Caro Gino (lettera aperta a Luigino Montella)

    Caro Gino,

    da un uomo della tua caratura non me lo sarei mai aspettato. Un uomo d’onore del tuo stampo che si lascia andare ad apprezzamenti, niente affatto simpatici, riferiti al suo recente passato professionale nel Taranto. Sputare sul piatto dove si è mangiato, ma quando mai (mi sono detto) da una persona come lui!

    Non ci volevo credere, poi mi hanno fatto ascoltare la registrazione. Sono trasecolato.

    Tu che difendi l’operato di Nicola Ragno. Ma come! Tu che non lo volevi. Che non lo hai mai accettato alla guida del Taranto. Tu che non gli rivolgevi neppure il saluto e la parola. Oggi ti sei voluto rivelare come suo improvvisato sostenitore.

    Dici che Giove ti ha pagato in maniera inadeguata. E questa è la tua reazione? Ma ti sembra normale? Non ti è venuto in mente che il tempo trascorso dinanzi al computer per visionare materiale non inerente  l’attività societaria potrebbe aver inciso anche sulle decisioni della proprietà nei tuoi confronti?

    Nel calcio, caro Gino, non si sa quello che non si fa. A Taranto, in questo senso, ancora di più!

    Hai anche sostenuto, in quella tua malaugurata intervista, che non hai fatto tu la squadra, in estate. Che nella composizione della stessa sono stati commessi degli errori. Bene. Nessuno però te ne aveva mai fatto carico. Dovresti allora spiegare come fai, oggi, a difendere l’operato di Nicola Ragno. Squadra sbagliata, ma Ragno doveva restare. Hai detto che il suo progetto era valido. Perdona l’inciso, ma più di qualcosa non torna.

    Suvvia. Un uomo equilibrato, come te, che si lascia andare a considerazioni rancorose! Una caduta di stile inaspettata.

    Quindi. Abbiamo accertato, tu lo hai detto, che non hai fatto la squadra. Alla logistica, trasferte, alberghi, ristoranti ci ha sempre pensato la segreteria della società. La campagna abbonamenti era seguita direttamente da personale facente capo all’azienda del presidente. Rapporti con la squadra ed allenatore non ne hai mai tenuti. Eri spesso in tribuna accanto alla tua signora. Le Istituzioni del territorio, la pubblicità? Soprassediamo, altrimenti si potrebbe scoperchiare il vaso di Pandora.

    Ed allora caro Gino. Non ti meravigliare della domanda: ma tu, in società, che compiti e che mansioni svolgevi?

    Da ultimo i rapporti con i tifosi. Sono curioso. Da un certo giorno in poi ti si sono rivoltati contro. Hanno chiesto la tua testa inondando i muri con le scritte. Eppure eravate stati tanto uniti. Quasi una collaborazione. Questa è una delle poche cose che non sono mai riuscito a comprendere. Vorresti essere di aiuto?

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