CONTO ALLA ROVESCIA 3,2,1…DEFINITION

    Eh si, cari amici lettori, oggi è il 24 Ottobre. Ci siamo. E’ cominciato il conto alla rovescia.

    Era il 6 Novembre 2018 e, con la solita benedizione di Gabri, è iniziata in Lega Pro l’era Ghirelli. Il peggior presidente della storia della povera serie c. Una gestione tanto sgangherata e piena di referenzialità (fuffa insomma) da far rimpiangere addirittura  Macalli o, ancor più, il commissario Miele.

    E non venite a raccontarmi della pandemia e del Covid. Che con le ruberie e le scelte schizofreniche non c’entrano nulla.

    Sui compensi auto attribuiti, senza una decisione dell’assemblea, o su quelli elargiti al Toninelli di Firenze, il raccomandatissimo (e palesemente incapace) segretario Paolucci la pandemia è meglio non tirarla in ballo come scusa. La questione sarà trattata in altra sede. Visto che parliamo comunque di soldi pubblici.

    Scioperi, regolamenti astrusi sul minutaggio (uno schiaffone recente rifilato a Ghirelli dall’assemblea che lo ha modificato con  39 voti contrari). Sino agli ultimi “capolavori” provocati da Eleven Sport. Piattaforma, fantasma, scelta da Ghirelli  per (non) trasmettere le partite dei coraggiosi appassionati della terza serie.

    “Non saranno piu’ tollerati disservizi” tuonava il malcapitato vecchietto di Gubbio la settimana scorsa. Ovviamente nulla è successo. Le partite non si vedono. Tanto che il buon Bandecchi, della Ternana, ha proposto di utilizzare, per la sua squadra, l’impiantistica della Unicusano. Ben consapevole che con Ghirelli e Eleven Sport non si sarebbe andati lontano.

    Sono stati due anni tutti così. Ai problemi organizzativi si è risposto con i comitati etici. Con i campanili e i pulmini. Una vergogna. Senza alcun rispetto per le società e gli imprenditori che, spinti dalla passione, hanno sorretto il movimento con sforzi ammirevoli.

    Sono stati ripagati dal vecchietto con Eleven Sport. Con la Capotondi. Con un responsabile strategico Marketing, tal Paolo Carito. Una svolta per la vita della Lega. Sino ad arrivare alla signorina Francesca Buttara, responsabile delle relazioni istituzionali…

    Quali siano le relazioni con le istituzioni federali lo sanno tutti. Gabri Gravina ha tenuto in vita la Lega Pro con l’unico scopo di tentare di essere rieletto e facendo conto sull’incredibile peso riservato in assemblea elettiva. Un 17% che vale più della serie A e della Serie B. Misteri del sistema calcio italiano.

    Francamente del Manager strategico e della Signorina Buttara, a 65.000 euro di compenso l’anno,  le società non sanno che farsene. Come della sede di Firenze. Dei soldi pagati alla proprietaria del bene, una curatela fallimentare, insieme al mutuo della BPM. In questi momenti di crisi ci mancano gli sprechi. Le società sono senza soldi, senza diritti televisivi. Prima o poi arriveranno con i forconi a via Jacopo da Diacceto.

    Ma per fortuna il conto alla rovescia è cominciato.

    Si legge nel programma elettorale, inflitto ai malcapitati e fiduciosi presidenti il giorno dell’elezioni, quel maledetto 6 Novembre. La sequela della fuffa. Nelle 18 colorate paginette distribuite ai 56 malcapitati presenti ce ne erano di tutti i colori ;

    • il semiprofessionismo (si certo) per alleggerire i costi;
    • i controlli per le iscrizioni (vedi Trapani e in arrivo il Livorno e  abbiamo appena  iniziato);
    • l’autonomia finanziaria con i diritti televisivi; (qui siamo al top, visto che il botteghino è chiuso, puntiamo sulle televisioni, mettetevi il cuore in pace cari presidenti, ricavato zero); 
    • sviluppo del marketing (si certo, chiedete al responsabile strategico sig.Carito);
    • qualità degli stadi (ancora ci credete?)

    E poi il solito carico di fuffa in cui il nostro vecchietto è maestro. L’etica, la morale, bla, bla.

    Chiedete al malcapitato Iodice, quale sia l’etica di questo strano personaggio, passato miracolosamente indenne da calciopoli. Ma le telefonate con Cellino e le designazione degli arbitri sono lì. Non si possono nascondere.

    Dopo l’affaire Iodice non dico dimettersi (il nostro deve mantenere la ex moglie che gli ha fatto pure un pignoramento in Lega, visto che non pagava, con annessa denunzia penale per mancato pagamento degli alimenti, ma … reato più, reato meno) ma almeno chiedere scusa al povero Pino, oramai ostracizzato dal mondo del calcio.

    Buonanotte. Dell’etica chissenefrega…

    Ma, per fortuna, lo slogan elettorale si chiude con “Se non riesco, a casa”.

    Ah, bene allora, mancano due settimane alla fine dei due anni. Che inizi finalmente il conto alla rovescia!

    Dimissioni immediate e convocazione dell’assemblea elettiva. Mandarlo a casa. Sulla panchina, in chiesa, dove volete voi, ma lontano dal calcio. Grazie.

    Certo. Non pensasse di cavarsela così a buon mercato. Chiunque subentrerà dovrà provvedere alla inevitabile azione di responsabilità. A riavere  tutti i soldi percepiti indebitamente da lui e dallo scudiero segretario. A duecentomila euro l’anno.

    E poi, le somme dei presidenti  non recuperate dopo la sentenza di condanna di Macalli, sino ad arrivare alla gestione della questione sede. Un bell’elenco di atti di mala gestio, come dicono quelli che hanno studiato. Mi auguro che con la nuova moglie sia in separazione dei beni….

    Ma quello che interessa, per la passione che tutti abbiamo per il calcio, è il disgusto nel vedere la povera serie c ridotta così. Auspico che arrivi, finalmente, qualcun altro capace di invertire la rotta che sta portando la terza serie alla cancellazione.

    Chiunque arriverà non potrà fare peggio del vecchietto.

    Iniziasse, chi arriva, a fare un bel carico di tutti questi improbabili personaggi che gravitano nella sede di Via Jacopo da Diacceto. I Carito, la Buttara. Il segretario ToninelliPaolucci sino a Mario De Luca (una marchetta di Gravina) pomposamente nominato Direttore Generale, senza alcuna esperienza manageriale poi finito, ovviamente, ad occuparsi di ufficio tesseramento. Una mansione più adatta…. Chissà con quale stipendio.

    E poi tre persone all’Ufficio stampa. Un vero spreco per raccontare l’etica, i campanili e i pulmini. Della Lega Pro sui media si parla solo per i disastri di Eleven Sport o per le vicende del Trapani.

    Il nuovo candidato presidente si faccia avanti. Faccia un bel repulisti e dia dignità e speranza di sopravvivere alla terza serie. Senza prendere in giro nessuno.

    Manca poco alla fine del countdown. Francè, la pacchia è finita.

    Hai detto che se non riuscivi a portare alla fine il programma saresti andato a casa. Bene è venuta l’ora, visto tutto quello che hai combinato. Vergogna.

    Cari presidenti, visto che il vecchietto tace, sapete come fare a convocare l’assemblea, non dategli scampo.

    Come non bisogna dare scampo al compagno di merende. L’abbronzato presidente della Federazione. Vero manovratore del povero Ghirelli. Anche lui artefice di iniziative fuffa non da poco. Vedi Salaria Sport Village e nomina di responsabili a cascata, tipo Tardelli, Valentini, Santoro. Tutti manager.

    E anche in Federcalcio. Alla faccia dei programmi e tutti intenti ai tentativi di rielezione (non sia mai, errare è umano ma perseverare….) di assemblea elettiva non se ne parla.

    Anzi. Dalle mie buone fonti risulta una cosa incredibile. Con la fine del mese ci sarà una sarabanda di promozioni. Di aumenti per il personale. Con quali soldi non è ancora chiaro.

    In Federcalcio, a forza di dirigenti, non sono rimasti più impiegati da dirigere.

    Aspetto sul punto la solita smentita di “Gabri”. Ovviamente non ci sarà…

    E allora, anche in questi tempi così difficili la soluzione non è lontana.

    Basta con le scuse sulla pandemia. Ognuno deve fare semplicemente il suo dovere. Ghirelli deve convocare la sua assemblea elettiva e andare a casa. In modo che il 17% della Lega Pro vada ad una figura degna e capace (e tali caratteristiche non si ritrovano in Gabri).

    Se non lo fa lo chiedano IMMEDIATAMENTE i presidenti.

    Anche la Serie B convochi la sua assemblea. Senza timore. Chi ha lavorato bene non deve temere nulla.

    Sibilia anche si sbrighi a convocare le elezioni della Lnd. Individuando un suo successore che porti avanti il suo lavoro. Si presenti come candidato a guidare la Federazione. Magari dialogando maggiormente con la serie A, da sempre regno autonomo.

    Insomma il modo migliore per andare avanti è fare ciò che va fatto per norme e statuto. I mandati sono belli che scaduti. Basta fare  finta di niente.

    Altrimenti, caro Giovannino Malagò, come hanno già fatto in decine di Federazioni, che hanno eletto i propri presidenti, dia una bella strigliata a Gabri e compagnia.

    Fine del countdown, il tempo è finito.

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