BUGIARDO E INCOSCIENTE, LA “MALAGESTIO” DEL CALCIO

In questo panorama triste del calcio italiano, gestito da dilettanti, fuori da qualsiasi competizione europea, è giunto il tempo di fare i bilanci. Riecheggiano, al proposito, le note di una bella canzone di Mina. “Bugiardo e incosciente”. Non ci potrebbe essere accostamento migliore.
Non ci abitueremo mai al disastro. Al vivacchiare alla giornata. Al nulla che avanza. Come, mesi addietro, ho iniziato a scrivere su questo blog. E come continuerò a fare senza rispondere a minacce e provocazioni.
È inutile mandare avanti persone del mondo del calcio per chiedermi di smettere. “Dai diglielo tu a Galigani …”
Evidentemente do fastidio, ma si sa, i nodi vengono sempre al pettine. Dopo di me, del vecchio Vittorio, ne verranno altri. Perché tanto, continuando di questo passo, andrete a casa tutti e due, a breve. Il bugiardo (Ghirelli) e l’incosciente (Gravina).
Inizio dal bugiardo.
Non se la prenda troppo, il mio Presidente della Lega Pro, ma una gestione così disastrosa non ce la saremmo (tutti) mai aspettata.
È stato il Campionato del caos. Delle regole calpestate. Dei diritti delle società tenuti in secondo ordine. Di gironi e partite irregolari. Il Campionato del 20 a zero che ha fatto ridere tutta Italia ed anche oltre confine. Veramente una figuraccia colossale.

Di fronte a tanto scempio ci si sarebbe aspettato un passo indietro. Dimissioni e scusate il disturbo.
Ma in Italia, si sa, anche di fronte al fallimento più eclatante si tira sempre a campare …
E che sia stato un fallimento non lo dice solo il vecchio Galigani. Lo racconta tutta la stampa, tutti gli addetti ai lavori. E’ stato uno schianto fragoroso.
Ma perché bugiardo? Vi chiederete, casomai incapace.
Eh no, proprio bugiardo.
Basta prendere il famoso documentino (di 18 paginette). Quel “programmino” presentato al momento della candidatura, quale unico concorrente, per le elezioni del 6 novembre scorso.
Solo pochi mesi fa. Tutti costellati da disastri e bugie.
Siccome non temo smentite lo (ri)allego (il documentino). Tale che ogni lettore possa andare a rileggerlo ed a … mettersi le mani nei capelli.
Leggo a pagina 3: “Abbiamo bisogno di un intervento rapido e concreto per mettere in sicurezza la Lega Pro, il semiprofessionismo”.
Si buonanotte. Ma non se non se ne parla più, perfetto solo per dire ai presidenti che i costi potevano essere abbattuti.
Una “boutade” da prima repubblica. Perché oltre a richiedere un intervento legislativo, era necessario coordinarlo con le leggi in materia di diritti televisivi, che, guarda caso, parlano solo di professionismo.
Senza la Serie A e i soldi di Sky-DAZN e RAI, che la massima Lega è obbligata a distribuire in basso, il calcio italiano (anche la Serie B), scomparirebbe in un attimo.
Leggo ancora, a pagina 3 del nostro Pinocchio: “Più risorse. Qualche milione in più dai diritti TV”.
Chiedete ora ai Presidenti quanti milioni in più hanno ricevuto.
Poi, a seguire, una sfilza di promesse, tutte regolarmente gettate nel cestino.
“4. Abbattere i costi; 5. Stadi accoglienti per i tifosi e sicuri; 6. Formazione dei dirigenti. 7. Una Lega dei servizi per i club. Quando fare? Ieri!!!”.

Viene quasi da ridere. Se non ci fosse da piangere.
Una sfilza di promesse irraggiungibili. Altro che regole. Tutte calpestate con l’ultimo capolavoro delle riammissione delle squadre virtuose. Il tutto senza un regolamento, i criteri da applicare. Solo confusione per giustificare un comportamento semplicemente irregolare e con retrocessioni da eliminare.
Ma come vi permettete di mandare nei dilettanti una società che ha impiegato risorse per fare la fidejussione e pagare i calciatori e salvare club inadempienti e farlocchi?
E ancora.
A pagina 7 si parla della squadra e della governance.
“Prima di parlare degli aspetti personali, desidero presentare la squadra.
Una squadra che raccoglie il meglio di chi ha governato in questi anni recenti”.
Bugiardo.
La Capotondi, oltre che a essere digiuna (e incompetente) di sport è stata una specie di comparsa. Più o meno sbeffeggiata da un mondo prettamente maschilista.
Piuttosto che esporla al ridicolo si poteva inserire una dirigente sportiva (una Katia Serra, una Christillin) dotata di un minimo di esperienza.
Le poche interviste rilasciate? Veramente imbarazzanti.
Fortunatamente, dopo che anche Criscitiello, su SportItalia, ne aveva tessuto le lodi (per scherzo) la nostra attrice è tornata ad occuparsi di cinema. Se ne sono perse le tracce … Meglio.
L’altro Vice Presidente? L’Avvocato Tognon. Un teorico di università. Un cattedratico, un professore insomma. Con tutto il rispetto. Del tutto inutile nel mondo della Lega Pro, ma per fortuna non si è mai visto né sentito … Altro che il meglio di chi ha governato in questi anni recenti.
Su questo blog mi sono occupato anche del Segretario.
Questo avvocato (non avvocato) che ogni tanto è intervenuto per dire castronerie (vedi chiarimenti sul comunicato giovani). Che non è stato in grado neppure di correggere gli errori di ortografia. Una figura imbarazzante, figlia di una governance di Lega Pro caduta molto in basso.
Ma forse il suo merito, a proposito di figlia, è di aver sposato quella di Marino Bartoletti. Il noto giornalista RAI, grande amico di Ghirelli.
Alla faccia della “casa di vetro”. Sì, è ancora il programma che parla, a pagina 13.
Piazzare gli amici o il genero, anche se incompetente, non mi pare troppo trasparente.
E poi tutto questo parlare di etica. Del Comitato Etico.
Anche lì si è piazzato da tempo il Prefetto Francesco Cirillo, persona degnissima, per carità. È meglio mettere come Presidente dell’Etica un vecchio amico, non si sa mai. Meglio non mescolare questioni familiari con la carica di Presidente della Lega Pro.
E poi la chicca finale.
“Chi farebbe meglio a non votarmi?”.
“Chi è ipocrita e si cela dietro al volontariato”, pagina 13 del documentino. Chiedo venia, del programmino.
Va bene. E’ meglio ricevere un compenso, piuttosto che cercare soldi in modo indiretto, ma quanto costa alle società questa governance palesemente incapace?
Visto che è la casa di vetro, fatecelo sapere. Grazie. Anzi, ditelo ai Club di Lega Pro quali sono i costi di questa macchina organizzatrice.
E poi, sempre nel programma di chi non ti doveva votare: “Chi vuole un presidente teleguidato e senza capacità di autonomia”.
E qui siamo al paradosso.
Ma dove è finito il Ghirelli del Perugia. Del Bari e della Federcalcio di Carraro?
Questo amore per Gravina da cosa nasce?
Purtroppo non ho la memoria corta.
Una volta caduto Macalli in Lega Pro. Al momento di insediare Gravina a nuovo Presidente, consapevole della sua incapacità manageriale, Ghirelli si inventò un politico, Paolo Marcheschi. Il tutto pur di contrastare l’ascesa del bel Gabriele.
Risultato? Gravina venne comunque eletto e Ghirelli, Direttore Generale per imposizione del Tribunale del lavoro per l’illegittimo licenziamento intimato da Macalli, si trovò in Lega senza poter svolgere un bel niente. Da sorvegliato speciale, visto il tradimento consumato a pochi giorni dalle elezioni.
Ora, invece, ad ogni piè sospinto, una volta salito sul trono della Lega Pro, Ghirelli, che dice di agire sempre in autonomia e di non essere teleguidato, è tutto amore e baci per Gravina. E Gravina ha fatto questo, e Gravina ha fatto quello. Ma per piacere!
Caro Francesco, mi spiace, ma a leggere oggi il tuo programma elettorale sei solo un bel bugiardo.

E l’incosciente (Gravina)? Non è messo meglio.
Non posso qui riportare il programma dell’attuale (non) Presidente della Federcalcio. Troppo lungo. La schiera delle promesse non mantenute sarebbe infinita.
E qui siamo all’incoscienza.
Ma come si può pensare di gestire la Federcalcio con tanto pressapochismo?
I risultati della capacità manageriale di Gravina erano sotto gli occhi di tutti.
Sotto la sua gestione la Lega Pro è precipitata nell’anonimato. Nella crisi economica più totale.
Niente più media. Niente sui giornali e televisioni.
Sponsor sportivi? Nessuno. Presenza in Lega Pro? Scarsissima. Tanto da affidare il timone, non al mai sopportato Ghirelli, poi sfruttato per l’ascesa in Federazione, ma alla giovane Chiara Faggi. Inesperta, ma appoggiatissima. Pronta a fare il bello ed il cattivo tempo a Via da Diacceto.
Desidero ricordarlo sempre. Senza lo sfacelo del Commissario Fabbricini (nominato proprio perché nessuna delle altre componenti voleva votare Gravina o Tommasi) nessuno si sarebbe sognato di mandarlo al quinto piano di Via Allegri.
Dopo figure come Carraro ed Abete, il nostro Gabriele scompare.
Ma poi il metodo è sempre lo stesso. Lavorare poco, parlare molto.
I tavoli delle riforme (?). Dirigenti nominati che non fanno nulla tutto il giorno.
Un direttore generale, Brunelli, abituato a lavorare. I rumors lo danno già per infastidito. Per la mancanza di decisioni e strategia, a parte il comparire ben abbronzato qui e là.
Ma quanto pensa di durare il buon Gabriele vivacchiando così, alla giornata?
Oh no, dimenticavo! Colpo da maestro.
Per risolvere tutti i problemi, chiamiamo da Firenze la Chiara Faggi, la top manager. Mettiamola in Via Allegri.
A fare cosa? Mistero.
Mi auguro nulla. Perché un conto è fare danni a Firenze, assurgendo a manager (esperienza zero), altro è pensare di ripetere il ruolo di consulente personale del Presidente in Federazione.
Ed è qui che siamo di fronte all’incoscienza.
Ghirelli e Gravina. Bugiardi ed incoscienti. Appunto.
La triste realtà del calcio italiano.