CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA

E ancora una volta, purtroppo, ero stato facile profeta. Che “il Presidente per mancanza di prove”, Gabriele Gravina (dal diminutivo “Gabri”, per suoi più intimi), non fosse in grado di guidare la Federcalcio, lo sapevano tutti.
Del resto, dopo l’anemica e anonima gestione della Lega Pro, lasciata oggi allo sfascio in balia di un dilettante Segretario e di un latitante presidente (p minuscola), non si potevano aspettare miracoli.
Era il 22 ottobre dello scorso anno. Vista la gravità dell’impasse commissariale Cosimo Sibilia, politico esperto e smaliziato, mandò avanti il nostro “Gabri”. Ben sapendo che, prima o poi, si sarebbe schiantato. Certo non ci si immaginava in una maniera tanto fragorosa. Un esempio di inettitudine davvero rara, anche nel martoriato mondo del calcio.
E così, a pochi mesi dal suo insediamento, l’incapacità gestionale ha già condotto alla fine della Presidenza Gravina.

La situazione, drammatica, del calcio italiano è, palesemente, sotto gli occhi di tutti.
Siamo ritornati al punto zero. Campionati farsa. Riforme nessuna. I Tribunali che fanno le classifiche. Balata e la serie B, con il beneplacito di Lotito, che cambiano le regole in corsa. Anzi alla fine dei tornei. Per sorreggere qualcuno e togliere le castagne dal fuoco a qualcun altro.
Non so da dove partire.
La Guardia di Finanza ha fatto “visita”, mercoledì scorso, a Via Campania. In Procura Federale. Gestita da questo Dottor Pecoraro (sicuramente inopportuna la sua mossa di mostrarsi in compagnia di Lotito all’Olimpico, per la finale di Coppa Italia), non tanto per prendere documenti del vituperato Chievo, quanto per verificare come sia stato possibile un tale livello di inefficienza e ritardi di questo Ufficio cui sono demandati compiti tanto delicati.
Come ben rilevato da Vendemiale, sul “Fatto Quotidiano”, la società di Campedelli si era salvata proprio per la mancata convocazione del suo Presidente, mandando in fumo mesi di indagine e costringendo ad un processo-bis per l’inettitudine dell’ufficio.
Ma la sfilza delle inefficienze, figlie di questa sgangherata Federcalcio “graviniana”, è infinita.
La devastante sentenza del Palermo. Concorrente per la Serie A si è trovato retrocesso all’ultimo posto della classifica di Serie B e quindi in Lega Pro. La sentenza è tutta basata sulle nefandezze del suo Presidente Zamparini (che per tre anni ha truccato i bilanci societari per ottenere senza averne diritto il rilascio della Licenza Nazionale). Zamparini però non può essere condannato. Troppi gli svarioni di notifiche e la mancanza di termini a difesa (complimenti Pecoraro).

E l’Inter? Si è salvata dagli strali del Giudice Sportivo, sui cori discriminatori, perché la relazione della Procura non è giunta in tempo.
Nell’era di internet tale circostanza fa cadere le braccia.
Ma oramai la Procura delle Repubblica ha messo piede in quella federale e, cari amici, ne vedremo a breve delle belle.
Sarà una bella catena. Dalla Procura Federale si andrà a vedere a quello che succede in Covisoc e poi a Via Allegri.
E’ vero che i controlli sulle federazioni spetterebbero al Coni che propone il commissariamento, ma nell’attuale guerra fra Giorgetti e Malagò, con l’istituzione della nuova società Sport e Salute spa presieduta da Rocco Sabelli (non un quisque de populo), non è ancora chiaro chi si debba muovere.
Ma tanto è tutto così, Procura Federale, Federcalcio, Covisoc (ma che controlli fanno?).Una macchina che costa tre milioni di euro all’anno (gulp!) e che non è in grado di garantire una giustizia celere ed efficace.
Il deferimento del Palermo arriva alla fine del Campionato ?
Incredibile.
Ma se sono tre anni che ottengono falsamente l’iscrizione, disponete all’inizio dell’anno ispezioni e verifiche. Agite di conseguenza. Non a maggio inoltrato, dopo aver disputato tutta la regolar season.
Porto un altro esempio. Tutti noi sapevamo della situazione del Cesena, ma c’è voluto il mancato accordo con il fisco per farla fallire…
E del Genoa, che questo sito ha denunziato da mesi, perché non si parla? Ora i tifosi, inferociti, hanno costretto a nominare un advisor per la vendita.
L’impressione è che chiunque si avvicini e conosca davvero quei conti dei rosanero siciliani non rimanga che fuggire. Del resto lo hanno fatto tutti. I personaggi, veri o falsi, che si sono avvicendati alla corte di Zamparini sono scappati, tutti, a gambe levate.
E la Sampdoria? Le società romane di questo strano personaggio detto “il Viperetta” sono piene di pignoramenti.
Insomma, come al solito, il problema nasce dalla testa e dall’incapacità gestionale.
Dalla acquisita mancanza di credibilità.
Dopo la decisione sul Palermo, solo di primo grado, arrivata comunque, come anzidetto, fuori tempo massimo, su questa povera e triste Federcalcio si è avventato lui il Magno Claudio, come lo chiama Dagospia ed ha tuonato.
Visto che il Palermo è collocato all’ultimo posto in classifica, basta. I play-out non si fanno più.
Cambiamo i regolamenti, le Noif e i comunicati ufficiali della Federazione.
Ci pensa il Consiglio di Lega della Serie B a dettare le norme.
Ma si tratta di norme contenute nelle Noif. Dei regolamenti emanati dalla Federcalcio e stabiliti all’unanimità dal Consiglio Federale.
Ma che ce frega, io so’ Claudio e voi non siete un c….. Niente play-out.
Intorno a quella decisione ruotano e si alimentano una serie di dubbi inerenti la sua validità ed alla convenienza. Nessuno però si è opposto in maniera decisa. Determinata. Tantomeno il presidente (p minuscola) Gravina.
E poi, si badi bene, la decisione del Tribunale Federale Nazionale sul Palermo è stata assunta con il C.U.63/TFN ai sensi dell’art.18 lett.h), retrocessione all’ultimo posto in classifica, e non lettera i) esclusione dal campionato di competenza.
Solo in questo caso la decisione di Balata e del suo direttivo poteva forse reggere, essendo stato modificato il format.
Con la retrocessione del Palermo, l’ultima classificata va in serie c (minuscolo). I play-out andavano regolarmente disputati.
Ovvie, feroci, incontenibili le reazioni.
Unica voce fuori dal coro il Senatore della Repubblica Adriano Galliani (averlo come Presidente Federale). Ha proposto una interrogazione parlamentare, sul comportamento tenuto dalla Lega di B, molto chiara :
“Modificare le regole a torneo concluso è a parere degli interroganti di una gravità inaudita e senza precedente.
Giova ricordare oltretutto che la Lega di B nell’estate 2018 ha lasciato trascorrere quasi un mese prima di decidere con quante squadre dovesse disputarsi la Serie B. Oggi, invece, ha impiegato appena qualche ora per stracciare le regole ed annullare i Play-out”.
Bè non male per “cantarle”, soprattutto a Gravina.
Dai “Gabri”, allora. Il 16 c’è Consiglio Federale, revoca d’imperio il provvedimento della Lega. Ristabilisci la legalità. E magari commissaria questa serie B. Fatti sentire e fai vedere chi sei.
Basta chiacchiere tipo Ghirelli, sui valori e le regole. E’ arrivato il momento di farle rispettare.
Il 16 maggio è trascorso, come il Consiglio Federale. Risultato?
Zero assoluto.
Anzi peggio, Gravina si è fatto venire un dubbio interpretativo (che coraggio) e che fa? Non decide nulla, sport nel quale è maestro. Manda al Collegio di Garanzia del Coni una richiesta di parere interpretativo…
Ma andate a casa. Te e chi ti ci ha messo.
C’è poco da interpretare qui. E poi il Coni, alias Collegio di Garanzia, ma che c’entra? Ma l’autonomia e l’autorevolezza delle federazione dove sono finiti?
Ve lo figurate Carraro di fronte ad uno scempio del genere cosa avrebbe fatto? Altro che rivolgersi al di fuori!
Su questo blog non sono mai stato tenero di fronte al Nulla che Avanza, ma qui caro Gabriele ti sei proprio superato e suicidato.
Di fronte a tanta inettitudine e debolezza è ovvio che Claudio Lotito ci vada a nozze.
Senza contare dell’inopportunità di far disputare i play-off senza aspettare neppure la decisione di secondo grado della Corte d’Appello Federale.
Come fanno adesso quei Giudici a prendere una decisione a cose fatte e con le partite già disputate?
E se poi il Palermo viene solo penalizzato o assolto per qualche altro errore procedurale?
Ma allora si farà la serie B a 21 e intanto abbiamo ricominciato con i ricorsi, con i Tar, con i Lotito.
Tanto Gravina ha altro a cui pensare.
Invece di concentrarsi sulle regole, che a parole dice di voler rispettare e al nulla fatto sino ad oggi (ma i tavoli che fine hanno fatto?), si dedica ad altro.
L’ultima voce che trapela è di prendere in gestione il Salaria Sport Village, prestigioso e bellissimo Circolo sportivo sulla Salaria. A Roma. Ma si, quello confiscato dal Tribunale Penale per gli affari illeciti di Anemone e gli appalti pubblici truccati.

Già lo vedo, abbronzato, che dopo qualche ora a Via Allegri se ne va al Circolo. Magari in compagnia, a rilassarsi un pò…
Ma con quali soldi si prende la gestione del Circolo? Il budget è impietoso, recita meno dieci milioni di euro.
E poi chi ci metti a gestire il Circolo e il marketing? Una figura nuova.
Il bel Giovanni Valentini, figlio dell’Antonello Valentini già capo dell’ufficio stampa della Federcalcio e anche direttore generale (poco laborioso) sotto la presidenza Abete. Ottimo tennista più che valido manager.
Il figlio di amici, insomma, ma tutto sommato perfetto, per un circolo.
Ma, dico io, con il budget 2019 a meno 10 milioni c’era bisogno di inserire un’altra figura. Un altro costo. La macchina federale (che non funziona) già costa 40 milioni di euro fra dipendenti e spese generali.
C’era bisogno di mettersi a gestire un circolo?
Ma poi i contratti di questo giovane Valentini e quello della gentile avvocato Faggi (priva di curriculum) perché non vengono pubblicati?
E il Collegio sindacale della Figc? Forse dorme….
La Procura della Repubblica è comunque già arrivata a Via Campania.
Presto proseguirà per Via Allegri. A prendere altre carte. Proseguendo di questo passo un nuovo commissario si affaccia all’orizzonte.
Gabriele, cerchiamo allora di essere realisti.

E’, certamente, la cronaca di una morte annunciata.

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