindi si sarebbe dovuto astenere.


Ma nel caos attuale ci si sguazza bene.
I “ripescandi” e qualche componente sana della Federazione, hanno invocato l’intervento di Giorgetti. Hanno ricordato/rammentato quello del governo nel 2003. Quando si pose fine al caos del Catania con la legge 280.
Non dimentichiamo però che la Fifa proibisce l’intervento della politica nello Sport. Con sanzioni severissime. Arrivano sino alla sospensione dell’attività internazionale. Anche Giorgetti non può quindi fare molto se non stabilire dei principi che modifichino l’attuale sistema giudiziale.
Dovrebbe ad esempio impedire che la Figc ricorra contro…se stessa.
Quando la Corte Federale d’Appello prende una decisione la Federazione non può impugnarla più al Collegio di Garanzia. Altrimenti quei giudici dovrebbero solamente dimettersi.
Ma qui l’unico che dovrebbe dimettersi, di volata, è l’ambo composto da Fabbricini e Malagò.
Anche se, pensa il sottoscritto, che difficilmente si arriverà a fare le elezioni federali prima del prossimo anno. Che almeno si nomini in Federcalcio un commissario del mestiere.
Una pia illusione? D’accordo, ma almeno ci ho provato. A dirlo.
Altrimenti. Avanti signori, venghino-venghino al circo degli obbrobri!

Si accomodino, avanti c’è posto. Lo spettacolo continua …

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