BANDECCHI TUONA, MA LA TERNANA VALE VERAMENTE IL PRIMATO?

TERNI – Nonostante un primo quarto di campionato vissuto tra le prime tre posizioni della classifica l’ambiente ternano continua ad essere surriscaldato. Curioso che spesso ad accendere la miccia sia il numero uno, il presidente Stefano Bandecchi che alterna carezze a legnate con una disinvoltura disarmante.
L’ultima dopo il pareggio di Teramo.

Chiunque sarebbe portato a ritenere utile un pari ottenuto a Teramo contro una squadra inserita nel novero delle pretendenti alla serie B. L’aggiunta di qualche giustificazione (vedi rigore clamoroso non concesso a Marilungo) attenuerebbe il malessere per l’aumentato distacco dalla Reggina capolista beneficiaria di tre punti a tavolino grazie alla “farsa Rieti” sulla quale, ad esempio, Bandecchi non ha mai speso parole né pugni sul tavolino di un governo calcistico quantomeno lacunoso.Ma il tema era e resta la Ternana. Un nodo di fondo intorno al quale sta girando, tra non pochi equivoci, la stagione dei rossoverdi.

La squadra allestita in estate dal diesse Leone è davvero la più forte del girone? quella in grado di vincere tutte le partite come era nelle aspettative del patron? Ovviamente, come sempre, al punto di domanda fanno riscontro almeno due partiti: favorevoli e contrari.

Senza iscriversi al partito ci resta abbastanza semplice proporre alcune piccole considerazioni che in ogni caso non macchiano né sminuiscono il lavoro prodotto fin qui da Mammarella e soci, ben guidati dal tecnico Gallo che, probabilmente, sta traendo il meglio dal gruppo.
Un gruppo, dicevamo, la cui costruzione non ha richiesto grossi investimenti. Bandecchi non aveva però posto limiti alla provvidenza pur di vincere il campionato. Mantiene al proprio interno almeno quattro o cinque giocatori ai quali in partenza s’è cercato di dare il benservito e che, in ogni caso, sono rimasti con la consapevolezza di essere seconde o terze scelte e, di conseguenza con tanti gradini da scalare.

Un gruppo nel quale è stata consegnata la fascia di capitano e il ruolo di leader al 37enne Mammarella, del quale fanno parte attaccanti bravi, ma in carriera mai particolarmente prodighi in zona gol, o elementi, come Defendi e Marilungo, ai quali nonostante l’età non verdissima, sono stati offerti corposi prolungamenti di contratto.
Insomma, quantità, affiatamento del gruppo, qualche scommessa (vedi il recupero di elementi importanti come Suagher e Salzano) e la valorizzazione di ragazzi come Nesta, Onesti e Sini in luogo di un impegno molto oneroso su giocatori di assoluta garanzia come poteva essere l’ex Antenucci, formidabile anche a Bari, che in tantissimi avrebbero voluto rivedere in rossoverde.

Scelte diverse quindi.

Che in ogni caso portano ad una considerazione. La Ternana ha un buon organico, ma non tale da poterle assegnare il ruolo di favorita assoluta o, più ancora di ammazza campionato. Scelte condivisibili o meno conta poco. Conta molto di più invece, la coerenza successiva. Perché è sulla coerenza dei comportamenti e sulla compattezza dell’ambiente che spesso si fondano i successi.

Però quando il presidente chiede vittorie a raffica e partite dominate sorge spontaneo un dubbio. Se lui avanza certe richieste, evidentemente nei confronti con i suoi collaboratori, è emersa la convinzione che la squadra stia fornendo un rendimento inferiore alle aspettative. Alle possibilità prospettategli.
Noi siamo di tutt’altro avviso e, giusto per sgombrare il campo da equivoci, riteniamo la squadra carente sia in attacco che in difesa e brava fin qui a superare tali handicap con idee di gioco, capacità propositive e compattezza che le fanno onore. Certo ha commesso errori, anche a Teramo, ma soprattutto ha trovato sulla propria strada una Reggina capace di mantenere un ritmo fantastico (unica nei tre gironi) con giocatori glorificati da un’annata indimenticabile.

Per questo, forse, sarebbe più opportuno approfondire i temi con una riflessione interna invece di proporre alternativamente cioccolatini a fendenti, carezze a tiri al bersaglio, poco produttivi. A volte utili per dare la scossa, spesso invece produttori di malessere e disagio in chi sa di aver compiuto per intero il proprio dovere.
Riequilibrare toni e valutazioni. Sarebbe fondamentale per provare a rimediare alle manchevolezze estive e migliorare un organico che, in ogni caso, fin qui ha viaggiato alla media di due punti a partita. Un ritmo da promozione non ci fosse stata la Reggina.

Nelle foto: Luca Leone (in copertina) e Guido Marilungo (fonte calcioternano.it)