Cambiare tutto perché nulla cambi

    Chievo, Novara e Carpi fino a qualche stagione fa giocavano in serie A.

    Ora, secondo la delibera del Collegio di garanzia del Coni, che ha accolto la decisione del Consiglio federale, su proposta Covisoc, non hanno  neppure i requisiti per partecipare al campionato di competenza. La B per il Chievo, la C per le altre due.

    Aggiungiamo Casertana e Sambenedettese, pure escluse. Il Gozzano, che ha rinunciato alla C. Otteniamo una fotografia desolante. Un macello. Gestioni dissennate (ricorderete gli articoli dei Graffi sul Carpi, già ad inizio stagione). Debiti accumulatisi negli anni. Presidenti dalle scarse risorse economiche e dalle notevoli caratteristiche di avventurieri sbollettati.

    Un mix di ingredienti, insomma, che ha portato alla raffica di esclusioni di cui già lunedì sera si aveva contezza. Che saranno impugnate, dagli artefici di queste oscenità societarie, di fronte al Tar. Chissà chi è il pantalone che pagherà gli avvocati. Forse conveniva pagare il dovuto…

    Già il Tar. Veramente ci si aspettava che si decidesse chi dovrà prendere il posto di queste società, ma il consiglio federale ha deciso di non decidere. Di rinviare a dopo la seduta del Tar. Peccato che per il momento non si sappia  neppure quando si terrà.

    E così chi è candidato a sostituire le società cancellate resta nel limbo. Gabriele Gravina ha però rassicurato tutti: se il Tar deciderà a fine Agosto non aspetterò tutto questo tempo. 

    Bontà sua. Ci mancherebbe. 

    Certo, se avesse deciso oggi di procedere alle sostituzioni sarebbe stato logico e legittimo, ma forse la logica non alberga ai piani alti di via Allegri. Quindi si resta tutti quanti con il naso all’insù ad aspettare che qualcosa si muova. Sembra una barzelletta, ma non lo è. Soprattutto non ci trovano niente da ridere coloro che vantano diritti per sostituire le inadempienti e pretendono, a buon diritto, di programmare per bene la stagione.

    Che fare? Per ora Gravina aspetta. Tentenna nel tempo attuale. Da Italo Amleto che dir si voglia. Per ora ha solo dato in pasto alla pubblica opinione pallonara, ai giornalisti ed agli addetti ai lavori un progetto piuttosto oscuro. Non molto dettagliato (dice che è una bozza, bah!) di riforma del calcio. Si parla genericamente di leghe d’élite. Un termine tuttavia che sembra non del tutto appropriato a rappresentare delle categorie qualsivoglia dell’universo calcistico peninsulare.

    Nel frattempo qualcuno, cogliendo il suggerimento del prefetto Piantedosi da utilizzare allorché si tratta di risolvere grane (” la prossima volta tratterò direttamente con i calciatori “) sta cercando di mettersi in contatto con Bonucci e Chiellini.

    Hai visto mai che qualcosa si sblocchi?

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