CARO FRANCO METTA, A PROPOSITO DI BOMBA NELLE MUTANDE…

Gentile sindaco (doverosamente con la s minuscola), cosa le debbo dire, sono disavventure che capitano soltanto a quelli come lei. Arroganti, ignoranti (dal latino nescìre), presuntuosi e maleducati.

Presuntuoso perché non conoscendo il sistema calcio e le sue norme doveva affidarsi a professionisti del settore (presumibilmente anche “lestofanti”, sono parole sue) che le avrebbero “imparato”, (in periodo al di sopra di ogni sospetto) quali erano gli adempimenti e le scadenze che era chiamato ad assolvere. Logicamente per far sì che il Cerignola venisse ripescato.

Oggi si sarebbe evitato questa macroscopica figura di m….!

Arrogante come pochi. Per la sua insolenza ed aggressività verbale, per il disprezzo, per la presunzione. Per quell’atteggiamento di insulsa superiorità che le deriva dall’indossare, immeritatamente, quella fascia tricolore che, fidandosi (maldestri), i suoi concittadini le consentono di indossare.

E pensare che voleva mettere una bomba nelle mutande dei tarantini (sempre parole sue). Ridicolo lasciarsi andare a certe espressioni. Un uomo del suo rango, della sua età, dei suoi studi e dell’esperienza che la vita le avrebbe dovuto insegnare.

Io però non porto rancore. Non sono come lei. Non gioisco del fatto che quella bomba, che lei stesso ha maldestramente innescato, le è scoppiata nei pantaloni. Immagino che oggi non sia facile, per lei, uscire di casa con l’obbligo di giustificarsi per aver tradito la passione dei tifosi ofantini!

Venga allora a Taranto, sarà mio gradito ospite. Le spiegherò! Certo, le spiegherò…

Da lestofante (parole sue) a lestofante potremo guardarci negli occhi. Davanti a un piatto di buon pesce. Potrà apprendere (perdoni la presunzione) come nel sistema calcio esistono, a monte, una infinità di regole che vanno rispettate. Sempre. Soprattutto quelle non scritte! Apprenderà anche che la presunzione non paga mai.

A presto.