E SI FINSERO FELICI E CONTENTI

    Difficile per i Graffi, non “vedere” quello che sta accadendo nel nostro bistrattato calcio.

    Certo, la situazione è difficile per tutti, ma l’analisi sui personaggi è talmente sconfortante che non si riesce a vedere luce.

    La Federcalcio, in mano al “Gabri” nazionale è al collasso più totale. Ora, faticosamente, sono in programma, nuovamente, le partite della Nazionale. Potrebbero dare una parvenza di normalità e forse qualche incasso televisivo e di sponsor, vista l’enorme macchina di dirigenti che può schierare la Federazione nel settore marketing. Tutto a “botte” di diecimila euro al mese per ciascun componente.

    Ma il problema non è la pandemia. Non è colpa di nessuno. Certamente non di Gravina. Il problema è saper affrontare le questioni. Essere capaci. Risolvere. Mantenere la parola data. Rispettare i programmi.

    E qui,  allora, il quadro è desolante.

    Non voglio ripercorrere i programmi elettorali. Gli “amici” piazzati. I discorsi e le promesse perse nel vento.

    E non parlo, caro “Gabri” della pandemia. A Firenze, dopo la caduta del moloch Macalli, che per anni avevi contrastato, ci si aspettava un segno. Qualcosa di nuovo.

    Tutta fuffa.

    Niente seconde squadre, un progetto che ha partorito una sola squadra partecipante. Niente soldi, niente riforme, ma il solito sistema delle promesse eterne. Via gli impiegati antipatici e l’unica novità è rappresentata da questa fanciulla, senza arte né parte, né un minimo di esperienza. Che dire, un po’ di competenza in materia sportiva. Assolutamente nulla, a parte il chiamarti”Gabri”. Indice di una confidenza un po’ impropria. Vista la differenza di età trentennale….. Questa avvocatessa Faggi, che imperversava negli uffici forte, evidentemente, di una “copertura” fornita dal Presidente.

    Ma la riforma della Lega Pro? Gli abbiamo cambiato nome, ora si richiama Serie c (per me minuscolo). Una svolta epocale, per me sbagliata. Anche dal punto di vista della comunicazione. Perché ribadisce che si tratta della terza serie…

    E gli sponsor che avresti dovuto portare in Lega e che sbandieravi nell’era Macalli? Parlo di cose precise e circostanziate. Come sono solito fare ai Graffi.

    La compagna di Gravina (che pazienza e sopportazione) Francisca Ibarra è la sorella di Maximo Ibarra, Amministratore Delegato della Wind. Gabri ci martellava millantando sponsorizzazioni milionarie. Appena eletto, dopo il commissariamento, si aspettava finalmente che tenesse fede alla parola data. Sponsorizzazioni, riforme. La svolta dopo l’era Macalli, ora ci penso io….

    Risultato? : zero. Zero carbonella. Come dicono dalle mie parti.

    Vi risparmio di ripassare il programma elettorale o le infinite interviste….

    Poi per quasi due anni è stato dimissionario (per motivi personali, diceva) senza però mai mollare l’osso, ovviamente.

    E infine la svolta epocale con l’elezione in Federazione. “Per mancanza di prove” dico io. Infilandosi in una prova di forza fra candidati veri. Ma opposti. Da qui l’accordo con il deputato Cosimo Sibilia. Presidentissimo della Lega Nazionale Dilettanti. Stai due anni e poi staffetta.

    Andava bene anche agli altri. Piuttosto che un nuovo commissariamento, si son rassegnati. Mettiamoci questo, poi si vedrà. Ma l’uomo era lo stesso del nulla in Lega Pro. Delle promesse e dei proclami. Seguiti però da pochi fatti e tante chiacchiere.

    E così è stato anche in Federazione. Ma che pretendete, di cavare il sangue da una rapa?

    E così ecco i tavoli delle riforme (si buonanotte). Il “prelievo” della nota ragazza, avvocato Faggi,  da Firenze a Roma. Collocata in Federazione come risk manager. Un ruolo, un programma.

    E la parola data a Sibilia, in vista delle prossime elezioni? Ma no. Non è vero. Cosa avete capito. Io sono Gabri, c’è la pandemia, devo resistere. Niente riforme dei format. Niente revisione dei pesi elettorali in assemblea elettiva. Qui lo scopo è solo uno. Resistere, resistere, resistere.

    Anzi, fingere, mentire. La parola data non conta niente.

    Ancora peggio, se possibile, il vecchietto di Gubbio.

    Perché questo ci propina pure l’etica, oltre alla fuffa. I valori. La trasparenza. Si, un campione mondiale nell’arte dell’apparire e di nascondere ciò che è veramente. Questo martellamento sull’etica. Sui valori. Sui giovani. Sui campanili e i pulmini. Ammantando di purezza la sua figura. Francamente ha stufato.

    L’uomo è di tutt’altra pasta.

    Non voglio ripartire da calciopoli. Visto che sul piano penale, grazie all’affiancamento con la figura di Franco Carraro (tutt’altra levatura), se l’è cavata senza andare a processo.

    Ma sul piano etico, lasciamo perdere Francè. Basterebbe riascoltare la telefonata con Cellino, allora presidente del Cagliari che chiede a lui spiegazioni sul perché gli hanno cambiato l’arbitro.

    E’ l’11 Dicembre 2004 ore 17.07 e Cellino si accorge che, per la partita dell’indomani con la Reggina, non dirigerà piu’ Rosetti, ma il “noto” arbitro Massimo De Santis. Poi radiato quando esplode lo scandalo.

    Cellino sa bene che De Santis è un uomo legato alla Gea ed a Moggi e quindi che fa? Chiama Ghirelli e lo copre di improperi e parolacce. (la registrazione è a disposizione dei lettori, si sa come lavorano i Graffi).

    Ma è normale tutto questo? Che un Presidente chiami l’allora segretario federale per lamentarsi di un arbitro perché sa che è amico di Moggi? E il grande “dirigente” federale che fa? Avrà risposto,  che deve avere fiducia, che gli arbitri sono imparziali e sorteggiati. Quindi tutto trasparente….

    No. Ghirelli, invece, non smentisce proprio niente (ma allora sa tutto di quello che succede con gli arbitri) e chiama subito il designatore Pairetto (altra anomalia) e, ridendo alla grande, gli racconta della telefonata preoccupata di Cellino. Lo prega di chiamarlo per farlo stare buono. Gli fornisce il numero di telefono che il designatore non ha (evidentemente non faceva parte del sistema), per tranquillizzarlo….

    Complimenti Francè proprio un bell’intervento istituzionale. Soprattutto etico.

    Per la cronaca il Cagliari il giorno dopo perde la partita. Con tanto di espulsioni contro. Rigori non dati….. E il povero Cellino dopo rimarca che la Gea di Moggi ha tutti giocatori della Reggina nelle proprie fila.

    Insomma poi nel 2006 è scoppiata Calciopoli. E’ inutile tornarci sopra. Squalifiche. Scudetti revocati e radiazioni. Oltre che al commissariamento della Federcalcio.

    E allora il nostro paladino dell’etica, scampato ai processi penali e sportivi che fa? Avrà avuto il buon gusto di dimettersi. Perché le sentenze si rispettano, per carità! Solo sentire quella telefonata, le risate, Bergamo e il povero Cellino che arranca, dietro un sistema corrotto, mi ha rimesso i brividi.

    La tanto sbandierata etica avrebbe imposto semplici e necessarie dimissioni. Come ha fatto il Presidente Carraro del resto.

    Delle due l’una. O non sapevi niente e allora dormivi. Oppure sapevi tutto (da qui la risata alle spalle di Cellino). Allora almeno il buon gusto di ritirarti in buon ordine.

    Niente da fare. Mi sa che il principio portante del nostro vecchietto (qui sotto nella foto) è proprio un altro. Si siamo alle solite, è il vil denaro…..Il nostro non solo non si dimette, ma “resiste” all’interno della Federazione. Si autoricava ruoli. Impartisce disposizioni…. Alla fine, per liberarsene, la Federcalcio gli eroga una piccola buonauscita : 213.366,07 spiccioli. Si dico duecentotredicimilatrecentosessantasei euro!

    Si avete capito bene. Pure i soldi sopra ha voluto per togliere il disturbo.

    Poi dopo una lunga pausa. Costellata comunque da importanti lavori. Vere o finte consulenze e amicizie. Federazione Medico Sportiva del prodigo amico Maurizio Casasco  o Pallavolo che dir si voglia. Nel 2010  avviene il miracolo.

    Mario Macalli, il tempestoso presidente della Lega Pro, decide di dare una scossa alla terza serie. Evidentemente, ritenendolo ancora capace nell’ambito calcistico, lo fa rientrare nel mondo del pallone come Direttore Generale. Il nostro quindi si riaffaccia in tutti gli ambiti sportivi che contano, Rimette piede a Via Allegri e nel palazzo.

    Una bella fortuna per il vecchietto di Gubbio.

    Dopo un contratto a tempo determinato, il nostro eroe nel Dicembre del 2013 si fa assumere a tempo indeterminato. Come sia andata a finire è noto. Grandi litigi con il grande vecchio Macalli  e guerra totale.

    Anche qui che avrà fatto il nostro Ghirelli, si sarà fatto da parte? Grazie lo  stesso Macalli, ma non possiamo lavorare insieme,  mi ritiro in buon ordine.

    Si buonanotte! Il nostro, sostenitore dell’etica, impugna il licenziamento. Chiede di essere reintegrato. Vuole soldi. Risarcimenti. Altro che riconoscenza cristiana (note le sue aderenze con il Vaticano, ovunque vada organizza partitelle sul selciato di Piazza San Pietro e incontri col Papa, mi sa che non lo conoscono bene).

    Insomma anche qui la storia si conclude con un accordo. Vediamo un po’:

    -102.294 euro per risarcimento danni;

    –  96.700 euro retribuzioni arretrate;

    –    9.700 euro per ritenute, totale oltre 208.000 euro. E grazie tante  a Macalli e alla Lega Pro.

    Insomma con le istituzioni sportive fra Federazione e Lega il vecchietto si è pappato oltre 400.000 euro. Alla salute!

    Poi, dopo le pluriannunciate dimissioni di Gravina, Gabri se ne va. Ghirelli diventa il nuovo presidente della Lega Pro, anzi serie c. Il peggiore della storia della Lega. Anche peggio di Gravina, se possibile.

    E qui ricomincia la solfa della morale, dell’etica e di pulmini e dei valori.

    Beato chi ci crede.

    Il pensionato della Regione Umbria. Pensionato anche della Lega Pro, visto che si era fatto assumere a tempo indeterminato. In deroga allo statuto si fa determinare un compenso per la carica (pure).

    Di questa delibera assembleare non c’è traccia e aspetto sempre il testo e l’audio (non si sa mai).

    Non so se un pensionato possa percepire un compenso dallo stesso datore di lavoro. Chiederò ad un legale.

    Quello che non sopporto più sono le menate sull’etica con tanto di comitato. Sui valori. Il papa e questo alone di santità che si è auto attribuito.

    Tutta roba finta.

     

     

     

     

     

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