CARO GUARASCIO, COSENZA MERITA RISPETTO

    La stagione del Cosenza è appesa ad un filo, i rossoblu in queste ultime sei giornate di campionato si giocano la salvezza. A prescindere da come si concluderà la stagione della formazione silana, bisogna chiedersi quale futuro vorrebbe dare il presidente Guarascio al club rossoblu.

    Nei suoi nove anni di gestione, Eugenio Guarascio, ha sicuramente ottenuto dei buoni risultati, su tutti quello di aver riportato il Cosenza in cadetteria dopo ben 15 anni. Oggi che il Cosenza si trova in Serie B, categoria che l’ha vista storicamente protagonista ad alti livelli, sarebbe un guaio rischiare di perderla.

    Se i rossoblu si trovano anche quest’anno a dover rincorrere in maniera sofferta la salvezza, lo si deve ad una gestione societaria priva di investimenti e programmazione, requisiti fondamentali per poter raggiungere ogni traguardo nel calcio di oggi. Il famoso detto  “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”, sembra calzare con l’operato di questa proprietà.

    Facile oggi  attribuire queste problematiche alla pandemia, ma la politica societaria attuata dal massimo dirigente non ha mai conosciuto il concetto di progettualità.

    Il presidente Guarascio, dovrebbe ricordarsi che è al timone di una società importante e di grande tradizione, non può pensare di improvvisare. E’ inammissibile che ogni anno bisogna ricostruire interamente la rosa, composta per la gran parte da giocatori arrivati in prestito da altre società, senza parlare del settore giovanile, dove è totalmente sconosciuta la parola scouting o l’idea di realizzare un centro sportivo per far crescere i propri ragazzi.

    Il calcio di Guarascio, andrebbe bene per rispettabilissime realtà di Eccellenza o Promozione, non di certo per una società professionistica di un certo blasone. Per poter essere competitivi a certi livelli, serve una società solida, organizzata e lungimirante, tutti aspetti che questa proprietà sembra non essere in grado di garantire alla Cosenza calcistica.

    Le ultime vicende che hanno visto la società rossoblu al centro di varie polemiche, confermano le criticità di questa gestione.

    Il riferimento è al giovane calciatore Pietro Santapaola, escluso poi reintegrato, la sua unica colpa era quella di essere portatore di un cognome “particolare”.

    Per concludere, la querelle tra Guarascio e l’ex tecnico rossoblu Braglia, con quest’ultimo che non si è visto retribuire le restanti mensilità dopo essere stato esonerato nel febbraio 2020. Il primo round è andato al tecnico toscano il quale ha avuto ragione al Collegio arbitrale della Figc. Il calcio è una cosa seria, non si può improvvisare, ancor di più in una piazza importante come quella di Cosenza, che merita insieme ai suoi tifosi grande rispetto e chiarezza.

    Comments (1)

    1. Eliseno Sposato

      Ci duole evidenziare come questo articolo sia corredata da una nostra foto originale della quale non è stata richiesta ne concessa alcuna autorizzazione all’utilizzo.

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