Catanzaro e le (tante) sviste arbitrali. Auteri non ci sta!

Arbitro di calcio: “arte” senza dubbio difficile. L’errore umano capita sovente in tutte le categorie (Var pensaci tu), ma in questa stagione della Lega Pro di “stranezze” se ne stanno vedendo tante (troppe) ed anche nelle situazioni più disparate . Quello riservato ai “fischietti” di categoria è diventato, senza dubbio, un esercizio di difficile interpretazione.
Qualcuno vorrebbe addebitare quegli errori all’inesperienza. Altri all’incapacità. Anche il dubbio della malafede ottenebra il pensiero di taluni. Quest’ultima ipotesi è però da scartare a priori. Offende il sistema e squalifica la persona che ritiene sia possibile il verificarsi di tali ipotesi. Quantunque, rimane difficile pensare che un quarto o un quinto anno (per esempio) non abbia l’occhio allenato anche alle situazioni più “complicate”.


Di certo, nel presente, la “scontentezza” generale è notevole. Tutti hanno qualcosa da recriminare. In alcuni casi il “destino” ha voluto prendere di mira, a più riprese, la stessa squadra. Una certezza che emerge da approfondimenti effettuati con l’ausilio di immagini fotografiche e filmati.
E’ il caso del Catanzaro al quale le decisioni arbitrali assunte in questa prima fase del torneo da Annalloro piuttosto che da Zufferli, da Robilotta come da De Angeli, da Meleleo come da Paterna, hanno in qualche modo penalizzato la squadra giallorossa.
Si obietterà che a termine stagione si registra sempre un equilibrio tra le decisioni pro e quelle contro. Risulta però difficile tenere a freno allenatori e tesserati che si vedono ripetutamente penalizzati da determinate decisioni. Nel caso poi di Gaetano Auteri è caratterialmente impossibile. Del resto come poter contraddire le esternazioni di un tecnico che vede a più riprese vanificate le risultanze del proprio lavoro. Sbaglia certamente Auteri nelle sue reazioni incontrollate, ma va compreso. La sua esperienza dovrebbe certamente consigliarlo per un atteggiamento diverso ( Gaetano, anche gli arbitri tra di loro si confrontano). Pur volendo escludere la reazione prevenuta il “fischietto” di turno in qualche modo viene sempre condizionato. A qualcuno potrà non sembrare giusto, ma è così.
Come in tutti i settori è una questione di qualità. Anche per i direttori di gara e per i loro collaboratori. Come di innate doti tecniche soggettive. Di addestramento. Di applicazione. Nessuno si deve sentire offeso, ma di protagonisti mediocri son piene le fosse (non solo tra i calciatori). E’ anche una questione di comunicazione tra il direttore di gara ed i suoi assistenti. Una comunicazione adeguata facilità ogni compito. Ogni decisione.
Nel presente l’unico modo di interagire, tra i componenti della terna, è attraverso le segnalazioni (insufficienti) delle bandierine elettroniche. Apprezzabile quanto recentemente annunciato dal neo presidente di Lega Francesco Ghirelli, chiamato in causa su numerose sviste arbitrali. Valida la decisione di dotare anche in Lega Pro (a breve) i direttori di gara ed i loro assistenti di microfoni ed auricolari. Proprio l’ingegner Floriano Noto, presidente del club giallorosso, è stato tra i più solleciti a caldeggiare la realizzazione di questo progetto.

Gli interessi economici e sportivi dei club virtuosi, come la regolarità del campionato, vanno tutelati. Le situazioni che emergono nel presente non lo certificano. Le diverse carenze infrastrutturali ed economiche di alcune società già pesano oltre ogni dire sul regolare svolgimento della stagione sportiva. Chi non ha solvibilità per far fronte, nel rispetto delle regole, agli obblighi finanziari immaginarsi se è in grado di sostenere gli oneri derivanti dalla manutenzione a norma delle infrastrutture. In alcuni casi le condizioni dei manti erbosi rasenta la regolarità. A Matera, nell’ultimo turno, si è giocato su un campo al limite della praticabilità.
Il materiale umano sul quale si trova a lavorare il designatore Giannoccaro è senza dubbio valido. Vanno però smussati alcuni spigoli evidenti. Principalmente caratteriali di alcuni. Non risulta sempre positivo il modo di approcciarsi con gli addetti ai lavori. Non tutti i giovani che decidono di cimentarsi in quella carriera sono coscienti che l’arbitro migliore è sempre quello che, nel corso di una partita, si fa notare di meno!

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