CARO BABBO NATALE, FAMMI IL MIRACOLO…

Caro Babbo Natale,
anche io dei Graffi mi permetto, in questo giorno speciale, di scrivere la mia letterina dei desideri. Nella speranza di essere esaudito.
Non è per me. Piuttosto per questo nostro calcio. Così bistrattato, spolpato, in mano a dilettanti allo sbaraglio che ogni giorno ne combinano una. In una sequela di errori ed orrori che rimarrà nella storia.

Il nostro bel “Gabri” (iniziamo ad essere scaramantici perché qualsiasi cosa tocchino lui e Ghirelli, succede qualcosa di brutto) è riuscito nell’impresa di far fuori anche il Presidente e amministratore delegato di Sport&Salute. La nuova società che la politica ha inventato al posto della Calcio Servizi del Coni.

Il nostro bel Gabri, visto che spettava al nuovo organismo di distribuire i soldini alle Federazioni in vece del Coni, “sposava” subito Rocco. Incurante delle norme Cio e delle polemiche fra lo stesso Rocco Sabelli e Giovannino Malagò. Seppellendo, per sempre, una tradizione che aveva visto comunque il Coni a fianco della Federcalcio nei momenti di crisi.
Dimenticando che è comunque demandata al Coni la sorveglianza del buon andamento e funzionamento della Federcalcio. Che sia il Coni a disporre il suo commissariamento, come del resto è avvenuto ciclicamente in passato. Vedi calciopoli.

Senza contare la supervisione del Coni su tutta la Giustizia sportiva e sulla Procura Federale. O il fatto che, dopo la Corte di Giustizia, esiste comunque la Cassazione del calcio. Costituita dal Collegio di Garanzia per lo Sport che, da palazzo H, spesso manda in fumo le decisioni federali.

Un po’ di prudenza e di rispetto per le istituzioni no, vero Gabri?

Nella guerra fra Malagò e Sabelli il buon Gabri non solo si schiera, ma ostacola in tutti i modi anche i tentativi di dialogo fra i due contendenti. Boicotta la figura dello spessore e della esperienza di Gianni Petrucci. Un dirigente che per quello che ha fatto alla Presidenza del Coni, il nostro bel Gabri impallidisce.
Risultato di questo schieramento (unica Federazione in Italia) un bel premio di 6.363.203 come extra. Pescato chissà dove da Sport & Salute.

Gabri si è sfregato le mani. Oltre 6milioni di sopravvenienza da spendere. Nuovi soldini da sprecare per iniziative bislacche. Senza alcun rendiconto, visto che il Collegio sindacale della Federcalcio, presieduto da amichetti, pare colpito da un torpore costante. Vero Luca Galea, dello studio Gallavotti, storico legale della Federcalcio che, oltre a bazzicare sempre il palazzo di via Allegri, ha ora piazzato il figlio.

In una storica discendenza di figli e parenti. Che oramai è diventata una tradizione???

Se ci fosse stato un Feliziani, nel collegio sindacale, la musica sarebbe stata ben diversa, vero Gabri?

A proposito di Feliziani, che da sub-commissario della Lega Pro aveva attaccato il commissario Miele e denunziato irregolarità gestionali enormi in Lega Pro, stranamente messe a tacere. Senza contare le pressioni subite da Feliziani, dalla Federcalcio, per non esagerare nell’opera di pulizia. E’ di questi giorni la notizia che lo stesso Tommaso Miele, oggi Presidente della Corte dei Conti del Lazio, cioè dell’organo massimo del controllo della spesa pubblica, è coinvolto in uno scandalo per falso in bilancio di 44 milioni di euro sperperati dall’Università di Cassino. Il tutto condito con accuse di falso in bilancio ideologico e materiale.

Insomma caro Gabri, stai attento a come spendi i soldini piovuti dal cielo e da Sport&Salute (sicuramente soldi pubblici) perché prima o poi i nodi vengono al pettine.

E anche Lei, caro dottor Galea, che sta sopportando e supportando gli sperperi federali. Lei è ancora piuttosto giovane. Prenda le distanze e faccia un po’ meglio il suo lavoro, non dia retta. Questi non durano a lungo.

Eppure di sperperi è pieno il diario di Gabri. A partire dalla sua braccio destro avvocato Chiara Faggi. Portata appositamente da Firenze per…. gestire la cosa federale e dare una mano al suo mentore.
Ma che fa questa bella ragazza? Non è molto chiaro anzi no, è Risk Manager e addetta ai rapporti fra Federcalcio e Giustizia Sportiva.
Di quanto guadagni nessuno lo sa. Quel che è evidente è che come Risk Manager vale poco. Visto che non ha avvertito il suo Gabri che il commissario nominato per la Lega di Serie A, Mario Cicala, sedeva nel contempo nel Consiglio di sorveglianza di una associata (solo “casualmente” della S.S.Lazio di Claudio Lotito). Un “piccolo” conflitto di interessi a favore di una società quotata in borsa. (!)

E bada bum.

Scoperto il misfatto il Dottor Cicala si dimette, visto che Gabri in tutta fretta aveva convocato un Consiglio Federale straordinario per esaminare la situazione.
C’era poco da esaminare. La frittata era stata fatta.
Gli ottimi legali federali hanno suggerito a Gabri di buttarsi a “Santa Nega”.
Meglio fare la figura del fesso ed evitare reati. Quindi si fa dire a Gravina “non lo sapevo” e si convoca un Consiglio Federale per mettere una toppa. E da qui la nomina, a nuovo commissario, di Giancarlino Abete. “Giovane” dirigente delle cose federali.
Per carità niente da dire a parte il fatto che ad Abete (non so se mi spiego) Quinto Fabio Massimo, detto il Temporeggiatore, gli fa un baffo….
Il caso Cicala era, ed è, un fulgido esempio di come di questa gestione federale si debba occupare non il Coni, ma la Procura della Repubblica.
Il dottor Cicala, infatti, era stato nominato lo scorso uno di ottobre a capo dell’Organismo di Vigilanza della Federcalcio ai sensi della Legge 231/2001.
Quindi, lo stesso Cicala, presiede tuttora l’organismo di controllo del modello organizzativo federale per evitare le responsabilità penali.
Andiamo bene.
E’ lo stesso Cicala che non solo ha sottaciuto l’evidente conflitto di interessi a Gravina, ma che avrebbe omesso di inserire, nel suo curriculum, la carica ricoperta nella Lazio.
Un papocchio di dimensioni gigantesche, altro che Risk manager.

Nel Consiglio Federale di nomina di Abete qualcuno si è astenuto. Anzi solo uno. Il Presidente della Serie B Mauro Balata.
Ho già portato ad esempio l’Avvocato Balata come dirigente capace. Che fa gli interessi delle sua associate. Anche questa astensione ne è un esempio.
Il papocchio, fra curriculum corretti e dichiarazioni sconcertanti, del tipo “non lo sapevo”, era ed è troppo grande. Esempio ennesimo di malagestio che prima o poi verrà a galla. Statene certi.
Insomma, fatto fuori Cicala (verrebbe da dire: e ora balla) da commissario della Lega di A, resta da comprendere se lo stesso, nonostante quanto accaduto, sia ancora chiamato a presiedere l’organismo di vigilanza del modello federale.

Ma magari no, vero Gabri?

Torno al “povero” Rocco Sabelli. Uno dei manager più titolati d’Italia. Con un curriculum enorme. Di incarichi e di responsabilità.(Piaggio, Alitalia, Telecom). Rimasto stritolato dall’abbraccio mortale di Gabri.
Dopo il regalino da 6 milioni di euro, Sport & Salute doveva erogare a tutte le federazioni i fondi pubblici per il nuovo anno.
Immagino battaglie, fra le varie federazioni, per spuntare qualche milione in più.
La fa da padrone (giustamente) la Federcalcio. La più grande federazione italiana.
E qui l’abbraccio mortale di Gabri il bello.

La telefonata intercettata fra Sabelli e Gravina è esilarante. Un esempio illustre di prima repubblica.
“A Gabriè, dì a quelli che stanno in Giunta (Coni) di tirà fuori le palle”.
Un fulgido esempio di “andreottiana” memoria sul modello “A Fra’ che te serve” del quale avremo fatto a meno.
Reazioni ovviamente negative di tutti. Compresa quella del Ministro dello Sport Spadafora. Per censurare un modo di fare che non piace. Un modo di fare dilettantesco. Che antepone l’amicizia e lo schieramento ai diritti.

Questo Gravina, ma chi ce l’ha mandato….

Insomma, per farla breve. Nel decreto Milleproroghe compare una norma che allarga giustamente il Consiglio di Amministrazione di Sport & Salute a cinque membri. Che prevede la nomina di un Amministratore delegato diverso dal Presidente (Sabelli ricopriva tutte e due le cariche).
Apriti cielo. Sabelli non gradisce e, dopo aver comunque erogato alla Federcalcio tutto il malloppo possibile, si dimette.

E vai Gabri. Ne hai “seccato” un altro. Dopo Miccichè e Cicala, pure Sabelli è finito nella sua morsa.

Per la cronaca. La modifica poi non è passata e quindi Sabelli, a parte la figuraccia del fuori onda, poteva rimanere al suo posto.
Ora si aspetta una nuova nomina.

E allora caro Babbo Natale, pensaci tu, mi raccomando.
Una persona che non senta Gabri. Che faccia il suo lavoro in armonia con il CONI. Senza favoritismi.
Magari, caro Babbo Natale, visti i papocchi, le chiacchiere, gli sperperi, non potresti fare il miracolo di liberarci di questi dilettanti?  Arrivati per sbaglio a presiedere la federazione e che hanno dimostrato tutto il loro valore….
Parlo al plurale perché anche il compagno fidato non vuole essere da meno.

Ma si Babbo, hai capito a chi mi riferisco.

Al pluripensionato Ghirelli. Che, perpetuando la malagestio di Gravina, sta conducendo la povera Lega Pro allo schianto totale.

Ora si è inventato lo sciopero (pardon il blocco) contro il Governo perché non ha concesso la defiscalizzazione.
La realtà è che la Lega non esiste più. Sommersa di debiti e dall’incapacità gestionale.

Il povero Ghirelli, circondato da dirigenti (?) incapaci e raccomandati (pubblico una recente foto all’incontro Aia-Lega Pro del nuovo responsabile dello sviluppo strategico, Marketing e Commerciale dottor Paolo Carito, che la dice lunga sul dove siamo finiti) invece di dimettersi e smetterla di tempestarci i cabbasisi con i pulmini e i campanili, ora trascina le società allo sciopero.

La Lega per statuto dovrebbe organizzare e curare il campionato. Non affossarlo.
Ora Ghirelli si è avvitato in un vortice senza fine. Se, come temiamo, il governo ha altro a cui pensare che fa il nostro vecchietto?
Fa sciopero (blocco) ad oltranza?
I campionati di Lega Pro sono finiti a Natale? Il marketing e lo sviluppo strategico dormono….
E le promozioni in Serie B?
E chi ha investito milioni e vuole fare la campagna trasferimenti?

Ti prego Babbo Natale levaci di torno Gravina e Ghirelli. Mandali su qualche panchina a leggere il giornale. L’età è proprio quella giusta.

Ti prego. Fa il Miracolo.

p.s. ti ringrazio Babbo Natale, perché un uccellino mi ha informato che ti sei già mosso per esaudire i miei desideri. Sei veramente un grande!

Questa notte, a margine dell’approvazione della finanziaria, Salvatore Caiata deputato della Repubblica e presidente del Potenza, ha fatto approvare, al Governo italiano, un ordine del giorno per far rimodulare la ripartizione dei diritti televisivi (ex Melandri), in favore delle serie minori. Salvatore Caiata, come ho scritto sopra, non Gravina o Ghirelli!

Mille grazie Babbo Natale.