ARBITRI MALE, ESPLODE CUPPARO (FRANCAVILLA), PROTESTE DA TARANTO E CERIGNOLA

Arbitri contestati nel girone H. Di questo passo il campionato rischia di essere falsato. L’evento più eclatante si è verificato a Francavilla in Sinni. Al novantunesimo, con il Foggia ridotto in dieci, per una precedente espulsione, i padroni di casa si vedono negare un rigore evidentissimo. Il difensore rossonero imputato, in elevazione, tocca la palla prima con la mano destra e poi con l’avambraccio sinistro. Il gesto è evidentissimo. L’errore arbitrale macroscopico. Le riprese video sono di una chiarezza assoluta che appare inspiegabile come il direttore di gara possa essere caduto in un errore tanto grossolano.

Come tutte le gare giocate dalla squadra di Ninni Corda l’incontro si è disputato in un clima di grande tensione. Interruzioni per gioco falloso. Ripicche, reazioni e proteste. Mischie tra giocatori, a gioco fermo, nel corso delle quali sono volate testate e ceffoni.

Dispiace evidenziare certe situazioni (perché in questi casi non si parla più di calcio), ma si stanno ripetendo, in campo, le situazioni disdicevoli vissute lo scorso anno dagli avversari del Como che aveva in Ninni Corda il responsabile tecnico. Nessuno vuole mettere in dubbio le qualità professionali dell’allenatore sardo di certo, però, usa metodi non sempre in linea con le norme sportive e comportamentali. Nel rispetto dovuto nei confronti degli avversari.

Lo scontento è generale e nella gara di ieri il fatto è sfociato nello sfogo del presidente Cupparo, del Francavilla in Sinni, che al termine della gara si è concesso alla stampa denunciando l’accaduto. Relativamente alle carenze arbitrali ed al comportamento, in campo, dei giocatori avversari. La squadra di casa si è sentita ingiustamente defraudata. Quanto meno del risultato di parità.

Cupparo si è lasciato andare a una dichiarazione pesantissima. Del tenore: se è stato tutto deciso a monte ci avvisassero che rinunciamo anche a scendere in campo. Ha parlato di tensione, baruffe e scontri. Una accusa pesante per i rossoneri. La riconosciuta integrità delle istituzioni e della classe arbitrale non è messa in dubbio, di certo però l’argomento va affrontato con la dovuta attenzione ed i conseguenti problemi vanno risolti in tempo brevi. Ben prima che possa ulteriormente degenerare.

Arbitro contestato anche in Taranto – Cerignola. Sulla graticola il direttore di gara ed il secondo assistente. Dubbi sui due gol messi a segno in avvio di partita dal Cerignola. Veementi le proteste dei rossoblu. Il secondo assistente, forse accecato dal sole per gran parte del primo tempo, commette più di un errore. Il primo gol è però senza dubbio regolare, sull’altro le immagini non chiariscono, Marotta sarebbe al di la della difesa di casa. Fatto sta che gli ospiti dopo i primi quindici minuti erano già in vantaggio di due reti. Allo scadere del tempo regolamentare è poi giunto il rigore, a favore del Taranto, che ha riequilibrato sul pareggio il risultato. Anche in questo caso inutili le rimostranze dei ragazzi di Vincenzo Feola. I dubbi anche in questo caso sono evidenti.
Sembra non essere una buona annata per i ragazzi della Can D. Il raccolto appare non essere dei migliori in questo campionato. Anche per quelli in odore di promozione. Le proteste dei club non si limitano soltanto al girone H. Matteo Trefoloni ha il suo bel da fare per gestire questa stagione affinché il lavoro fatto sul gruppo non venga disperso.

La gara. Piacevole per lo spettacolo tecnico offerto da entrambe le compagini e per il sano, corretto agonismo messo in campo.
Cerignola si conferma uno dei complessi più forti del girone. In assoluto. Una rosa di grande qualità nella quale emergono i giocatori più esperti con alle spalle campionati di categoria superiore. Quella qualità che ti colpisce al primo errore. Al di la delle possibile carenze della terna, Rodriguez e Sansone hanno severamente punito la difesa tarantina alle prime distrazioni.

Alla resa dei conti il risultato di parità è però il più giusto. Per il Taranto la reazione al doppio svantaggio e la determinazione, valgono più del significato intrinseco del risultato. Rappresentano segnali di crescita importanti.

Fattori che restituiscono a Panarelli una squadra con un rinnovato carattere. Con maggiore temperamento. In altre occasioni i due gol subiti in apertura avrebbero tagliato le gambe. Aperto delle crepe insormontabili. Ieri tutta la squadra ha reagito nel modo migliore. Superiore anche alle continue critiche che piovevano dalla curva. Ha macinato gioco. Una sicurezza i due Manzo. Generoso Oggiano, anche se poco concreto. Tutti hanno creduto nella rimonta sino allo scadere del tempo e sono stati premiati. Una palla che al novantesimo doveva essere estremamente pesante, quella messa sul dischetto da Favetta. La responsabilità lo ha portato all’errore. L’intuito di Benvenga ha risolto una situazione che altrimenti sarebbe divenuta insostenibile.

Guaita è un calciatore ritrovato. Si potrebbe asserire che è l’acquisto più importante del mercato di riparazione del Taranto. Olcese ha bisogno di tempo per integrarsi. Kosnic diverrà un punto di forza nella rinnovata linea difensiva (ne ha già dato dimostrazione nello scampolo di partita che ha disputato).

Massimo Giove, da par suo, deve credere nella politica dei giovani. Sono il futuro dei rossoblu. Marino e Cuccurullo sono tra questi. Ferrara gioca già con la maturità e l’esperienza di un “over”. Il Taranto, invece, deve ricercare le sue carenze in qualche atleta “stagionato” che sta tradendo le aspettative. A chi sostiene ancora le scelte di Ragno invito a guardare a ritroso il rendimento offerto in stagione da Allegrini e Genchi. Due macigni nelle economie della società. Lanzolla non si è mai reso utile alla causa. Le squadre, bene rammentarlo, le fanno i calciatori non i nomi. Indipendentemente dallo loro carta d’identità. Giove è inevitabilmente portato a dover fare queste riflessioni.

Sugli altri campi.

Il modesto Gelbison impone il pari al Bitonto. Patierno, ancora una volta a segno, realizza il momentaneo vantaggio dal dischetto. Fasano e Sorrento continuano nel loro sontuoso, sorprendente campionato. Enzo Maiuri ha trovato, in riva al Tirreno, l’ambiente ideale per mettere in mostra la sua qualità professionale.

La Nocerina inizialmente sotto di due gol blocca, in rimonta, la marcia del Casarano. Liurni splendido autore di una doppietta, coglie il pareggio su punizione (stratosferica), togliendo le ragnatele dall’incrocio sulla destra del portiere. La cura Ciullo sembra aver restituito vitalità al Brindisi. Sembra anche che la crisi societaria sia sulla via della soluzione.
Domenica prossima l’ultima del girone d’andata. Lunedì la chiusura del mercato d’inverno. Non tutti hanno definito le loro rose. Per tanti sarà una corsa nel tentativo di migliorarsi. Poi riposo sino al 5 gennaio. Da lì, credetemi, inizia una “nuova” stagione. Tutto può accadere.

Sta a significare che come al ristorante il “conto” si paga sempre dopo il caffè. Così in campionato: si vince sempre e soltanto a primavera.

Nella foto di copertina Leandro Guaita del Taranto