BANDECCHI CHIAMA, LA TERNANA RISPONDE CON DUE VITTORIE

TERNI – Due vittorie per la Ternana. Entrambe sofferte. La prima in casa contro la Viterbese, l’altra in Coppa ad Avellino. Due successi che hanno tratti simili visto che sono arrivati entrambi nei minuti finali delle partite. Partite diverse: dominata nelle occasioni e nella qualità del gioco la prima (almeno per un tempo) con pesanti errori arbitrali a renderla più complicata, meno spettacolare la seconda con tanti cambiamenti nel modulo e negli interpreti.

Però due gare impregnate di carattere, quello che aveva richiamato il presidente Bandecchi nell’ultima sua uscita definita “stimolante e positiva” dalle parti in causa.

Verrebbe da considerare quindi positivo l’effetto avuto dalle parole del presidente sulla squadra e sul tecnico. Può darsi anche se, pensiero nostro, tempi e modalità non sono stati esemplari. Ma ormai il canovaccio della stagione della Ternana è questo e difficilmente subirà modifiche nella seconda parte della stagione. Anche se il rischio di rompere certi equilibri è sempre dietro l’angolo proprio come gli effetti che questa sorta di contrapposizione presidente-tecnico, che non avrebbe ragione di essere, potrebbe avere sulla tifoseria, ovviamente spaccata in due partiti.

Insomma, si viaggia sul filo del rasoio con una squadra che dall’inizio della stagione staziona nelle prime tre posizioni della classifica e che in Coppa Italia è arrivata a giocarsi i quarti (prossimo avversario il Siena) vincendo tutte le partite.

Però, com’è giusto, il presidente-investitore pretende il massimo, ovvero la promozione diretta in serie B perché fin qui dal calcio ha ottenuto soltanto delusioni (una retrocessione dalla B e una salvezza in extremis l’anno scorso in C) a fronte di investimenti sontuosi. La sensazione quindi è che la squadra di oggi sconti anche gli errori di ieri. Ovvero contratti pluriennali onerosi, tanti cambi di allenatori e diesse con relativi costi aggiuntivi, difficoltà nelle cessioni. Tutte questioni che avranno un peso anche nelle prossime gestioni, da qui la necessità impellente di salire di categoria dove gli introiti sono decisamente superiori a quelli garantiti dalla serie C.

Compito non facile quindi per il presidente che deve guardare al presente, ma al tempo stesso gettare un ponte sul futuro attraverso investimenti su impianti e settore giovanile. Con un peso che va a gravare sulle spalle di una buona squadra che sta portando avanti un campionato più che dignitoso ma non di primissima linea come si aspettava il presidente Bandecchi. C’è la Reggina a rompere l’incantesimo, ma ci sono anche il Bari in rimonta e le rivelazioni Potenza e Monopoli a rendere tutto più complicato.

Insomma, situazione complessa, difficile da gestire, ma ancora recuperabile anche se molto dipenderà dal rendimento degli altri, della Reggina in primo luogo.
Per questo sarebbe fondamentale mostrare una compattezza e una unità di comportamenti e di parole (quella d’intenti non è in discussione visto che tutti hanno interesse a vincere) capace di convogliare in un unico canale (la Ternana) la passione di una tifoseria presente in massa al Liberati così come in trasferta (oltre 700 a Teramo) e non disperderla in fazioni che alla fine rischiano di ridurre anche le presenze allo stadio.

Per questo continuiamo ad auspicare una riflessione profonda e proficua da parte delle componenti in campo (società, diesse e allenatore) per valutare la necessità o meno di operare eventuali interventi alla riapertura invernale delle liste di trasferimento.
Arrivare al traguardo davanti a tutti non è semplice, ma vale la pena tentarle tutte per riuscirci. Anche per questo la tanto bistrattata Coppa Italia potrebbe diventare fondamentale per ridurre al minimo l’impatto di eventuali play off.

Quindi, testa bassa e lavorare, ognuno nel suo ambito di pertinenza perché la stagione è ancora tutta da vivere.

Nella foto di copertina il presidente Stefano Bandecchi con  Fabio Gallo

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