Avellino, occorrono garanzie, idee e competenze

La stagione dell’Avellino nell’inferno del campionato Dilettanti, è sempre più difficile. Caratterizzata da risultati altalenanti, che non consentono di essere protagonista ai vertici della classifica. Il cambio in panchina, che ha visto il ritorno di Giovanni Bucaro al posto dell’esonerato Archimede Graziani, non sembra aver dato quella sterzata tanto attesa.
Gli irpini sono inceppati in un altro ko. Questa volta sul campo della Torres, dove la squadra di Bucaro ha rimediato un netto 2-0, figlio di una prestazione a dir poco deludente che vede i biancoverdi scivolare al settimo posto, a 8 punti dalla vetta.


I brutti risultati sono principalmente da imputare ad alcune scelte societarie, con una proprietà sicuramente forte economicamente, ma che sta dimostrando di non avere le competenze idonee per poter far bene nel mondo del calcio. Avere ad Avellino, a capo della struttura sportiva, un imprenditore importante come Gianandrea De Cesare, risulta senza dubbio positivo. Non è però sufficiente per raggiungere certi traguardi se il tutto non è abbinato a idee e figure competenti.
Il problema attuale dello sport avellinese è proprio il fatto di essere privo di gente idonea a ricoprire determinati ruoli. Oggi chi è preposto, non sta ottenendo i risultati sperati nel basket e tanto meno nel calcio. Significa che occorrono dei correttivi immediati, oltre a fare chiarezza per il futuro. De Cesare, ove il prossimo 30 marzo non venisse rinnovata la convenzione alla sua Sidigas, potrebbe decidere di mollare tutto.

C’è da augurarsi che non accadata. Nell’Avellino mancano uomini di calcio, anche se in queste ore si è fatto il nome di un possibile ritorno di Bruno Iovino, già dirigente del club irpino negli anni novanta. L’eventuale ritorno di Iovino, deve essere seguito da un’altra figura con competenze tecniche, vale a dire un bravo direttore sportivo, in modo da sostituire o al limite affiancare Carlo Musa. Ci sarebbe infatti tanto da ridire sul suo operato dall’inizio di stagione.
Ci si augura che il nuovo Avellino lasci alle spalle al più presto la cattiva gestione dell’era Taccone. E’ possibile, basterebbe essere umili e farsi aiutare da chi ne sa di più, visto che al momento il detto “pago io e decido io”, non sta facendo il bene dello sport avellinese.
Morale. Che senso ha permettersi una Ferrari se poi non si è in grado di metterla in moto ? Un bagno di umiltà !
De Cesare non deve dunque accusare alcuna incertezza nel rivolgersi a chi il calcio lo conosce e può consentire, al nuovo Avellino, di fare quel salto di qualità da tutti auspicato.

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