ANNO NUOVO, CALCIO VECCHIO (non solo in Federcalcio), SONO SOLO BARZELLETTE

Avevo scritto la letterina a Babbo Natale (quella dei graffisulpallone), augurandomi che in qualcosa potesse riuscire (almeno lui). Nel cambiare questo nostro amato calcio, purtroppo bistrattato da una “governance” di dilettanti allo sbaraglio. Personaggi più del dire che del fare. Di profilo così basso che saranno ricordati, nella storia, come i peggiori del dopoguerra.

Purtroppo non solo non è successo nulla. L’apertura dell’anno nuovo è stata all’insegna del pressapochismo e delle solite “marchette” dei giornali.

Partiamo dal basso.

La povera serie c (minuscolissimo) sotto la sapiente (eufemismo) guida del vecchietto di Gubbio ne ha infilata un’ altra.
Lo sciopero del campionato si è rivelato una barzelletta.

La prova, provata, di incapacità totale di guida e di idee si è rivelato un flop epico.
Da un lato ha finito col penalizzare solo le povere società. Costrette all’ultimo minuto ad annullare trasferte, treni. A pagare penali per gli alberghi.
Dall’altro lato, non solo non se ne è parlato sui giornali o in televisione, ma non ci sono neppure state, ovviamente, aperture o spiragli dal governo attuale. Sicuramente impegnato in problematiche politiche e sociali di ben altro livello, rispetto alla defiscalizzazione della povera serie c (sempre minuscolissimo).

Mi chiedo. Ma allora Ghirelli e tutte le sue (presunte) amicizie col PD a cosa servono?

A niente, appunto.
Ed ora, il nostro eroe, come ne esce?

Presto detto, facendo finta di nulla….

Rendendosi conto della incapacità totale, ha dovuto supplicare i giornali (marchettari). Che tanto di questi tempi avevano spazio (essendo fermi i campionati) per inserire articoli sulla serie c (sempre minuscolo). I discorsi sempre i soliti. Campanili e pulmini.

Sembra essere diventato un santone. Nella realtà è più paragonabile a uno di quelli che in autostrada, nelle stazioni di servizio, fanno il gioco delle tre carte con i compari.

Nei giorni scorsi, sui giornali, è ’ stata riportata alla ribalta anche la “desasparesida” Capotondi. Con proclami sui giovani. Un compitino, sciatto, fatto sotto dettatura.

La realtà è che questi articoli suscitano oramai solo rabbia e ilarità. Il malcontento tra i presidenti è finalmente alto. Si saranno stufati di sentire solo chiacchiere ed essere rappresentati da questo gruppo di dilettanti capitanato da un cantastorie….
Che senso ha far aprire la Gazzetta dello Sport con le iniziative sui progetti sociali della Serie c? Per carità tutto bello, ma lo sciopero e i benefit fiscali?

Non so, vedremo, faremo sapere…. (Francesco mio, ma fammi il piacere).

E l’intervista rilasciata dal “nostro” sul Corriere dello Sport dal titolo “Il 2020 sarà decisivo per il futuro della Serie c” (sicuramente, perchè sarai spazzato via lontano) con tanto di sottotitolo “Il bilancio di un 2019 sofferto, ma che fa intravedere luci”?
In attesa che ci spieghino quali siano queste luci.  Il “povero” giornalista, costretto a scrivere questo articolo, non poteva esimersi dal chiedere a Ghirelli quali erano i traguardi raggiunti nel 2019.

Ahia, che domanda pepata, e mo’ che gli racconto? Del Museo Franchi.

Per carità, tutto giusto, (temo però che si stia rivoltando nella tomba, a vedere questi dirigenti dei tempi nostri), ma facciamo un appello ai giornali sportivi: smettetela di scrivere questi articoli “finti”, oramai suscitate solo rabbia nei lettori e in tutti coloro che mettono soldi e sacrifici per vedersi presi per il naso da questi dilettanti.

Nell’evidente difficoltà gestionale ci si è infatti buttati sui giornali.

Come se noi fossimo tutti fessi. Come se non esistessero i dati statistici. Manca all’appello solo Fulvio Bianchi che per fortuna è in vacanza e dal 24 dicembre non scrive.
Prego il buon Fulvio di non prestarsi (anche lui) a questo strazio dell’auto incensarsi.

Fortunatamente Ghirelli ha smesso di parlare dell’etica. Ma quest’anno, visto che il nostro è sempre sfuggito al confronto che avrei voluto, tirerò io fuori qualcosa di divertente.

Alla faccia dei principi morali. Dello stipendio che si è attribuito. Degli amici e dei parenti piazzati in lega. Dei pasticci della sede alla via da Diacceto e della Calcio Servizi.

Mentre dello sciopero non so che farmene, rischia di scomparire il Catania. Altre società sono pronte a saltare. Dei benefit fiscali nemmeno l’ombra. I presidenti  vengono ripagati con gli articoli sui giornali.
Poveri noi. Ovvero Presidenti, poveri a voi!

E siccome con i “Graffi” voglio distinguermi dai giornaloni e invitare un po’ tutti a riflettere (non ho smanie di carriera e di posti, contrariamente a quanto asserisce pubblicamente il bel Gabri) ancora una volta riapro il programma elettorale di quel disgraziato 6 Novembre 2018. Il giorno il cui il predicatore Francesco si è insediato in Lega Pro.

A rileggerlo vengono le lacrime  agli occhi dalle risate (o dal piangere).
Ecco allora i punti fondamentali :
– il semiprofessionismo (ah va bè, risultati zero a parte lo sciopero);
– più risorse, milioni in più dalla Legge Melandri (si buonanotte, chiedete ai Presidenti quanti milioni hanno avuto in più).
E poi sempre a pagina 3 del programma elettorale (della serie le frottole si sprecano) :
– abbattere i costi;
– stadi accoglienti per i tifosi e sicuri;
– una Lega di servizi per i club.

“L’intelligenza deve essere all’interno della struttura. Quando fare? Ieri!!!
Abbiamo di fronte solo due anni lavorativi: FARE e non parlare. Al termine si farà la verifica e se i conti non tornano tutti a casa!!!”

Ghirelli, guarda cosa scrivevi. Dimettiti presto. Te ne saremo tutti grati.

Evito poi di citare il Palazzo di Vetro o la qualità dei dirigenti scelti. Fra raccomandati e dormienti….
Un panorama impietoso.
La Lega, visto l’attaccamento alla poltrona (e allo stipendio misterioso) andrebbe semplicemente commissariata. Attesa la palese incapacità e lo sciopero. La testimonianza dell’impossibilità ed incapacità di organizzare il campionato. Punto fondamentale dello statuto. Che, evidentemente, il signor Ghirelli non conosce.
Il problema è che il commissariamento lo dovrebbe decidere il suo compagno di avventure. Ma si (sempre lui) Gabri il bello.
Un altro fulgido esempio di totale incapacità gestionale e di sperpero di soldi pubblici.

Impossibile ripagarlo qui con la stessa moneta.

Il monumentale programma elettorale di Gravina non ce lo permetterebbe.
Ma tanto state tranquilli, non si è fatto nulla di quello che c’era scritto.
Principale occupazione di questo infausto presidente è stato sperperare, piazzare amiche (soprattutto) e amici. Aumentare gli stipendi. Fare fuori i personaggi non graditi strumentalizzando la procura federale. Straparlarsi addosso.  Alla Ghirelli maniera.
Mi limito allora a scrivere dei famosi tavoloni delle riforme. Quelli di cui ci siamo occupati noi dei Graffi per prenderlo in giro. (Aggiungi un posto al tavolo)

Emh, leggiamo :
Club Italia – Simone Perrotta in qualità di coordinatore, Urbano Cairo, Giuseppe Marotta, Mauro Balata, Stefano Pedrelli, Livio Del Bianco, Andrea Montemurro, Damiano Tommasi, Renzo Ulivieri, Gabriele Oriali, Giorgio Bottaro, Mauro Vladovich;
Impiantistica – Andrea Cardinaletti in qualità di coordinatore, Mauro Baldissoni, Claudio Fenucci, Daniele Sebastiani, Alessandro Zoppini, Maria Rita Acciardi, Roberto Pella, Rappresentante ICS, Rappresentante Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Spitaleri, Antonio Talarico;
Marketing – Marco Canigiani in qualità di coordinatore, Giovanni Carnevali, Giorgio Ricci, Paolo Rossi, Chiara Faggi, Francesco Franchi, Fabio Poli, Massimo Bazzoni, Benedetta Geronzi, Giovanni Sacripante, Luigi De Laurentis;
Riforma dei campionati – Umberto Calcagno in qualità di coordinatore, Tommaso Giulini, Alessandro Zarbano, Massimiliano Santopadre, Oreste Vigorito, Emanuele Paolucci, Giuseppe Baretti, Renzo Ulivieri, Pierluigi Vossi, Andrea Chiavelli, Antonio Di Sebastiano, Giancarlo Gentile;
Giustizia sportiva – Giancarlo Viglione in qualità di coordinatore, Stefano Campoccia, Antonio Romei, Avilio Presutti, Stella Frascà, Alessio Piscini, Giancarlo Perinello, Michele Colucci, Giancarlo Gentile, Ida Linda Reitano, Jacopo Tognon, Mario Vigna, Giuseppe Casamassima.
Un bel carico di….niente.

Sapete quando i coordinatori avrebbero dovuto riferire e concludere i lavori svolti da questa massa di persone?
Al Consiglio Federale del 18 Dicembre 2018.

Si, va bè Vittorio sei il solito rompiscatole.
E’ Natale, siamo tutti più buoni.

Sarà, ma io di riforme dei campionati non vedo l’ombra, la Lega di A è commissariata (e spaccata) in attesa dei nuovi contratti sui diritti televisivi, commissario Giancarlino Abete. La garanzia che non si farà nulla di nulla.
L’unico che manda avanti il suo lavoro è Mauro Balata, Presidente della Serie B, che ha portato a casa il format ridotto contro tutto e contro tutti. Che ora porterà a casa il VAR anche per la serie B. Che fa decidere le società in piena libertà. Che segue le indicazioni dell’assemblea.
Se resisterà all’assalto di Lotito sarà rieletto e arrivederci a chi fa solo chiacchiere.

Di riforme vere, Gabri, nemmeno l’ombra.

Eppure è evidente che la Lega Pro deve passare a 40 squadre, abolendo i ripescaggi e imponendo criteri economici e infrastrutturali veri.
Vanno poi cambiati i pesi elettorali. La Lega Pro vale il 17%, quindi più della Serie A. Si fa soltanto ridere i polli. Sono percentuali stabilite quando la Serie C aveva più di 100 società e le due Leghe maggiori erano ancora unite.
E’ quindi evidente che la Lega Pro non può avere più del 10 % ed il 7% va spostato in Serie A in cambio di un benefit economico. Di sostanza vitale.

Come i 6 (ed oltre) milioni di Euro, che hai strappato a Sabelli, vanno sempre destinati alla Lega Pro per tentare di salvarla.

Queste sarebbero decisioni da prendere, assumendosi la responsabilità di riforme serie. Senza pensare alle ragazze da piazzare o agli amici ai quali dover essere riconoscenti per l’avvenuta elezione.
Senza tale capacità anche la Federcalcio farà la fine della Lega Pro.

Affrontare i problemi vuol dire avere coraggio. Ma perché Gabri, non ti occupi ad esempio dell’articolo 7 numero7 dello Statuto federale. Quello che proibisce di avere il controllo di più società nel settore professionistico.

Si buonanotte Vittorio, ma tu vuoi farmi scatenare una guerra contro Lotito o De Laurentiis. Ma lasciami campare in pace. Ora devo pensare al Salaria Sport Village. Poi c’ho le partite degli Europei. Posso sfoggiare l’abbronzatura, le interviste, il Club Italia (che presiedo io….).

E poi, un mutamento epocale l’ho fatto.
Ho cambiato il palazzo a Via Allegri (una super serigrafia da 30.000 euro), ma non vedi com’è bella la Federazione vestita di nuovo (certo Gabri, ma che dici, pensare di farlo fare a uno sponsor della Federcalcio, che disponibili ce n’erano, per risparmiare qualche soldino, no?).

Queste, in definitiva, sono le riforme del mio amico Gabriele.

Anno nuovo, calcio vecchio. Come volevasi dimostrare, sono solo barzellette!

Buona Befana. Ma occhio al carbone!

Nella foto qui sopra il palazzo in via Allegri, sede della Federcalcio, nel suo nuovo look