È ORA DI ANDARE A CASA

Chiedo venia ai miei lettori per l’attacco insolito del mio scritto, ma serve per offrire maggiore trasparenza e chiarezza sugli argomenti che andremo a trattare.

(ANSA) – Chieti, 13 maggio 2019 – “Stiamo lavorando affinché chi inizia un campionato lo deve portare a termine e lo deve disputare nel rispetto delle regole. Questo vale per tutti, ad iniziare dalla prossima scadenza che è quella del 24 giugno (iscrizione ai campionati) e quindi rispetto dei principi fissati. Per questo ci saranno ancora controlli maggiori della Covisoc affinché sia garantita la massima regolarità e trasparenza”. Lo ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina, intervenuto a Chieti alla cerimonia di premiazione della XVII edizione del Premio “Giuseppe Prisco”. Il n.1 del calcio italiano, a poche ore dal verdetto del TFN sul presunto illecito amministrativo del Palermo, ha dichiarato: “Gli organi di giustizia sportiva non dipendono dalla federazione. Sono organismi autonomi e io sono in attesa come tanti di conoscere quella che sarà l’evoluzione di questa partita che non è una partita giocata sul campo ma che avrà riflessi anche sulle aspettative di alcune società e del mondo del calcio”.

Ho voluto riportare le dichiarazioni del “nostro” Gabri, il Presidente della Federcalcio, per mancanza di prove. Per evitare che mi dicano che invento le notizie.
Le dichiarazioni provengono dalla “solita” Regione Abruzzo, centro del mondo federale, oramai, e contengono le solite frasi autocelebrative che oramai non fanno più ridere.
È di questi giorni l’ultima “toppa” infilata da questa Federazione, dopo lo scempio delle impugnative commesse a danno del Cerignola, colpevole di essere arrivata tardi nella sistemazione delle società amiche e che quindi andava esclusa a tutti i costi essendo la numero 61 della lista. Alla faccia del format di 60 stabilito.

Intanto, che ci siano svariate società che non hanno certificazioni dei campi, chissenefrega. Tanto il TAR del Lazio, contro il CONI e la giustizia, hanno stabilito che l’importante è partire.
Che il torneo sia irregolare, fa niente. Alla faccia della tanto sbandierata trasparenza.
Però, il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.

Proprio la Paganese, una delle società amiche, infilata in tutta fretta nel novero delle 60, è stata pizzicata in (presunte) operazioni irregolari.
Da qui l’inevitabile deferimento. Qui sotto pubblico volentieri per i nostri lettori il link che lo identifica.

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A seguito di indagine dell’Agenzia delle Entrate si è scoperto che gli amici di Ghirelli e Gravina non avrebbero versato le ritenute IRPEF e i contributi INPS sino ad Aprile 2019, portando in compensazione un credito d’imposta inesistente…
Ma allora come hanno fatto ad iscriversi al Campionato? Bumdatabum, caro Cerignola, chiedi a Raffaele Trapani come si fa.
Ma allora gli sbandierati controlli COVISOC? (organismo voluto da una legge dello Stato).
Ma Vittorio. Uffa! Quanto sei pignolo.

L’importante è dichiarare ai quattro venti che tutto va bene. Mica la sostanza.
Con le violazioni contestate (ove appurate dal Tribunale Federale Nazionale nella prossima udienza del 5 Ottobre) abbiamo secondo l’articolo 33 comma 4 del Codice di Giustizia sportiva: “almeno due punti per inadempimento”. Alla faccia della regolarità dei campionati.
Ma la COVISOC che controlli ha fatto? Siamo sempre più avvolti nel mistero.
Le “magagne” arrivano sempre da fuori. Da accertamenti esterni. Magistratura penale, Agenzia delle Entrate, ecc.
Vedi il caso del Lecce (gestione Tesoro) che gli accertamenti penali hanno dimostrato aver manipolato la contabilità.
Anche questo è un caso di illecito con penalizzazione. Da tre a quindici punti.
E quando si decideranno al deferimento?
Il Lecce è una società di Serie A, è bene sapere il prima possibile la sanzione.

Poi, tanto per non farci mancare nulla, c’è il caso dell’Avellino la cui proprietà è sotto dichiarazione di fallimento, con tanto di sentenza della Corte d’Appello che ordina di procedere.
Che aspettano Ghirelli e Gravina, il duo delle meraviglie ad agire? Altro mistero!
Del resto, alla faccia della indipendenza della Giustizia della Federazione, ma chi è la coordinatrice degli organi della stessa Giustizia Sportiva?

Ma si, l’amica mia, l’Avvocato Faggi. Quella che mi sono portata da Firenze e che mi chiama Gabri.

A tutto quanto sopra, in relazione all’affaire Cerignola, si aggiungono le recenti esternazioni di Ghirelli, ai microfoni di Raisport, che riporto qui di seguito.

Ghirelli dimostra, una volta di più, di non essere soltanto smemorato. Dimostra, nello specifico, di essere anche “spudorato”. Vuole modificare la realtà dei fatti. Perché il Collegio di Garanzia del Coni aveva dato ragione al Cerignola (ripescandola) e la Lega Pro (con la Federcalcio) si sono opposte ricorrendo al Tar del Lazio, non rispettando affatto (come lui dichiara)  la  decisione della giustizia domestica. Come è vero che lo stesso Tar non ha emesso una sentenza, bensì  ha espresso un parere. Emettendo un’ordinanza nella quale ha dato prevalenza all’inizio dei campionati rispetto al merito della vicenda. Rimandando ogni decisione, nel merito appunto, a una prossima seduta che si terra, pensa tu, il giorno 11 febbraio del 2020.

Ghirelli evidentemente ritiene di parlare a degli incapaci!

Queste le parole dello “spudorato” Ghirelli a Raisport. Giudicate voi.

“Io sono stato zitto nel corso di queste settimane per rispetto della società e noi abbiamo anche rispettato tutte le decisioni dei livelli di giustizia sportiva ed amministrativa. Il TAR alla fine ha dato una sentenza, su un punto importantissimo, l’inderogabilità dei termini che è un pilastro. Mi dispiace che lo stadio al 5 luglio non fosse a posto, auguro al Cerignola di poter arrivare alla C attraverso il prossimo campionato. Credo che da questo punto di vista si apra un campionato a 60 squadre aperto e combattuto. Li sto seguendo in Serie D ed hanno iniziato bene: auguro loro di fare bene. L’esperienza di Cerignola ci ha posto una questione che dobbiamo affrontare, la questione dei campi di erba sintetica. Dobbiamo discuterne in Consiglio Federale: bisogna regolamentare insieme alla questione della COVISOC. Gravina la porterà e noi lo sosterremo”.

Con una sola conclusione. Gravina e Ghirelli, non si possono  più sopportare. Ma Veramente!

Giovannino, pensaci tu per favore.
Mandali a casa.