BLACK FRIDAY ANCHE NEL CALCIO, PER GRAVINA E GHIRELLI

No cari amici, non voglio anche io invitarvi allo shopping sfrenato sulla scorta della tradizione americana e dei guadagni da segnare in nero sul libro degli incassi.
Oggi, più che lo shopping, è un venerdì nero. Nel senso che, ovunque giro il mio sguardo, vedo poca luce, un Paese alla deriva.

Ed il calcio? Non si distingue certo per elevarsi ad un gradino superiore.

Come ti giri vedi solo chiacchiere. Proclami, fatti incresciosi, imbroglioni e dilettanti.
Inizio allora proprio dal “black”. Per scoprire che la lotta al razzismo e alle diversità è ben lungi dall’essere vinta. Anche nel calcio.
Solo il signor Gravina si riempie la bocca, ogni volta che accade un episodio di razzismo, per dire “basta” la tolleranza è finita.
Ma poi, al suo solito, non accade nulla.

Dai Vittorio, fammi stare in pace ed in buona compagnia, qui nel mio palazzo di Via Allegri.

Infatti, dopo l’episodio di Mario Balotelli al Bentegodi di Verona, dove scagliò il pallone verso la curva dei tifosi veronesi minacciando di lasciare il campo, cosa è successo?
Un magnifico nulla.
I soliti servizi televisivi. Le dichiarazioni di solidarietà. Al nostro Gabri viene una ideona di grande spessore, da vero dirigente di livello, come del resto ha sempre dimostrato nella sua carriera: “Mario in nazionale”.
Ma che c’entra? Per quali meriti sportivi dovrebbe essere convocato, visto che non riesce ad emergere neppure in una squadra neopromossa?

Insomma le solite chiacchiere alla Gabri maniera. Di fatti concreti il solito nulla.

Il Verona rifila un daspo ad un capo tifoso (uno, sì, avete capito bene). La Procura Federale indaga sui pochi “imbecilli che non hanno nulla a che fare con il calcio”. Il Giudice Sportivo chiude la curva dei vigliacchi.
Anzi no, neppure quella. Perché dopo il ricorso il provvedimento è stato sospeso, con la condizionale, dalla Corte Sportiva d’Appello.
La norma dice così e poi gli ululati debbono essere percepiti, bla bla bla… insomma che ci importa, lasciateci in pace.
E allora Gabri, invece di proporre Super Mario a Mancini (ci tornerà se lo merita) fai una cosa giusta per una volta nella vita.
Convoca il Consiglio Federale urgente. Come hai fatto per l’affare Micciché e cambia la norma …
Si chiude lo stadio Bentegodi per tre turni con una bella multa al Verona di 100 mila euro. Stai sicuro che la società non li fa più entrare i tifosi razzisti.
Troppo difficile, sono giustizialista?
E allora teniamoci gli ululati negli stadi.

Nelle categorie minori non va meglio, anzi peggio, se possibile.

Il portiere della Agazzanese dopo gli ennesimi insulti provenienti dalla Tribuna, se ne è andato. Proprio, come voleva fare Balotelli …
I suoi compagni, per solidarietà, hanno interrotto la partita.
Risultato? Un turno di squalifica al senegalese Omar Daffe e partita persa 0-3 a tavolino.
È la norma, che volete.
Mi chiedo, Gabri & C: ma che ci state a fare?

Non è più edificante la storia della calciatrice della Juve Eniola Aluko che la scorsa settimana ha deciso di lasciare Torino e di tornarsene in Inghilterra.
Lo sfogo della “negra” juventina al Guardian mette i brividi.
Si racconta di perquisizioni insolitamente accurate all’aeroporto. Di sospetti di furti nei negozi.
Una bella figura per il nostro Paese. E per il calcio.
Immagino che ci saranno state reazioni di tutto il mondo del calcio. Inviti a Roma, a Via Allegri. La cittadinanza onoraria di Torino …

Ehm, non trovo niente sui giornali, né sui media.
Gabri, ci sei??
E già. Troppo impegnato a mettere le mani sulla odiata Lega di Serie A, che ha osato dire, alla Federcalcio, che non serve a nulla e spendere 40 milioni di euro all’anno. Che mandare avanti così il baraccone di Via Allegri è un delitto.

Beh, cari lettori, dopo le assunzioni eccellenti di cui vi ho parlato negli ultimi tempi (la Risk Manager avvocato Faggi, il figlio di Valentini, Brunelli, Santoro & C. di provenienza da Milano, la figlia del ragioniere Nave) ci risulta che, forte degli ultimi soldi piovuti da Sport e Salute, sia in arrivo un carico di “promozioni” e scatti di grado.

Ma siiiii! Lavoriamo così bene, siamo così indispensabili, è meglio gratificarci un po’.
Quaranta milioni all’anno non bastano, spendiamo ancora.

Sulla qualità e sui risultati della gestione “Gabri” meglio stendere un velo pietoso.

Visto il deficit del budget 2019 (meno 9,1) grazie a Sabelli che ha elargito 6,3 milioni (ma perchè non chiede come li spendono?) è venuto il momento di sperperarne ancora un po’.
E allora (non vorrei che fosse una risposta a questo mio modesto blog) ecco che si è provveduto a “rimodulare” il budget (ma senza il regalo di Sport e Salute, si sarebbe continuato ad erodere le riserve).

Grazie ai nuovi sponsors, siamo passati addirittura in attivo, annuncia il bel Gabri alla platea.

Ma di come stai spendendo tutti questi soldi e di quali significative riforme hai portato nessuno ne parla.

Poi, fra questi sponsor, c’è la Deliveroo. La piattaforma di consegne di cibo a casa.
Per carità, i soldi sono soldi (vero Gabri?), ma la scelta di una catena di consegna così “chiacchierata” non è stata certo felice.
Tutti sappiamo come questi lavoratori vengono utilizzati. Poche tutele e in bicicletta, sotto le intemperie, per pochissimi soldi.
Poi c’è il fenomeno dello sfruttamento degli irregolari (soprattutto immigrati di colore).
È noto che questi ragazzi, che non possono essere assunti, vengono ingaggiati dai dipendenti di Deliveroo e restituiscono al sub-datore di lavoro il 30% del guadagno.
Uno sfruttamento fra poveri.
Ma certo questo Gabri non lo sa.
Cadono le braccia.

Al peggio non c’è mai fine. In questo triste Black Friday.
Anzi no, abbiamo chi riesce a battere il nostro Gabri.
Ma si è lui, il settantenne di Gubbio.
Quello della Lega dei campanili e dei pulmini.
Mi viene il dubbio che Ghirelli abbia poteri …
Si sa, siamo meridionali. Alla iella non ci crediamo, figuriamoci.

È il 20 Novembre e l’Integrity Tour si ferma a Padova, con le solite dichiarazioni, roboanti, del nostro difensore dei costumi e della morale (altrui).
L’Integrity Tour difende il gioco. E’ un progetto collaudato, “per condividere le culture della trasparenza e della legalità” (sempre quella degli altri, perché la mia richiesta di un confronto a due è rimasta stranamente lettera morta).
Insomma con l’Integrity Tour abbiamo salvato il calcio della Lega Pro.

Badaboom.

Il 23 Novembre, tre giorni dopo, su richiesta della Procura della Repubblica di Catania, il GIP ha disposto l’arresto del titolare di un centro scommesse e di un calciatore del Foggia (ex Bisceglie) nell’ambito dell’indagine “Corner Bet” per il tentativo di alterare tre partite di Lega Pro, del Trapani, del Bisceglie e della Sicula Leonzio.
Scrivono gli inquirenti dell’esistenza di un sodalizio criminoso dedito alla realizzazione di frodi in competizioni calcistiche di Lega Pro”.
E siamo così abbiamo messo a posto lo sbandierato “Integrity Tour”.

Ma meraviglia delle meraviglie, immediatamente tuona, il nostro pluripensionato: “Apprendiamo la notizia dell’indagine trattandola con la massima serietà” (e meno male) “Abbiamo subito attivato le nostre procedure interne facendo gli accertamenti del caso con i nostri consulenti di Sportradar” (sì, buonanotte).
Il tour serve per prevenire. Altrimenti sono soldi buttati.
Non voglio infierire sul “nostro” di Gubbio. Anche se sbandierare l’Integrity il 20 per poi vedere gli arresti il 23 fa un po’ effetto.
Al di là della iella, le responsabilità sono altre e questa volta dirette.

Mi riferisco al Campionato che questa scioperata e sfortunata Lega dovrebbe organizzare (a colpi di milioni di euro pretesi dalle Società al momento dell’iscrizione).
Ebbene, qui lo dico e qui lo nego, il campionato, ancora una volta, è irregolare. Totalmente. Gestito in modo dilettantistico da Ghirelli e dai suoi raccomandati.
Mi riferisco a società inesistenti, prossime al fallimento. Che continuano a giocare per poi vedere annullati i risultati sportivi sul campo.
Alla faccia dei campanili e dei pulmini.

Cadaveri che camminano?

Il Rieti, dopo la fuga del patron Curci a favore di una società, tal Italdiesel, che si è rivelata un bluff.
Niente stipendi e niente fidejussioni.
Messa in mora e sciopero conseguente.
Tentativo, purtroppo già visto, di far giocare la Berretti, in violazione delle norme.
Poi allenatore che non può allenare il Lega Pro e che stava operando in deroga (ma come, non eravate tu e Gabri i fautori del motto “basta deroghe”?).

Insomma partita persa a tavolino per 0-3, che è già un insolito per la regolarità di un campionato anche se, verosimilmente, la Reggina avrebbe vinto e un bel meno 1 (uno) in classifica.
Ma come? Ci dicevano che era finito il tempo delle penalizzazioni …

Quindi Curci è costretto a riprendersi le quote.
Paga un po’ di stipendi, niente più sciopero, la giornata successiva si gioca regolarmente.
Ma è normale?
C’è chi gioca e chi no. Sembra la ruota della fortuna.
Poi il glorioso Avellino. Con la controllante Sidigas oggetto di svariate istanze di fallimento. Sequestri della Procura della Repubblica (per 95 milioni di euro) e un barcollante concordato preventivo.
Sarebbe alle porte la solita “cordata”. Con personaggi sconosciuti o reduci da esperienze molto negative con altre società di Lega Pro.
Certo è che la Sidigas e il patron De Cesare sono sotto la lente di ingrandimento. C’è già una sentenza della Corte d’Appello di Napoli che ha ordinato al Tribunale avellinese di dichiarare il fallimento.
E se a cascata fallisce anche l’Avellino? Tutte le partite giocate diventano inutili e arrivederci al Campionato.
Insomma bravo a Ghirelli che non ci fa mancare nulla.

Come gli atti di teppismo a carico dell’Amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, colpito a pugni da un ultrà, fortunatamente arrestato.
Ma la situazione del Catania è quella che è.

Lo Monaco in fuga. Società con debiti elevati. Pulvirenti che ha avuto i suoi problemi con la giustizia.
Naturalmente, alla faccia delle nuove norme e del nuovo corso, ecco apparire un potenziale acquirente.
Raffaello Follieri, ma si proprio lui, quello che doveva comprare il Palermo e il Foggia.
Quello arrestato a New York per truffa.

Mah! Non mi sono affatto sbagliato … è proprio un “Black Friday”.

Leave a Reply

*

code