Avellino, caso Alfageme: un altro colpo del diesse Musa

    La stagione dell’Avellino è senza alcun dubbio tormentata da varie situazioni che abbracciano sia gli aspetti societari che quelli legati al campo. La tifoseria bianco verde, in questo periodo del campionato, si sarebbe aspettata di vedere la loro squadra solitaria in vetta alla classifica, non è così, a causa delle tante scelte sbagliate da parte della dirigenza irpina, che continua tranquillamente nel perseverare nei suoi errori.

    Come abbiamo più volte detto, l’Avellino è in mano ad una proprietà forte, che però non ha alcuna esperienza nel mondo del calcio, un aspetto che sta fin qui pagando a caro prezzo. Lo si evince dall’operato del suo diesse, Carlo Musa.
    Il direttore sportivo dell’Avellino, più volte è stato criticato nel corso di questa stagione. Dalla scelta dell’allenatore che cadde su Archimede Graziani, esonerato qualche mese fa e con il quale la piazza non ha mai legato.

    La perla firmata Carlo Musa, avviene nel corso della sessione invernale del calciomercato, quando il diesse romano aveva dato a tutti l’impressione di aver messo a segno un gran colpo di mercato. Portare Luis Alfageme all’Avellino, un vero lusso per la Serie D. Vista così, ci sarebbe solo da fare i complimenti a Musa per l’ingaggio dell’attaccante argentino, il quale ha rescisso con la Casertana (Lega Pro), per sposare il progetto dei bianco verdi. Purtroppo per il buon Carlo Musa, c’era da fare i conti con il regolamento, evidentemente a lui sconosciuto e ciò è molto grave per un dirigente di una società calcistica.

    Nel campionato di Serie D, il regolamento prevede il tesseramento di due soli giocatori extracomunitari e il tutto deve avvenire entro il 31 dicembre. Il trentaquattrenne attaccante, si trova in Italia dal 2002 e ha soltanto la cittadinanza argentina, ma non è questo l’errore commesso dal buon Musa. Quello che viene contestato al diesse, è legato al fatto di aver tesserato l’ex Casertana oltre i termini consentiti. Di conseguenza non permette di schierarlo in campo. I legali dell’Avellino si sono già attivati per far valere le loro motivazioni seppur inesistenti e ingiustificate, nel caso in cui però dovessero avere ragione, assisteremmo ad una svolta epocale, paragonabile alla legge Bosman.

    Il ricorso presentato dalla società irpina al TFN, sarà discusso il prossimo 4 febbraio, nel frattempo Alfageme potrà solo continuare ad allenarsi agli ordini di mister Bucaro, senza però essere utilizzato in campionato. Nel caso in cui il TFN, dovesse respingere il ricorso della società, Alfageme si svincolerebbe dall’Avellino e avrebbe tempo fino al 28 febbraio di potersi accasare in una nuova squadra, militante dalla Serie C in su.
    Una situazione davvero assurda, d’altronde quando c’è un’evidente incompetenza, a pagarne le spese sono le società e anche i giocatori stessi, che come nel caso di Alfageme rischiano di rimanere senza squadra, per colpa di chi non conosce regole e professione.

    Ci chiediamo cosa aspettano ad Avellino a liberarsi di questa persona inadeguata che ricopre ruoli non adatti. Cosa serve ancora al patron per convincersi che deve attorniarsi di uomini di calcio e non figure improvvisate, inadatte alla piazza e alla storia calcistica dell’Avellino che dovrebbe navigare in ben altre categorie più prestigiose.

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