COPPA ITALIA E PLAY, GHIRELLI NE TUTELI LA REGOLARITA’

Inizio da ieri. Dall’ultima giornata del campionato di Lega Pro girone C. Risultati per gran parte eclatanti. Ne sono state cotte di “frittelle”. Altro che calcio champagne. Una stagione veramente da dimenticare.

Per organizzazione (scarsa). Per lealtà sportiva (carente). Per regolamenti (disattesi). Dal 20 a zero di Cuneo, agli allievi del Matera che regalavano punti a chichesia. Le testate tra tesserati. Penalizzazioni prima inflitte con punti poi restituiti. Fatti a corollario, di tutta una serie di inadempienze e promesse mancate, che fanno capo al presidente Francesco Ghirelli che ho già trattato ampiamente sui “graffi”. Sino all’arbitro di Paganese – Viterbese, di domenica scorsa, che confrontandosi male con il commissario di Lega, aveva iniziato il secondo tempo trascurando la contemporaneità con gli altri campi. Si è dovuta interrompere la partita per attendere l’inizio della ripresa delle altre partite. Cose da oggi le comiche. Ma veramente.

Il passaggio su Francesco Ghirelli era inevitabile.

“Ma come Vittorio sempre con lui te la prendi!”
Certo. Non si può fare diversamente. Perché più che alle cose concrete, alle necessità di tutti i presidenti, ci si concentra sulle frivolezze. Bisogna mostrare, all’esterno che tutto va bene nella casa di vetro (così ha definito la Lega Pro il buon Francesco Ghirelli).
La più recente riguarda il cerimoniale che si vorrebbe imporre in occasione della finale di ritorno di Coppa Italia a Viterbo. Conferenze stampa, cene (abbracci, baci e strette di mani) perché “si lotta per vincere, ma siamo insieme nel vivere la finale rispettandoci” asserisce Ghirelli.

Quel “rispettandoci” stride maledettamente con la realtà dei fatti. Come si può infatti pensare e chiedere la disponibilità di Piero Camilli dopo aver costretto la sua Viterbese a una stagione tribolata. Un campionato assurdo. I laziali hanno rincorso i recuperi (del girone d’andata) sino al recente primo di maggio. Sono stati costretti a giocare tutte le settimane il mercoledì e la domenica. Basti pensare all’assurdità di trasferte impossibili compensate con la promessa fatta, a quel titolo, di un rimborso economico mai pervenuto.
Dicevo della finale di ritorno di Coppa Italia. Ghirelli dice di aver preso lo spunto (per il cerimoniale) dal saluto, tra calciatori, a centro campo, al termine della gara di andata.

Evidentemente dimentica che quella stretta di mani è divenuta usuale in tutte le categorie. Dimentica anche Ghirelli delle tante recriminazioni dei laziali sul risultato di Monza: irregolare l’azione del primo gol dei brianzoli con l’assistente di linea colpevolmente “orbo”  (vedi foto a fianco) ed il rigore negato alla Viterbese per un netto fallo in area su Palermo, spinto a terra con entrambe le mani. Dimentica del sopruso patito lo scorso anno da Camilli che vide sfilarsi maldestramente il trofeo da sotto il naso ad Alessandria. Più che alle smancerie ed alle passerelle farebbe allora bene, il presidente di Lega, a dedicarsi con maggiore attenzione alla regolarità delle manifestazioni che è deputato ad organizzare.

Quanto sopra non sorvolando sul fatto che, a prescindere dall’esito della partita finale di Coppa, ci sono gli interessi di tante squadre che vengono calpestati.
Esempi?
Soltanto mercoledì notte, a campionato concluso, si saprà se l’undicesima del girone B sarà stata ripescata ai play off. La Ternana. Quella società avrà eventualmente soltanto poche ore a disposizione per organizzarsi la trasferta. I play iniziano infatti la domenica immediatamente successiva. La Viterbese ai play stravolgerebbe gli accoppiamenti nel girone C. Nell’altro caso soltanto mercoledì notte il Vicenza (per citare un solo esempio) conoscerà chi è il suo primo avversario negli spareggi promozione.
Sono soltanto le ultime chicche di una stagione assurda. Tutta da dimenticare.

Non disturbate però Ghirelli. Sta trovando il modo, con l’dea di quel cerimoniale di Coppa, “in cui si accenda l’attenzione mediatica sulla Lega Pro”.

Ma per piacere!