Bandecchi: “Mai più figuracce” ma a Gallo regala una carezza

A vedere la foto si pensa ad una lezione con patron Stefano Bandecchi a fare da relatore e i rossoverdi (nessuno escluso) ad ascoltare con estrema attenzione. Visto che la location è quella dell’Unicusano Campus di Roma ci potrebbe anche stare una interpretazione del genere che, tutto sommato, neppure si discosta troppo dalla realtà.

Perché in effetti il presidente ha parlato ai suoi, ma per ricordare che lui vuole ad ogni costo che sia mantenuta la promessa che gli è stata fatta in estate, ovvero “nessuna figuraccia ma partite giocate con grande carica agonistica dal primo all’ultimo minuto”. E siccome l’evento è caduto giusto quattro giorni dopo la prima sconfitta stagionale dei rossoverdi, ricamarci sopra rientra nella fiera dell’ovvio.

Invece c’è poco da ricamare visto che l’appuntamento era stato fissato da tempo. Magari Bandecchi sognava di poterlo tramutare in un happening festoso (era anche il compleanno del vicepresidente Tagliavento (auguri dai “Graffi”), invece la battuta a vuoto contro il Monopoli ha inevitabilmente tolto qualche sorriso, ma fornito il destro al numero uno per rientrare un po’ nei ranghi dopo qualche dichiarazione frettolosa della domenica sera rilasciata alla solita emittente perugina.

Parole che in qualche modo avevano chiamato in causa il tecnico Gallo a proposito delle sostituzioni e anche i calciatori per la prestazione deludente.
Da perfetto padrone di casa il presidente, dopo averci riflettuto sopra e aver realizzato che le sue parole sono quelle che più di chiunque altro possono destabilizzare l’ambiente, ha aggiustato la mira. E così ha parlato di “incontro aperto e positivo” e sottolineato come “non c’è alcun problema con mister Gallo che gode della mia piena fiducia”. Ci mancherebbe altro dopo cinque vittorie e una sconfitta, dopo averne esaltato le doti umane e passeggiato con lui sotto la tribuna dopo la vittoria di Rieti.

Ma Bandecchi è un tifoso, forse il tifoso più grande della Ternana (visti anche i soldi che ci mette) e per questo gli può capitare di dimenticare nell’armadio i panni del presidente e vestire quelli più colorati del tifoso. Amen. Poi il richiamo alla squadra: massimo impegno e rispetto totale per i tifosi che hanno riposto in loro grande fiducia. “Con la speranza che la gara con il Monopoli abbia rappresentato un brutto incidente di percorso”… “ speranza di non vedere più prestazioni come quella di domenica scorsa al Liberati”.

Insomma, acqua su quel fuocherello acceso domenica che aveva alimentato subito qualche polemica. Per carità legittima se riferita alla prestazione, incomprensibile se utilizzata per mettere in dubbio le capacità del tecnico e del diesse, la qualità della squadra. Queste, casomai, potranno essere valutate più approfonditamente nel corso della stagione, non certo alla prima sconfitta.

Chiusa la parentesi Monopoli con annessi e connessi, veniamo a qualche altra questione. Intanto dobbiamo rilevare che il manto del Liberati sta assumendo una fisionomia finalmente consona. Dopo averne sottolineato le pecche era giusto rilevarne i miglioramenti evidenti. Bene perché una squadra che vuole far leva sul proprio tasso tecnico e sulla velocità dell’azione ha bisogno di un campo adeguato: il Liberati comincia ad esserlo.
Altra faccenda che proprio non riesco a digerire e legata all’orario imposto alle partite della Ternana: tutte alle 15 fin qui (orario che ha generato anche la rimostranze di Sarri per averci giocato una volta la sua Juventus). Un’assurdità visto che di solito in estate al sud fa più caldo che al nord e che nella nostra “conca” i trenta e passa grandi sono un’abitudine e la percezione, specie all’interno del Liberati va ben oltre i quaranta. Insomma, una tortura.

Ma c’è di più, e qui davvero siamo alla beffa. Anche contro la Reggina, mercoledì prossimo, la Ternana giocherà alle 15. Al di la della temperatura sorge un’altra questione. Di rispetto nei confronti del tantissimi abbonati, di quei 12.005 che anche il presidente della Lega, Ghirelli, ha glorificato nei suoi passaggi sull’aumentato appeal della Lega Pro. In quanti potranno assistere alla partita? Forse un terzo o anche meno? Staremo a vedere. Certo è che la Reggina, stando a quanto trapela, dopo aver accettato di giocare lunedì sera a Bari ha declinato la richiesta avanzata dalla Ternana. Con la Lega a fare da spettatore non pagante.

Sarebbe stata una trasferta più costosa per i calabresi? Può darsi, ma anche la Ternana ha dovuto giocare a Vibo Valentia e non a Rende dove sarebbe stato tutto più semplice. Comunque, non voglio assumere il ruolo di avvocato difensore della Ternana: non mi compete. Compete però ai dirigenti rossoverdi farsi valere, se serve battere anche qualche pugno sul tavolo, per vedere rispettati diritti già ampiamente calpestati nella passata stagione. La Ternana porta con se 12mila abbonati ma anche centinaia (a volte migliaia) di sostenitori in trasferta. Merita il massimo rispetto e con essa i suoi tifosi.

Non servono pacche sulle spalle ma atti tangibili.

Ultima annotazione. Domenica si va a Lentini (ovviamente in campo alle 15), occhio all’ennesimo trappolone che propone questo campionato che si sta dimostrando molto più equilibrato di quanto si potesse immaginare. Dopo la scivolata di domenica serve una prestazione all’altezza. Ma questo siamo certi che Gallo lo sta chiedendo da martedì e i rossoverdi in cuor loro lo sanno da domenica scorsa.

 

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