CATANIA, IL GIORNO DELLA VERITA’ E’ ALLE PORTE

Dopo 71 giorni da quel fatidico 9 aprile che ha sancito la morte del Catania, adesso l’attesa della piazza etnea è arrivata al capolinea.E il giorno della verità è alle porte. Il 18 giugno, infatti, rappresenta la deadline per la presentazione delle manifestazioni di interesse per fare rinascere il calcio rossazzurro, ma l’attenzione della tifoseria rimane altissima per evitare di vivere alcuni passi falsi avvenuti in occasione dei precedenti bandi e sfruttare al meglio la possibilità di ripartire in maniera seria e concreta.

Ad oggi sono tre i gruppi che hanno espresso, più o meno palesemente, l’intenzione di farsi avanti. Da un lato quello capeggiato da Fabio Maestri, proprietario della Rzs Corporation, società attiva nel campo della termovalorizzazione, che potrebbe essere accompagnato da uno o due soci. Dall’altro un gruppo estero di matrice statunitense al cui interno sarebbe presente anche la Helbiz di Palella e che avrebbe già manifestato l’ambizione di avere uno stadio proprio e di quotare il Catania in borsa nell’arco di un lustro. In mezzo Luca Giovannone, ex presidente ‘lodista’ del Torino pronto a puntare su vecchie conoscenze etnee come Lodi e l’ex segretario generale del Catania, Giorgio Borbone. Giovannone imposterebbe la sua attività rossazzurra grazie alla sua società, “Osmosi”, un’agenzia di servizi con circa 1700 dipendenti.
Serviranno solidità economica e business plan quadriennale per battere la concorrenza e convincere il Comune di Catania. Sì perché tutta la responsabilità sarà sulle spalle di Bonaccorsi, Sindaco facente funzioni, che dovrà scegliere il rappresentante migliore da presentare poi alla federazione.
Insomma fa caldo a Catania e i dubbi della piazza chiedono risposte chiare e trasparenti per ripartire cambiando mentalità e solidità rispetto ad un passato disonorevole. Nessuno vuole contatti con il passato (Sigi o Pulvirenti), nessuno vuole ‘scelte politiche’, nessuno vuole sprecare un’occasione che può essere irripetibile. L’unica voglia della piazza è di potersi affidare ad un gruppo o imprenditore serio, e seguire magari il percorso di quel Palermo fallito e capace adesso di spiccare il volo verso la cadetteria