CRISI VARESE CALCIO, UN’ALTRA NOBILE DECADUTA IN AGONIA

Il calcio italiano, negli ultimi anni, è afflitto da diversi problemi che vanno aldilà dell’aspetto tecnico. Soprattutto nelle categorie inferiori, dove la sopravvivenza è diventata quasi più importante del risultato sportivo. In queste categorie navigano diverse nobili decadute del nostro calcio. Società afflitte da gravi problemi economici che non consentono di poter pianificare il futuro progettuale, visto che già il presente è caratterizzato da mille difficoltà.

Tra le varie realtà storiche che vivono da tempo una situazione analoga c’è il Varese. Club con trascorsi prestigiosi in A e B, ma che negli ultimi anni sembra non trovare più pace.
La squadra biancorossa, attualmente milita nel campionato di Promozione regionale. Appaiono lontani i tempi in cui i lombardi sfioravano il ritorno in A, pensando a quella finale persa ai play off contro la Sampdoria. Invece, da allora, sono trascorsi soltanto sette anni. Il club varesino, nel corso della sua storia ha consegnato tanti campioni al calcio italiano, oggi rischia di sparire definitivamente. In tempi recenti i biancorossi, sono stati in mano a presidenti “fantocci” che hanno soltanto affossato il calcio nel territorio. Obiettivo arricchirsi e pensare esclusivamente ai propri interessi.
Ad oggi il Varese, si trova con le spalle al muro, basti pensare che in questi giorni il centro sportivo di Varesello è rimasto senza servizi di luce, acqua e gas. La società non ha pagato i canoni. Davvero una situazione paradossale. Lo stadio Ossola sarà aperto fino a lunedì in occasione della sfida contro il Verbano, decisione presa per motivi di ordine pubblico. Il Comune riattiverà le utenze, al momento disattivate per i mancati pagamenti, che si aggirano sui 130.000 euro.
Questa situazione ha scatenato anche la reazione da parte degli steward, i quali da tempo non stanno percependo compensi e minacciano, in assenza delle dovute garanzie, di sospendere il servizio.

L’ultima speranza è appesa sulla trattativa per il passaggio di mano da Enrico Fadani a Claudio Benecchi. I tempi però sembrano dilatarsi. Occorre invece una soluzione immediata per scongiurare la morte del calcio a Varese. In attesa di sapere chi guiderà il timone della società, da oggi i biancorossi si trovano senza un campo da allenamento e senza uno stadio. Viene penalizzato anche il settore giovanile che sta lavorando con validi risultati.
Varese è una di quelle realtà del calcio italiano in agonia. Non sono più i tempi del presidente Borghi e del marchio Ignis, di Riccardo Sogliano, Bettega, Anastasi, Braida, Della Giovanna (solo per citarne alcuni). Il calcio a Varese sta scomparendo. Una crisi generale invisibile agli occhi di una Federcalcio che non sembra volere migliorare le cose. Con il presidente Gravina cieco di fronte ai tanti problemi che tormentano i campionati di Serie C e quelli dilettantistici. Una situazione “imbarazzante” finché il calcio sarà luogo di ciarlatani e speculatori. Ci chiediamo: quando i vertici finiranno, i vertici federali, di fingere di non vedere, rimanendo impassibili?

Nella foto: una formazione del Varese della stagione 1969/70 si riconoscono Braida, Bettega e Riccardo Sogliano.