AVELLINO, A CHI ASPETTI PER MANDARLI VIA !

La stagione dell’Avellino è caratterizzata da risultati altalenanti, che non gli stanno consentendo di essere leader nel proprio girone della Serie D. Gli irpini dopo la sconfitta rimediata sul campo dell’Aprilia, nel turno infrasettimanale, hanno confermato i tanti problemi che tormentano il loro cammino verso la vetta, ora già distante cinque punti. Le cause di questa crisi sono facili da individuare: portano il nome del diesse Carlo Musa e dell’allenatore Archimede Graziani. Sono gli artefici principali di questo disastro.


Abbiamo sempre detto che l’Avellino ha avuto la fortuna di ripartire con una proprietà importante. Una proprietà che però non è attorniata da elementi dotati della necessaria competenza. Una proprietà che ha deciso di affidarsi a gente incapace e presuntuosa che non sta portando nulla di buono in una piazza gloriosa come quella di Avellino.
Nessuno riesce a comprendere il motivo per cui la proprietà non si voglia liberare di Musa e Graziani. Quanti danni ancora dovranno fare per essere allontanati definitivamente? Il club, nonostante la pesante sconfitta di mercoledì, ha deciso di rinnovare la fiducia a Graziani, per lo meno per le prossime tre gare. Questo dimostra di quanta pazienza dovranno ancora armarsi i tifosi avellinesi.


Per preparare la sfida di domenica al Partenio-Lombardi, contro la Vis Artena, la squadra si è allenata a porte chiuse. Come se il problema di questa crisi fosse causato da tifosi e giornalisti, gli unici, invece, ad avere ancora a cuore le sorti dell’Avellino. Gli unici a soffrire nel vederlo nelle mani di due insufficienti. Sarebbe auspicabile, prima di assistere ad altre catastrofi, vedere l’Avellino tornare in mani più idonee. Di coloro che conoscono il significato e la storia dei colori biancoverdi. Gente come Di Somma e Novellino, per esempio, due profili adatti per aprire un nuovo ciclo importante.
Vedere in una società così gloriosa figure non idonee come Musa e Graziani lascia veramente perplessi. Riportano alla mente come e quanto sia malridotto il sistema calcio in generale.

Comments (1)

  1. Veramente in italiano si dice “chi aspetti”, e non “a chi aspetti”, e’ un errore grammaticale da matita blu. L’articolo e’ gravemente insufficiente anche sotto il profilo del contenuto, dato che l’Avellino non sta affatto facendo male ed e’ vicinissimo alla vetta

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