Bandecchi, Ranucci e quell’inno a Don Chisciotte che conduce alla serie B

La vicenda iniziata il 13 luglio relativa ai ripescaggi in serie B è arrivata ad una svolta decisiva: la sentenza del Tar del Lazio che impone il ritorno del campionato cadetto a 22 squadre.
Una delle ripescate potrebbe (dovrebbe?) essere la Ternana.

Non a caso a pochi istanti dalla fine della conferenza stampa del presidente Stefano Ranucci, gli altoparlanti del Liberati riproponevano ancora la musica del Don Chisciotte, la musica che il patron Stefano Bandecchi ha eletto quale colonna sonora dell’estate rossoverde: lui Don Chisciotte contro un calcio che stravolgeva le regole piegandole ai voleri di pochi, infischiandosene dei diritti di altri, della Ternana tra gli altri.


La Ternana, per effetto della sentenza del Tar del Lazio, pubblicata il 24 ottobre, in riferimento al ricorso proposto dalla stessa società rossoverde (n.11188 del 2018), potrebbe ritrovarsi nel giro di pochi giorni a giocare nel torneo cadetto. Al momento le sue partite nel campionato di serie C sono state sospese, come quelle di Novara, Pro Vercelli e Siena, le altre società che avevano proposto identica istanza.
Una vittoria in tribunale che ripaga la Ternana dell’impegno strenuo profuso per ottenere il rispetto delle regole, di quel Noif, che concedeva la possibilità di ripescare le società in possesso dei requisiti richiesti, in luogo di Bari, Cesena e Avellino escluse dai campionati (le prime due partecipano al torneo di serie D).

Possibilità di ripescaggio suffragata dal deposito delle fidejussioni e delle somme a fondo perduto da parte della Ternana, oltre un milione di euro.
Ma non vale nemmeno la pena ripercorrere le tappe, tante, di una storia che ha messo alla berlina il calcio italiano con la vicenda serie B, ridotta a 19 squadre su decisione unanime delle 19 rimaste in gara in attesa dei ripescaggi. Un’altra decisione che il Tar del Lazio ha cancellato imponendo il ritorno del torneo a 22 partecipanti. Una decisione della quale si è interessata addirittura la stampa estera, un simbolo di un governo del calcio (commissario in quel momento) impegnato a far danni piuttosto che a risolvere i problemi.

Una decisione che lo stesso commissario Fabbricini, qualche giorno fa, ha indicato come suo grave errore, tanto d’affermare che tornando indietro non avrebbe ripercorso quella strada. Una strada impervia, piena di sconnessioni, un percorso pieno zeppo di rischi, come quello di dover far fronte ad eventuali richieste risarcitorie delle società ricorrenti. Ma oggi quelle società, la Ternana tra esse, hanno la possibilità di tornare in serie B.


Ma quali saranno i criteri di ripescaggio? Quelli secondo i quali era stata stilata una graduatoria che l’ex commissario Fabbricini ha più volte sostenuto fosse chiusa nel cassetto della sua scrivania? E Novara e Catania che hanno tentato d’inserirsi ottenendo due sentenze a favore prima della sospensiva imposta dal collegio di garanzia dello sport? E infine l’Entella che ha ricorso contro la penalizzazione imposta al Cesena per la stagione 2018-2019 chiedendo che la stessa fosse attiva invece nel campionato precedente con conseguente retrocessione all’ultimo posto dei romagnoli, nel frattempo falliti?

Insomma, ancora c’è più di un quesito cui dare risposta anche se dall’ambiente rossoverde traspare un considerevole ottimismo. Insomma la Ternana in B a questo punto sarebbe molto più di un’ipotesi.
Però, visto quanto è successo fin qui, meglio andarci con i piedi di piombo.


Però un risultato va ascritto alla società rossoverde: essere riuscita con la propria caparbietà e forte della competenza dei propri legali, gli avvocati Spasiano, Proietti e Giotti, a scoperchiare un pentolone dentro il quale l’acqua del malgoverno bolliva da tempo.

Oggi buona parte del calcio italiano dovrebbe ringraziare il lavoro della Ternana e con essa quello della Pro Vercelli e delle altre società. Perché la giustizia sportiva sarà riformata e con essa la Covisoc (soggetto deputato a verificare la correttezza della gestione amministrativa delle società), il controllore che non ha controllato. Perché con ogni probabilità il neo presidente della Figc avvierà finalmente la riforma dei campionati in un crisma di legalità e di rispetto dei diritti di tutti che fino a ieri sono stati calpestati.

Oggi la Terni calcistica applaude la propria società di riferimento apprezzandone l’operato, in attesa di poterla esaltare per un ritorno tra i cadetti che ieri sembrava impossibile ma che oggi è tornato ad essere una concreta possibilità.